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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2011

Chiesa e chiese nella storia d'Italia (Timothy Verdon - L'Osservatore Romano)

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 Il peso morale degli edifici Pubblichiamo alcuni stralci dal volume Ecclesia. Le chiese d'Italia nella vita del popolo (Torino, Utet, 2010, pagine 240). Nell'Italia costellata di edifici religiosi grandi e piccoli, di cattedrali, pievi, oratori e cappelle, di santuari, monasteri, conventi e compagnie, che cosa comunica veramente la parola "chiesa"? E, nel Paese che ospita la Santa Sede, che cosa comunica lo stesso termine scritto con la c maiuscola "Chiesa"?

V Domenica del Tempo Ordinario (don Claudio Doglio)

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Parole di Vita n°5 set/ott 2010

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5. Venuto a cercare e salvare Sommario     Tiziano Lorenzin Editoriale

V domenica del tempo Ordinario (Luciano Manicardi) domenica 6 febbraio 2011

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Is 58,7-10; Sal 111; 1Cor 2,1-5; Mt 5,13-16 La luce come responsabilità dei credenti : così potrebbe essere intesa l’unità tra prima lettura e vangelo. Ovvero, la chiamata alla fede è chiamata a divenire luce, a essere luce. Ben sapendo che al credente la luce non appartiene e che lui può soltanto accoglierla e rifletterla. Sia Isaia che Matteo convergono nell’affermare che la luminosità del credente si manifesta concretamente in opere di giustizia e carità.

Omelia IV Domenica Tempo Ordinario 2011 (Padre Carlo Moro)

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Omelia della IV Domenica del Tempo Ordinario a cura di Padre Carlo Moro Priore del Santuario della Madonnetta di Genova durante la messa di domenica 30 gennaio 2011 alle ore 17.

Enzo Bianchi a “Le invasioni barbariche”

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La7 -  Le invasioni Barbariche , 28 gennaio 2011 DARIA BIGNARDI intervista ENZO BIANCHI

Vangelo e politica (don Luigi Ciotti)

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Intervento tenuto a Torino presso la Casa del Quartiere di San Salvario – 23 gennaio 2011 nell’ambito degli incontri «Parliamone» organizzati dall’Associazione Informazioni su Cristo.

Ebrei e cristiani: e pace fu (Enzo Bianchi - Avvenire)

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Intorno al Concilio la convergenza tra le fedi    Avvenire , 26 gennaio 2011 Fare memoria della shoah per noi cristiani significa anche rileggere l’atteggiamento tenuto per due millenni verso gli ebrei e, nel contempo, essere consapevoli della svolta storica cui abbiamo assistito in questi ultimi cinquant’anni, svolta cui non è certo stata estranea la tragedia del “male assoluto”. Se infatti vi è stato nei secoli un antigiudaismo cristiano teologico e pratico che, pur distinto dall’antisemitismo, di fatto ha finito per favorire il silenzio, l’indifferenza e la passività della quasi totalità dei cristiani e delle Chiese nell’ora della shoah , dobbiamo anche ricordare l’inatteso mutamento del rapporto tra Chiesa cattolica ed ebrei sopraggiunto con Giovanni XXIII: pochi mesi dopo l’elezione a papa, interviene sul testo della liturgia del Venerdì santo, abolendo dalla preghiera l’invocazione “ pro perfidis judaeis ” che era ripresa anche in occasione del ba

IV domenica del tempo Ordinario domenica 30 gennaio 2011 (Famiglie della Visitazione)

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Matteo 5,1-12a 1 In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 2 Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: 3 «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. 4 Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. 5 Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. 6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. 7 Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. 8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. 9 Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. 10 Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. 11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Il sacramento del matrimonio Una “menorah” delle nozze di Bruno Forte

