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Paolo Crepet "Sono preoccupato per una cosa che poco alla volta ci toglie il cervello"

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intervista a Paolo Crepet 

a cura di Bruno Volpe 

Quotidiano di Bari 6 Luglio 2024

“Sono preoccupato per una cosa che poco alla volta ci toglie il cervello”: il noto psichiatra professor Paolo Crepet non ci va morbido sulla intelligenza artificiale i cui risvolti analizza dal punto di vista dello psichiatra.

Professor Paolo Crepet, lei ha parlato di intelligenza artificiale anche nel suo ultimo e interessante libro Mordere il Cielo. Che idea si è fatto? 

“Negativa, ripeto, a livello di studioso della mente, non entro nel campo della innovazione scientifica, ma ne ravviso i pericoli. Penso che alla fine ci toglierà il cervello, ci sostituirà e non sapremo chi davvero parla e opera. Ricordo a me stesso che il computer non inventa niente, esegue. Faccio l’esempio del tostapane. Questo arnese non fa il pane, non è fornaio, ma lo scalda e basta eppure ce lo fornisce. Vedo con preoccupazione che tutti abbiamo perso il senso della misura con troppo entusiasmo su questa intelligenza artificiale, inclusa la politica”. 

Che rischio ci vede? 

“Che alla fine l’uomo sia estromesso, che la nostra intelligenza non conti nulla. L’ intelligenza artificiale è forse persino più furba della politica, la anticipa, non chiede permesso. I nuovi telefonini della Apple già la contengono e pochi se ne sono accorti”. 

Esiste il rischio di utilizzazioni improprie? 

“Certamente sì, ma è da mettere in conto e bene ha fatto ultimamente il Papa a dirlo. Penso con terrore, il caso è già accaduto negli Stati Uniti, ad una sentenza fatta da intelligenza artificiale della quale il giudice vero non sapeva niente. Ecco, che cosa accadrà se casi del genere arriveranno in campo bellico o di politica internazionale? Sono anche della idea, ma questo avviene ormai da tempo con i social e le applicazioni varie, che stiamo smarrendo le relazioni interpersonali, tutto o quasi è ridotto a virtualità e siamo arrivati al punto che si condensano le emozioni in emoticon e nessuno sa scrivere in italiano”. 

E allora? 

“Siamo nel tempo delle emozioni rubate o alterate e l’intelligenza artificiale se mal utilizzata accentuerà questa situazione”. 

Ritiene che sia necessaria una normazione globale per evitare usi scorretti o impropri? 

“A mio avviso senz’ altro, ma tempo che alla fine ci sarà sempre il furbetto che non rispetterà e come costringerlo? Bisogna evitare usi scorretti, furbeschi e precoci. Penso che alla fine l’uomo, quello reale, uscirà allo stesso tempo tecnologicamente vincitore, ma intellettualmente e psicologicamente sconfitto”. 

Lei nel suo ultimo libro ha censurato ancora una volta le carenze della famiglia e ha descritto il caso di genitori che le scrivono mail di poche righe per sottoporle casi complicati… 

“Non è una novità. La famiglia sicuramente è in crisi perchè i genitori spesso abdicano al loro compito, fanno gli amici dei figli o gli eterni adolescenti e non sanno dire dei no. Talvolta ricorrono alla sberla che non serve, semmai sarebbe utile prevenirla parlando e capendo, talvolta persino punendo ma a ragion veduta. Mi domando: che senso ha scrivere allo specialista una mail di poche righe per esporre un caso complicato? Nessuno. Evidentemente chi la ha mandata neppure si rende conto della problematica. Quella mail è più offensiva per l’intelligenza di chi la manda che di chi la riceve”. 

Rapporti tra coniugi e famiglie in crisi. Un altro tema che affiora di tanto in tanto è il tradimento… 

“La storia è piena di tradimenti che sono atteggiamenti immaturi e comunque non confacenti a persone serie, ma non vi è da scandalizzarsi e o fare i moralisti, sono sempre accaduti. In amore ancora di più. Spesso il tradimento è legato alla condizione sociale o allo stile di vita. Ci fate caso che un bracciante che torna stanco dai campi non ha la testa a cercare avventure, mentre raccontiamo di ripetuti tradimenti ed avventure nel ricco ed opulento mondo del cinema? Tra una festa elegante e un’altra le occasioni sono maggiori”. 

Chi tradisce di più? 

“Oggi siamo al cinquanta per cento, si diceva che l’uomo è cacciatore o meglio lo canta un’aria lirica. Ma oggi anche la donna si muove bene in questo campo. Talvolta si tradisce per fare male, vi è un sottile piacere nel dare un dispiacere e spesso siamo alla vendetta o alla ritorsione e in questo le donne non sono da meno”.


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