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Visualizzazione dei post da Novembre, 2021

Luigi d’Ayala Valva "Vivere la gioia evangelica"

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LUIGI D’AYALA VALVA   VIVERE LA GIOIA EVANGELICA  L’esperienza di Gesù trasmessa ai cristiani   EDIZIONI QIQAJON COMUNITÀ DI BOSE “Perché la mia gioia sia in voi” (Gv 15,11). Gesù parla della sua gioia come di un’esperienza di amore: egli si è sentito amato e rimane nell’amore del Padre fino alla fine. La gioia dell’amore del Padre è ciò che ha riempito tutta la sua vita, ne è il senso, un senso che viene lasciato in eredità ai discepoli perché essi ne facciano tesoro e diventi anche la loro gioia. Se è vero, come afferma papa Francesco, che la gioia evangelica “è il respiro, il modo di esprimersi del cristiano”, è nostra responsabilità riappropriarci delle ragioni profonde della gioia che sono al cuore della nostra fede. Luigi d’Ayala Valva  (Livorno 1976), monaco di Bose, studioso dei padri greci e bizantini, per le edizioni Qiqajon ha curato vari volumi di patristica, tra cui  Pacomio, servo di Dio e degli uomini  (2016), e  Lo sguardo di Gesù   (2016). Alcuni passi del libro   (..

Romano Penna "San Paolo ad Atene tra agorà e areopago"

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Verso il viaggio del Papa in Grecia  San Paolo ad Atene tra agorà e areopago  Romano Penna   L'Osservatore Romano del 30 novembre 2021 Il viaggio di Papa Francesco in Grecia non può non richiamare alla mente il viaggio compiuto da san Paolo verso l’anno 50 da nord a sud del Paese con le varie tappe a Filippi, Tessalonica, Berea, Atene, Corinto. Di lui abbiamo anche le importanti lettere ai Filippesi, ai Tessalonicesi, e ai Corinzi. Curiosamente egli non scrisse agli Ateniesi, ma il racconto di Luca negli Atti degli Apostoli (cfr. Atti 17, 16-34) ci documenta un discorso tenuto proprio ad Atene e privo di analogie con il suo soggiorno nelle altre città. Proprio questo discorso merita una attenzione particolare, non solo perché tenuto nella metropoli greca più carica di storia, ma anche perché, oltre alla sua impostazione, è interessante il luogo in cui avvenne, cioè l’areopago, noto consiglio amministrativo della città che aveva già processato Socrate nel 399 avanti Cristo. Per la

Francesco Cosentino "Incontrare Dio nella città"

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“INCONTRARE DIO NELLA CITTÀ” tutti insieme per il rinnovamento della “Pastorale Parrocchiale” Don Francesco Cosentino Docente di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Gregoriana - Si occupa del dialogo tra cristianesimo, postmodernità e ateismo - 26 novembre 2021 Parrocchia Santa Croce - Bari Video integrale: https://www.youtube.com/watch?v=cxgDoqyjyJ0

Uomini e donne amati da Dio

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Scuole Diocesane di Formazione Teologica di Reggio Emilia Uomini e donne amati da Dio PROGRAMMA 2021 martedì 19 ottobre Paolo e il caso serio della conversione: Dio ama i giusti Relatrice Emanuela Buccioni ( video ) LEGGI TUTTO martedì 26 ottobre Maria di Magdala apostola tra gli apostoli: Dio ama i peccatori Relat ore don Luigi Maria Epicoco ( video ) LEGGI TUTTO martedì 09 novembre G iona e l'altro come nemico: Dio è nostro Relatrice Giovanna Bondavalli ( video ) LEGGI TUTTO martedì 16 novembre Rut , una straniera per il popolo di Dio: Dio non è nostro Relatore don Davide Banzato ( video ) LEGGI TUTTO martedì 23 novembre Davide e i rischi del potere: Dio è con noi Relatore don Lu ca Mazzinghi ( video ) LEGGI TUTTO martedì 30 novembre Giobbe e il problema del patire: Dio è contro di noi Relatore Luigi Accattoli ( video ) LEGGI TUTTO

Massimo Recalcati "Donare la morte in omaggio alla vita"

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Massimo Recalcati   Donare la morte in omaggio alla vita   La Repubblica, 29 novembre 2021  È possibile concepire l’interruzione volontaria della vita — eutanasia o suicidio assistito — non solamente come ciò che può evitare lo strazio di sofferenze senza alcuna speranza di guarigione, ma come un vero e proprio dono? La morte può essere in certe circostanze drammatiche un dono che non oltraggia affatto la sacralità della vita ma la onora immensamente?  Non esiste morte naturale, scriveva Simone De Beauvoir. Ogni morte umana accade, infatti, sempre prematuramente. Non siamo fatti per morire ma per vivere: la morte è il nostro destino insuperabile ma è anche ciò che contraddice atrocemente il nostro attaccamento alla vita. Dobbiamo morire ma non siamo fatti per morire. In questo senso la morte accade sempre in anticipo, sempre troppo presto, sempre, appunto prematuramente. È la ragione dell’estremo scandalo che suscita la morte di un bambino: la morte avviene in questi casi là dove non è