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Sette luci, come sul candelabro che arde nel santuario di Dio, secondo la tradizione ebraica. Sette luci perché l’amore arda sempre nei cuori degli sposi cristiani e illumini le possibili notti del tempo e del cuore, aprendole alla bellezza di Dio.  1. Nessun uomo è un’isola (Thomas Merton). Nel disegno di Dio l'uomo e la donna rivelano una unità originaria, che è la radice incancellabile della loro pari dignità di persone umane e della loro costitutiva vocazione alla reciprocità:  «Dio creò l'uomo a sua immagine, a  immagine di Dio li creò, maschio e femmina li creò» (Gen 1,27). «Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne» (Gen 2,24). Siamo fatti per amare e la nostra vita non si realizzerà che amando. Essere è amare!  ... Leggi tutto:  Una “menorah” delle nozze di Bruno Forte    (PDF) Fonte:  Pietrevive il blog di Tempo perso

Edizioni Qiqajon gennaio 2011 (Monastero di Bose)

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tra i freschi di stampa e i nuovi CD le nostre edizioni ti segnalano:

IV domenica del tempo Ordinario domenica 30 gennaio 2011

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Beati noi anno A IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Prima Lettura: Sof 2,3; 3, 12-13 Salmo Responsoriale: Dal Salmo 145 Seconda Lettura: 1 Cor 1, 26-31 Vangelo Mt 5,1-12a Pare che il Mahatma Gandhi considerasse il discorso della montagna di Matteo come la pagina più illuminante della letteratura mondiale. Una pagina che ha ispirato molte persone, nella storia, e che, a ragione, è considerata la Carta Costituzionale del Regno di Dio. Un discorso che Gesù pronuncia sulle sponde del lago di Tiberiade, a Nord, in Galilea, non lontano dalla casa dei suoi famigliari a Nazareth e da Cafarnao. Un discorso in cui Matteo cerca di sintetizzare gran parte della dottrina del Nazareno, proponendolo come un nuovo Mosè che dalla montagna, in realtà una collina, consegna le “nuove” tavole della Legge. E

Santi che vorrei (diluceinluce)

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Ci sono delle persone semplici che tanto hanno amato il Signore, da risplendere come astri per noi, modelli veri di vita cristiana, forme concrete dell' anthropos teleios che è Gesù Cristo, alla cui perfezione-integrità-compiutezza si abbeverarono donando ai posteri per sovrabbondanza. Adrienne von Speyr e Hans Urs von Balthasar . Il Balthasar è senza dubbio il più grande teologo cattolico del novecento e la Speyr, mistica straordinaria, è la sua " musa ispiratrice ".

IV domenica del tempo Ordinario domenica 30 gennaio 2011 (don Claudio Doglio)

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IV domenica del tempo Ordinario domenica 30 gennaio 2011 (Luciano Manicardi)

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Sof 2,3; 3,12-13; Sal 145; 1Cor 1,26-31; Mt 5,1-12   La predilezione di Dio è per i poveri e gli umili (I lettura), per i poveri in spirito (vangelo). La comunità cristiana di Corinto – dice la II lettura, che pur proseguendo la lectio semicontinua della Prima lettera ai Corinti, rientra in qualche modo nel messaggio unitario delle altre due letture – è formata da persone irrilevanti dal punto di vista sociale ed economico: Dio infatti sceglie ciò che è debole, ignobile e disprezzato per confondere le grandezze mondane. La parola profetica, che trasmette lo sguardo di Dio sull’uomo, svela che l’autentico popolo di Dio è un resto , un resto formato da chi è giusto, fedele, mite, non orgogliosamente autosufficiente, ma cosciente della sua dipendenza da Dio e del suo status di “cercatore” di Dio e della sua giustizia (I lettura); lo sguardo di Gesù sulle folle svela che il vero discepolo è designato non da un’appartenenza esteriore, ma da una realtà intima fatta

Omelia III Domenica Tempo Ordinario (Padre Carlo Moro)

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Omelia della III Domenica del Tempo Ordinario a cura di Padre Carlo Moro Priore del Santuario della Madonnetta di Genova durante la messa di sabato  22 gennaio 2011 alle ore 17.

Che professione ha esercitato il giovane Gesù?

