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Visualizzazione dei post da Aprile, 2010

V Domenica di Pasqua COMMENTO PATRISTICO (da Undicesima Ora)

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S. Giovanni Crisostomo Dalle Omelie sul vangelo di Giovanni , 57, 3-4 Vi do un comandamento nuovo . Poiché c’era da aspettarsi che i discepoli, sentendo tali discorsi e considerandosi abbandonati, si lasciassero prendere dalla disperazione, Gesù li consola, munendoli, per la loro difesa e protezione della virtù che è alla radice di ogni bene, cioè della carità. E come se dicesse: Vi rattristate perché io me ne vado? Ma se vi amerete l’un l’altro, sarete più forti. E perché non disse proprio così? Perché impartì loro un insegnamento molto più utile: In questo tutti conosceranno che siete miei discepoli . Con queste parole fece capire che la sua eletta schiera non avrebbe dovuto mai sciogliersi, dopo aver ricevuto da lui questo segno distintivo. Ma disse questo, quando il traditore si fu separato dalla loro compagnia. Perché poi disse che si trattava di un nuovo comandamento, sebbene si trovasse già nel vecchio Testamento? Lui però lo rese nuovo, con la manie

AGENDA MAGGIO 2010 Monastero di Bose

sabato 1 (fino al 2 le ikebana e fino al 16 le ceramiche) FORMA E COLORE IN DIALOGO L'IKEBANA INCONTRA LE CERAMICHE DI BOSE ore 15.00 Inaugurazione   della mostra apertura di ENZO BIANCHI intervento del prof. MASSIMO RAVERI _______________________________________________ lunedì 3 (fino al 7 e poi dal 10 al 14) "Studium" IL LIBRO DEI SALMI LUDWIG MONTI ___________________________________________ lunedì 17 (fino al 21) "Studium" GLI SCRITTI DI SAN FRANCESCO D'ASSISI FELICE ACCROCCA ___________________________________________ domenica 23 Pentecoste "Giornata di riflessione su temi spirituali" (II incontro) L'EUCARISTIA ENZO BIANCHI _______________________________________________ lunedì 24 (fino al 28) "Studium" INTRODUZIONE AL MONACHESIMO BIZANTINO ANTONIO RIGO ___________________________________________ domenica 30 "Vesperali" ore 16.00 ORCH

Approfondire il significato dei sacramenti della Confessione e Comunione. (Paola Radif)

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--> Per lunga e consolidata tradizione la primavera è il periodo in cui nelle nostre parrocchie si celebrano le Prime Comunioni, precedute dalle prime Confessioni che trovano, invece, un’ideale collocazione nel tempo di Quaresima. Nello stesso modo in cui si sottolineano i momenti più importanti della nostra vita così dovrebbe accadere per i sacramenti, affinché non si riducano soltanto a una bella tradizione o a un passaggio obbligato per sentirsi a posto di fronte alla coscienza e al mondo. Perché allora non riflettere un po’ più a fondo, come adulti, sul significato di questi eventi, apportatori di una grazia particolare che dai figli si riverbera sui genitori? I bambini che si preparano a ricevere i sacramenti certamente vengono introdotti dai catechisti a comprenderne il senso grazie a competenza, dedizione e fantasia, ma i genitori che, in tempi più o meno lontani, hanno fatto lo stesso percorso, che cosa conservano di quell’esperienza e, soprattutto, che cosa han

Il vincitore ha il volto del Padre (l'Osservatore Romano)

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Contemplare Cristo Pubblichiamo quasi integralmente il testo della conferenza che si tiene, nella serata di lunedì 26 aprile, nel duomo di Torino nell'ambito degli appuntamenti che accompagnano l'ostensione della Sindone. di Timothy Verdon "Questa infatti è la volontà del Padre:  che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna" ( Giovanni , 6, 40). Ecco, nelle parole dello stesso Gesù, il motivo per cui, questa volta come altre volte, da prima mattina a notte fonda i pellegrini sfilano davanti alla Santa Sindone (...) È infatti la volontà del Padre che chiunque vede il Figlio e crede in lui viva in eterno. I pellegrini, tra cui anche persone anziane vicine alla morte, desiderando la vita vengono qui, e siamo venuti anche noi, perché nell'uomo torturato e ucciso la cui forma è impressa nel telo è possibile contemplare Cristo, vedere il quale con fede dà la vita eterna. Certezza assoluta che sia proprio lui non c'è, è v

V domenica di Pasqua Anno C 2 maggio 2010 (Enzo Bianchi)