Enzo Bianchi "Una scelta da rispettare"

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La Repubblica - 29 novembre 2021 di ENZO BIANCHI per gentile concessione dell’autore. Alcune volte, accanto al letto di un malato terminale o accanto a una persona devastata dalla sofferenza, fisica e psichica, ho ascoltato questa invocazione: «Io amo la vita, non ho mai desiderato morire perché vivo l’amore e ricevo amore. Ma il dolore, è troppo forte, non ce la faccio più a vivere così!». E quando a queste parole si aggiunge la richiesta: «Aiutatemi a morire! Fatemi morire!», allora il turbamento mi invade. Come cristiano, non ho certezze ma ho delle convinzioni che mi vengono dalla fede nelle parole di Gesù. Sono convinto che la vita è un dono di Dio, che sono nato non per caso ma perché nel suo amore e nella sua libertà Dio mi ha voluto e pensato come tutti gli altri esseri umani. E se la vita è un suo dono, sono convinto che a lui devo ridarla, affidarla puntualmente venuta l’ora della mia morte, perché la vita umana è una vita a termine. Ho sempre cercato di introiettare il senso

«Come Lievito, per dare pienezza alla vita» incontro Michela Marzano e Sabino Chialà

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Nella seconda settimana dei Centri Culturali Cattolici giovedì 25 novembre 2021 all’Ambrosianeum di Milano la scrittrice e filosofa Michela Marzano ha incontrato Sabino Chialà , monaco di Bose e studioso; ha moderato il giornalista di Avvenire Alessandro Zaccuri alla presenza dell’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini.

Frederic Manns "Il profeta Isaia. Dio è fedele alla sua parola"

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L'Osservatore Romano   27 novembre 2021 I racconti della domenica  Il profeta Isaia. Dio è fedele alla sua parola Il razionalismo moderno ha voluto ricondurre gli arcangeli a semplici personificazioni di realtà psicologiche. La tradizione biblica non ha ritenuto giusto imporre un limite alla potenza creatrice di Dio. Essa afferma tranquillamente che Dio è in grado di creare degli esseri spirituali senza dover consultare l’uomo. Secondo la tradizione apocalittica quattro sono gli arcangeli che circondano il trono di Dio. Sono chiamati gli angeli della presenza: i loro nomi sono Gabriele, Michele, Raffaele ed Uriele. Durante l’avvento ci soffermiamo solo sulla figura di Gabriele, che è menzionato nella liturgia. Il suo nome significa “Dio è la mia forza”. Come tutti gli esseri di questo mondo, la prima reazione di chi li vede è di essere spaventato. Gabriele inizia sempre una sua missione rassicurando il suo interlocutore: «Non temere». Egli è l’Arcangelo della Buona Novella, il mess

Rosanna Virgili “Lo Spirito Santo e la Sapienza”

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Giovedì 25 novembre 2021 si è tenuta la conferenza della Professoressa Rosanna Virgili nell’ambito del ciclo CLAMOR SPIRITUS SANCTI, nato per affiancare alla proposta culturale/spirituale anche quella di un cammino comunitario accompagnato dall’azione e dalla forza dello Spirito Santo. L’incontro è organizzato nella Sala del Capitolo del Convento della Basilica di Santo Spirito a Firenze. Questo video fa parte della playlist "Rosanna Virgili" https://goo.gl/TNaKhD

Piero Stefani "Bibbia a frammenti. Tra oralità e scrittura"

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Il Regno Parole delle Religioni Bibbia a frammenti.  Tra oralità e scrittura Piero Stefani L'origine delle parole è quasi sempre la porta principale che conduce alla loro comprensione. Non fa eccezione il termine «Corano»: in base all’etimo rimanda non all’idea di scrittura bensì a quella di recitazione. Non per nulla, all’interno dello stesso testo sacro dell’islam è contenuto l’ordine rivolto a Muammad di recitare il Corano salmodiando (sura 73,4). La recezione piena della rivelazione si trova nell’atto di emanciparla dalla sua forma scritta per riconsegnare il Corano all’oralità. La recitazione (arte nell’islam particolarmente complessa) diviene l’espressione umana più conforme alla «parola di Dio» ( kalam Allah ). Il considerare altamente meritorio sapere a memoria l’intero Corano è, a sua volta, una declinazione meno precisa di questa stessa idea. Esistono storie antiche che attestano come la recitazione sia la forma più autentica con cui si comunica la rivelazione. Una tra

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Commenti Vangelo 3 luglio 2022 XIV Domenica del Tempo ordinario