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Gianfranco Ravasi, (“Questioni di fede” – Mondadori, settembre 2010, pp. 193, 194)  È da tempo che, accanto alle varie analisi storico-critiche e letterarie, i Vangeli sono sottoposti anche a ricerche di taglio sociologico nel tentativo di definire la figura del Gesù storico nel suo contesto socioeconomico. In questa operazione si è distinto un professore dell’università tedesca di Heidelberg, Gerd Theissen, le cui opere sono state tradotte anche in italiano. Gesù era vissuto in un ambito prevalentemente agricolo che sentiva il peso delle varie oppressioni fiscali (romane e locali: si ricordi della frequente presenza dei “pubblicani”, gli esattori, nei Vangeli) e che era legato a un territorio piuttosto aspro e di scarsa produttività. Gesù dal punto di vista sociale è presentato da Marco (6,3) come un tékton , qualifica che Matteo (13,55) assegna invece al padre legale, Giuseppe. Che cosa indica quel vocabolo greco? Di per sé rimanda o al falegname e al carpenti

Ogni cosa alla sua stagione (Nicola Vacca, per Lankelot, gennaio 2011)

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Enzo Bianchi è il priore del monastero di Bose. Questo straordinario uomo di fede arriva con parole semplici al cuore. La sua comunità monastica è un’isola felice che accoglie il viandante in cerca di se stesso. A Bose si può trovare il silenzio e la pace che il frastuono del mondo nega alle nostre anime. Per fortuna esistono luoghi come questi dove possiamo ritrovarci, ricevere dalle mani operose di persone autentiche quella parola buona che ci manca tanto nella vita quotidiana e che magari per pigrizia e conformismo ci rifiutiamo di cercare. Le riflessioni di Enzo Bianchi sono doni per l’anima. I suoi libri ci fanno vedere quelle cose essenziali, ignorate dal ritmo frenetico e materialista che impone la nostra quotidianità. Ogni cosa alla sua stagione (Einaudi, pagine 127, 17 euro) è l’ultima fatica del saggio Enzo Bianchi. Il suo libro è un breviario della memoria. L’autore viaggia a ritroso nel suo tempo, racconta le stagioni passate della vita, incontra per

III domenica del tempo Ordinario domenica 23 gennaio 2011 (Famiglie della Visitazione)

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Matteo 4,12-23 12 Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, 13 lasciò Nazareth e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14 perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: 15 « Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! 16 Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta ». 17 Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». 18 Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19 E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». 20 Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21 Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacom

La tristezza della lussuria (Enzo Bianchi 19 gennaio 2011 La Stampa)

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La sapienza dei padri della Chiesa fin dai primi secoli ha saputo distinguere tra alcuni peccati gravissimi - passibili di «scomunica» e di una lunga penitenza pubblica prima della riammissione nella comunità cristiana: apostasia, adulterio, omicidio, aborto... - ma legati a un singolo gesto e altri peccati o vizi «capitali» che sono invece espressione di una patologia spirituale molto più profonda. Comportamenti generati da «pensieri malvagi» che in certo senso minano la personalità stessa di chi li commette, facendolo finire in una spirale di depravazione sempre più disumana: autentici «vizi dell’anima», che nascono dal cuore e che a partire dal cuore vanno contrastati. Tra questi la lussuria, il rapporto deformato con il sesso, una passione che porta a ricercare il piacere per se stesso, il godimento fisico avulso dallo scopo al quale è legato.

"Da dove veniamo?". Bruno Forte (Genova Palazzo Ducale 19 gennaio 2011)

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mercoledì 19 gennaio, ore 17.45 Genova - Palazzo Ducale Sala del Minor Consiglio Cristianesimo Le diverse culture hanno sempre cercato di rispondere alla domanda "Da dove veniamo?".   Bruno Forte , Arcivescovo di Chieti-Vasto, inaugura il ciclo La creazione e le origini del mondo Creazione.pdf   “La creazione e le origini del mondo” è il tema scelto quest’anno per gli incontri che si svolgeranno a Palazzo Ducale, a cura della Fondazione per la Cultura del Ducale in collaborazione con il Centro studi Antonio Balletto. Il primo appuntamento si è avvalso del prestigioso intervento di S.E. Mons.Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, insigne teologo nonché autore di libri di preghiere e di poesia, membro del Pontificio Consiglio per la Cultura e della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo. La sua dotta lezione ha introdotto a uno sguardo sulla creazione dal punto di vista cristiano, a  cui faranno seguito altri interventi che apr

Conferenze 2010 don Claudio Doglio

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i 7 Doni.mp3 Kerygma-Cappuccini1.mp3 Kerygma-Cappuccini2.mp3 Mosè-fallimento-Clero Chiavari 2010.mp3 Precarieta-Cuneo 2010.mp3 Precarieta-Cuneo discussione.mp3 Geremia.mp3 Elia-interiorita 2010.mp3 Nel cuore dello uomo.mp3 Rossello-cuore e mani.mp3

Professione teologo (Inos Biffi - L'Osservatore Romano)

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Quelli che riflettono sull'invisibile Elaborare una teologia per il nostro tempo, che risponda alle attese del mondo, che ne assuma il linguaggio e le aspirazioni:  è l'incombenza abitualmente assegnata a quanti fanno di professione il teologo. Intanto giustifichiamo questo modo di esprimersi:  fare di professione il teologo. Qualcuno parla di carisma o di ministero del teologo, il che può anche aver senso, se si intende mettere in luce che la teologia è un servizio nella Chiesa. Solo che si deve subito aggiungere che non si diventa teologi per grazia o per una speciale missione ricevuta, ma perché si ha una particolare capacità e attitudine a riflettere sulla fede o a esplorare il mistero cristiano; se a questo ci si dedichi assiduamente come a un lavoro arduo ed esigente, facendone una laboriosa scelta di vita.

Spazio sacro e spazio civile (Gianfranco Ravasi - L'Osservatore Romano)

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Porte aperte tra il tempio e la piazza  Pubblichiamo il testo della "lectio magistralis" che il cardinale presidente del Pontificio Consiglio della Cultura tiene il 17 gennaio a Roma presso la facoltà di Architettura dell'università La Sapienza. "Il mondo è come l'occhio:  il mare è il bianco, la terra è l'iride, Gerusalemme è la pupilla e l'immagine in essa riflessa è il tempio". Questo antico aforisma rabbinico illustra in modo nitido e simbolico la funzione nel tempio secondo un'intuizione che è primordiale e universale. Due sono le idee che sottendono all'immagine. La prima è quella di "centro" cosmico che il luogo sacro deve rappresentare, un tema sul quale il grande studioso delle religioni Mircea Eliade (1907-1986) ha offerto un vasto dossier documentario. L'orizzonte esteriore, con la sua frammentazione e con le sue tensioni, converge e si placa in un'area che per la sua purezza deve incarnare

III domenica del tempo Ordinario domenica 23 gennaio 2011 (don Claudio Doglio)

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III domenica del tempo Ordinario domenica 23 gennaio 2011

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Dalla tenebra Prima Lettura: Is 8,23b - 9,3 Salmo Responsoriale: Dal Salmo 26 Seconda Lettura: 1 Cor 1,10-13. 17 Vangelo Mt 4, 12-23 L’inizio della predicazione di Gesù è legata ad un evento drammatico: l’arresto di Giovanni il battezzatore. Gesù torna sui suoi passi, ma decide di non andare più a Nazareth, il piccolo borgo che lo ha visto crescere. È cambiato, Gesù, il battesimo gli ha dato maggiore consapevolezza della propria missione. Si trasferisce a Cafarnao, piccola cittadina sul mare di Tiberiade, posta al confine fra due regioni, un cittadina importante, con la guarnigione romana, con la sinagoga, con gli esattori del pedaggio. Una città che diventerà il cuore dell’apostolato del Signore in Galilea. Non sempre gli eventi negativi sono tali. A volte momenti difficili ci aprono prospettive che mai ci saremmo immaginati. Così nella storia della Chiesa, così nella storia personale di ognuno di noi.

III domenica del tempo Ordinario domenica 23 gennaio 2011 (Luciano Manicardi)

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Is 8,23-9,3; Sal 26; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23  L’esperienza della salvezza espressa come irruzione della luce in un contesto di tenebra : questo il messaggio che unisce il testo di Isaia e il vangelo. La zona del nord d’Israele, dove erano stanziate le tribù di Zabulon e di Neftali, in passato umiliate sotto la mano del sovrano assiro che le assoggettò, smembrò in tre distretti (cf. Is 8,23b) e ne deportò la popolazione, conosceranno una liberazione (I lettura): la salvezza è qui una liberazione sul piano storico ; Gesù che si stanzia in quella medesima regione è la salvezza di Dio fatta persona: la salvezza si situa sul piano teologico (vangelo). Se la salvezza operata da Dio per le zone settentrionali d’Israele appare come una rinascita a popolo di zone ridotte precedentemente a non-popolo, la venuta di Gesù in Galilea provoca la rinascita di alcuni uomini galilei, dei pescatori, a pescatori di uomini, a discepoli di Gesù. La salvezza è qui colta nella sua dimensio

Rendiamo più bella la terra che lasceremo (Enzo Bianchi - Messaggero S.Antonio)

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Messaggero di sant'Antonio , gennaio 2011 UGO SARTORIO intervista ENZO BIANCHI  Bibbia e cibo, amicizia e quiete, terra e amore sono argomenti complessi e all’apparenza disomogenei. Fratel Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose, li armonizza in un unico e grande inno alla vita e a Dio. La Comunità è presente oltre che a Bose, a Gerusalemme (Israele), Ostuni (BR) e Assisi (PG). I colti lo stimano per la sua finezza intellettuale e spirituale, la gente lo segue perché sa parlare al cuore. Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità di Bose, non è di quelli che amano esporsi, eppure la Parola a cui dà vita attraverso i suoi libri e le numerose conferenze ha una forza che va oltre: comprende, contagia, provoca. È un’esperienza dialogare con lui di Dio, di vita, di fede, perché ogni piccola cosa della quotidianità può diventare uno squarcio sull’infinito. Insieme a testi che parlano direttamente della fede e del cammino cristiano pe

Settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani - 18-25 gennaio

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A chiusura del mese di gennaio, nei giorni che precedono la festa della Conversione di Paolo di Tarso, la Chiesa universale medita sulla sua essenza, sui fondamenti costitutivi della sua elezione. Legge il capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, quello prima della Passione, ove Gesù prega il Padre in un discorso accorato che assomiglia tanto a un testamento: «E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo» (Gv 17,22-24). Leggi tutto l'editoriale di JESUS - Gennaio: La Chiesa, una preghiera polifonica Per approfondire leggi il sussidio per la settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani (18-25 gennaio

16 Gennaio 2011 II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) (Famiglie della Visitazione)

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Giovanni 1,29-34 29In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! 30Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. 31Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». 32Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. 33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. 34E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». 1) Vedendo Gesù venire verso di lui: prima di questo incontro con Gesù, Giovanni Battista, davanti ai Giudei venuti per interrogarlo, nega di essere il Cristo e annuncia che in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete (Gv 1,26). Il Cristo è già presente, ma è

II Domenica Tempo Ordinario (don Claudio Doglio)

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Omelia Battesimo del Signore 9 gennaio 2011 ( Padre Carlo Moro)

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Omelia della Domenica del Battesimo del Signore a cura di Padre Carlo Moro Priore del Santuario della Madonnetta di Genova durante la messa di sabato 8 gennaio 2011 alle ore 17.

II domenica del tempo Ordinario domenica 16 gennaio 2011

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Prima Lettura: Is 49, 3. 5-6 Salmo Responsoriale: Dal Salmo 39 Seconda Lettura: 1 Cor 1, 1-3 Vangelo Gv 1, 29-34 Giovanni evangelista continua la sua riflessione, come una coda all’evento del battesimo. Non gli basta testimoniare il gesto di un Dio penitente. Non gli basta dire quanto questo Dio sia sodale con gli uomini, da subito, per sempre. Non gli basta avere sentito al suo stupito maestro, il Battista, dal suo nuovo Maestro, Gesù: «Lasciami fare». Lasciamolo fare, cercatori di Dio, in questo anno che alza il sipario. Lasciamo che sis Gesù a riempire i nostri giorni, a colmare la nostra ricerca. E Giovanni si fa prestare la voce da Giovanni e manifesta la sua fede, professa da subito la sua scoperta: Jeoshua bar Joseph, di Nazareth è il Figlio di Dio. L’atteso. L’inaudito. Non siamo cristiani per solleticare la nostra devozione. Siamo cristiani perché crediamo che il falegname di Nazareth è la prese

Significato dell'adorazione eucaristica (Inos Biffi - L'Osservatore Romano)

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Una Presenza che continua "Subito dopo la consacrazione ( statim post consecrationem )", "in forza delle parole ( vi verborum )" - dichiara il concilio di Trento - avviene una "conversione mirabile e singolare" del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo:  "conversione - prosegue lo stesso Tridentino - che la Chiesa cattolica con termine appropriatissimo chiama transustanziazione" ( Decretum de sanctissima Eucharistia , capitolo 4, e canone 2). Senza dubbio, l'esperienza sensibile non avverte alcun mutamento. La certezza che nel "santissimo sacramento dell'Eucaristia" - sempre secondo il Tridentino - "è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il corpo e il sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l'anima e la divinità, e quindi Cristo tutto intero", non è attestata né dalla vista né dal tatto né dal gusto, come canta Tommaso d'Aquino nell' Adoro te devote , ma è tutta e in

II domenica del tempo Ordinario domenica 16 gennaio 2011 (Luciano Manicardi)

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Is 49,3.5-6; Sal 39; 1Cor 1,1-3; Gv 1,29-34  Prima lettura e vangelo convergono verso un centro cristologico e soteriologico . Isaia parla del Servo del Signore e della sua missione che ha ampiezza universale e consiste nell’essere “luce delle genti”; il vangelo applica a Gesù la tipologia del Servo-Agnello (il termine aramaico talja’ sembra significare tanto “agnello” quanto “servo”; in Is 53 il Servo è presentato come agnello afono) e il Battista ne annuncia la missione universale : “togliere il peccato del mondo”. Compito profetico è quello di preparare l’avvento del novum nella storia. La pagina di Isaia preannuncia l’inaudita estensione di orizzonte della missione del Servo (I lettura) e Giovanni introduce il novum nella storia indicando Gesù quale Messia, prima sconosciuto (“In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete”: Gv 1,27). Il profeta sa creare speranza e orientarla, sa dare volto e nome a ciò che sta fiorendo nella storia e aiutarne la nascit

Battesimo del Signore 9 gennaio 2011

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«Tu vieni da me?» Prima Lettura: Is 42, 1-4. 6-7 Salmo Responsoriale: Dal Salmo 28 Seconda Lettura: At 10, 34-38 Vangelo Mt 3, 13-17 «Tu vieni da me?» si chiede stupito Giovanni il profeta. «Tu vieni da me?», non ci capacita il più grande tra gli uomini, non sa darsi pace. Buffo: la sua vita è passata aspettando quel momento e, ora che è arrivato, non è come se lo aspettava. Ha passato la sua infanzia sapendo di essere il prescelto, gliel’ha raccontato la mamma Elisabetta e l’incredulo Zaccaria, consapevoli di essere stati travolti dalla grazia e l’iniziativa di Dio. Ha passato la sua giovinezza intera ad imparare, a meditare, a leggere, a scrutare, a riflettere. Sceso a Qumran, nella radicale comunità degli esseni, ha imparato ad attendere il Messia disprezzando l’illegittima classe sacerdotale, Erode e il rinato Tempio. Poi ha scelto di osare di più, abbandonando anche gli esseni e vivendo nell’assoluta

Battesimo del Signore 9 gennaio 2011 (Luciano Manicardi)

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Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At 10,34-38; Mt 3,13-17  L’evento del battesimo di Gesù nel Giordano a opera di Giovanni, evento in seguito al quale lo Spirito di Dio viene su Gesù (vangelo), è preannunciato dalla figura del Servo del Signore su cui Dio pone il suo Spirito (I lettura) e proclamato da Pietro nella sua predicazione come atto con cui Dio ha “unto” in Spirito santo Gesù (II lettura). Lo Spirito di Dio che rimane su Gesù significa la comunione piena tra il Padre e il Figlio, tra Dio e Gesù. La comunione di Gesù con Dio (vangelo) si esprime orizzontalmente, cioè nelle relazioni umane, da un lato come rifiuto di condannare e di giudicare (I lettura), dall’altro come attivo fare il bene e guarire chi si trova nel bisogno (II lettura). Infatti, le azioni di spezzare la canna incrinata e di spegnere lo stoppino fumigante che il Servo del Signore non compie, si riferiscono ai gesti che invece compiva l’araldo del Gran Re babilonese quando decretava una condanna a mo

L'immersione nell'umano (Enzo Bianchi) domenica 9 gennaio 2011

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Battesimo del Signore Giovanni il Battezzatore ha iniziato la propria predicazione con un grido: “Convertitevi, perché il regno dei cieli si è avvicinato!”, ed ecco che a questo suo invito aderiscono molti giudei che, avendo deciso nel loro cuore di cambiare mentalità e comportamento e di produrre frutti di penitenza, si fanno immergere da Giovanni nel fiume Giordano. Giovanni è esigente: non basta il gesto dell’immersione per trovare salvezza di fronte al giudizio imminente, non è neppure sufficiente vantare la propria identità di figli di Abramo. No, occorre un modo di vivere che mostri la volontà di non sottostare più all’ingiustizia, di smettere di essere peccatori: allora i peccati saranno perdonati.

I cristiani colpiti nelle chiese (Enzo Bianchi) La Stampa, 6 gennaio 2011

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In questi stessi giorni, un anno fa, un attentato che aveva provocato una decina di morti tra i fedeli copti che uscivano dalla chiesa di Nagaa Hamadi in Egitto, ci aveva portato a riflettere, sempre sulle colonne di questo giornale, sulla persecuzione che i cristiani subiscono in varie parti del mondo, in contesti socio-culturali diversi e in situazione di minoranza religiosa che diviene, come in Medio Oriente, sempre più precaria. Il sanguinoso attentato di Alessandria d’Egitto, che ha colpito ancora una volta la chiesa copta, ha riportato l’attenzione dei media mondiali su un tragico fenomeno che non ha cessato di ripresentarsi in tutta la sua brutalità e che ancora poche settimane fa aveva fatto la sua irruzione in una chiesa di Baghdad: in molti paesi si paga con la vita il semplice fatto di essere discepoli di Gesù di Nazareth e di testimoniare la propria fede nella vita quotidiana.

06 gennaio 2011 EPIFANIA DEL SIGNORE

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Cercatori di Dio Prima Lettura: Is 60, 1-6 Salmo Responsoriale Dal Salmo 71 Seconda Lettura: Ef 3, 2-3. 5-6 Vangelo: Mt 2, 1-12 Il desiderio muove il cuore degli uomini. I desideri ci fanno credere di soddisfare questa sete di tutto. Alcuni sono desideri semplici, alla portata di molti, altri sono desideri impossibili, che ci piombano nella frustrazione. Alla fine di ogni desiderio esaudito, però, sperimentiamo che il nostro cuore è destinato a ben altro, il nostro cuore è assetato di infinito. Oggi è la festa del desiderio che non si arrende, la festa che vede protagonisti alcuni cercatori benestanti che passano il proprio tempo a scoprire nuove teorie e a verificarle. Oggi è la festa dell’essenza dell’essere umano che, in fondo, spogliato di ogni condizionamento, si riscopre, semplicemente, un cercatore. La Parola insiste, esagera, scardina, scuote: non veniamo giudicati dai risultati, dalla devozione

Il Natale dei Magi di Bruno Forte

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Fra i personaggi del Natale ce ne sono tre che il racconto evangelico ci presenta con un’aura di particolare fascino e di mistero: i Magi. “Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: ‘Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo’” (Matteo 2,1s). In questi uomini venuti da lontano, pellegrini nella notte guidati da una stella, mi sembra sia possibile vedere la ricerca del nostro cuore inquieto: essi ci rappresentano tutti, o almeno coloro fra noi che sono disposti a vivere l’esistenza non come resa all’evidenza finale della morte, ma come esodo, cammino verso la luce che viene dall’alto. E questo riguarda non solo chi crede, ma anche chi cerca non avendo il dono della fede: il cosiddetto ateo, quando lo è non per semplice qualificazione esteriore, ma per le sofferenze di una vita che lotta con Dio senza riuscire a credere in Lui, vive in una condiz

Battesimo del Signore 9 gennaio 2011 (don Claudio Doglio)

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Il salmo responsoriale (Blog di Matias Augè)

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Rispondiamo alla parola di Dio con il salmo chiamato giustamente “responsoriale”. Questo è scelto in funzione della prima lettura, come una eco della parola di Dio, che è stata appena ascoltata. E’ dunque importante che l’assemblea possa cantare il salmo o almeno il ritornello, chiamato antifona , che generalmente è un versetto di questo salmo. Questa è la lode o la supplica dell’assemblea in risposta alle meraviglie compiute dal Signore.             La parola greca salmo significa “azione di tirare o di toccare con una corda per farla suonare”, in riferimento a Davide, il “salmista” per eccellenza, dal momento che si attribuiscono a lui numerosi salmi e lo si rappresenta con un’arpa in mano. Il salmo presuppone un’esperienza personale profonda che strappa un grido, un lamento, una lode, un canto d’amore. E’ per questo che ci rallegriamo profondamente di ciò di cui facciamo esperienza.             Ci sono dei begli esempi biblici di

Maria nel "Tondo Pitti" di Michelangelo (Timothy Verdon - L'Osservatore Romano)

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"Dio che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio" ( Ebrei , 1, 1-2). Dopo tante parole, alla fine "il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi e noi vedemmo la sua gloria" ( Giovanni , 1, 14), così che ormai coloro che parlano lo fanno solo per annunciare la sua presenza. Le "sentinelle alzano la voce, insieme gridano di gioia, poiché vedono con i loro occhi il ritorno del Signore in Sion" ( Isaia , 52, 8), un ritorno trionfale a beneficio non solo del popolo eletto ma dell'intero genere umano:  "Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutti i popoli; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio" ( Isaia , 52, 10). Tale dimensione universale è suggerita, ad esempio, dalla forma "cosmica" di un tondo marmoreo scolpito da Michelangelo nel primo lustro

Epifania del Signore giovedì 6 gennaio 2011 (don Claudio Doglio)

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Epifania del Signore giovedì 6 gennaio 2011 (Luciano Manicardi)

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Is 60,1-6; Sal 71; Ef 3,2-3a.5-6; Mt 2,1-12  La città di Gerusalemme (I lettura); la casa (il testo parla di oikía , “casa”, non di grotta) di Betlemme dove giace il neonato (vangelo); il ministero apostolico di Paolo (II lettura): i tre testi ci pongono di fronte a tre mediazioni della rivelazione di Dio e della sua volontà di estendere a ogni uomo il suo disegno salvifico. Se la città di Gerusalemme su cui splende la luce di Dio e verso cui si dirigono tutti i popoli è profezia dell’evento messianico nella sua portata escatologica, il ministero apostolico con cui Paolo si rivolge ai pagani chiamandoli alla fede avendo ricevuto per rivelazione la conoscenza del mistero per cui anche i pagani sono chiamati a formare, in Cristo Gesù, un unico corpo, ne è la testimonianza nei tempi della chiesa. La casa di Betlemme, in cui si trova il neonato Gesù e a cui la stella sorta in Oriente guida i Magi, è il luogo periferico, marginale, scelto da Dio per il compimento de

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