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Siamo nel tempo pasquale e il vangelo che oggi ascoltiamo ci parla appunto della glorificazione di Gesù, avvenuta attraverso la sua passione, morte e resurrezione. Per il quarto vangelo, infatti, anche la passione e la morte sono glorificazione di Gesù, non fallimento o fine tragica, perché in esse più che mai Gesù mostra il suo amore e riceve gloria proprio dall’aver amato «fino alla fine, fino all’estremo» (Gv 13,1): la gloria di Gesù è gloria dell’amare! Non lo si dimentichi: se Gesù è risorto da morte è perché il Padre lo ha risuscitato (cf. At 2,24.32; ecc.) a causa dell’amore da lui vissuto all’estremo verso Dio e verso i fratelli. Sì, nella resurrezione di Gesù possiamo vedere l’amore totale, perfetto di Gesù, che vince la morte per sempre… Il nostro brano ci ricorda che Gesù nel cenacolo, al termine della sua ultima cena, aveva indicato al discepolo amato chinato sul suo seno l’identità di chi stava per tradirlo: Giuda, uno dei Dodici. E tuttavia Gesù non aveva fatto nul

La Sindone e il volto di Gesù nell'arte: Il negativo più famoso del mondo

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Pubblichiamo stralci del saggio Alla ricerca del volto di Cristo tratto dal catalogo della mostra "Gesù. Il corpo, il volto nell'arte" aperta fino al primo agosto 2010 alla Venaria Reale di Torino. di Michele Bacci La Sindone di Torino è probabilmente l'unico, fra gli antichi oggetti di culto celebrati dalla tradizione cattolica, ad aver suscitato negli ultimi decenni tanta attenzione da parte sia dei mezzi di comunicazione di massa che di un gran numero di specialisti delle più diverse discipline. Il suo aspetto materiale, tanto eccezionale e paradossale quanto in grado di esercitare un forte impatto emotivo sull'osservatore, sembra aver stimolato nei suoi commentatori moderni per lo più reazioni radicali e opposte, ma accomunate dall'insistenza sulla questione dell'autenticità, che ci si è affannati a dimostrare, o a negare, sulla base di analisi scientifiche e argomentazioni storiche più o meno accurate. La sterminata bibliografia

Quel senso di notte tra i giovani e la fede (Enzo Bianchi) La Stampa, 25 aprile 2010

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Chi vive a contatto quotidiano con la realtà giovanile se ne era accorto da tempo, anche se sovente le sue osservazioni venivano zittite con affermazioni perentorie e rassicuranti, ma ora i dati che emergono da un’indagine nazionale su “I giovani di fronte al futuro e alla vita, con e senza fede” mostrano uno scenario preoccupante, non solo in un’ottica ecclesiale, ma anche nella più ampia prospettiva del tessuto sociale italiano. La ricerca condotta dall’Istituto Iard di Milano sotto la guida di Riccardo Grassi su un campione di un migliaio di giovani italiani tra i 18 e i 29 anni offre un’istantanea del rapporto tra le nuove generazioni e la fede che suscita più di un interrogativo. Praticamente tutti i dati, raffrontati con un’indagine analoga svolta nel 2004, mostrano un trend in negativo: meno giovani che si definiscono cattolici (ormai superano di poco il 50%), meno credibilità delle figure religiose istituzionali, meno disponibilità ad accettare il ruolo “politico” della chie

25 Aprile 2010 IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO C) (Famiglie della Visitazione)

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  Giovanni 10,27-30 In quel tempo Gesù disse: « 27 Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 28 Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. 30 Io e il Padre siamo una cosa sola». 1) Gesù è al Tempio durante la festa della Dedicazione. è iniziata una discussione con i Giudei, aperta dalla loro domanda: Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente (Gv10,24). Gesù, rispondendo, sposta il centro del discorso sulla sua relazione con Dio Padre, sulla fede in Gesù come Figlio di Dio. Le parole di Gesù al versetto precedente al nostro testo sono: Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. In questo modo Gesù riprende l’immagine del buon pastore e delle pecore sviluppata all’inizio del capitolo. 2) Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco : è la dinamica della fe

COMMENTO PATRISTICO IV Domenica di Pasqua (da Undicesima Ora)

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                                S. Beda il Venerabile Dall’ Omelia II, 24 Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono. E io do loro la vita eterna, sicché non periranno in eterno . Chiunque perciò desidera sfuggire la morte eterna e contemplare la vita eterna, deve seguire la voce del Signore non solo ascoltando e credendo, ma anche vivendo bene. Che poi dica di conoscere le sue pecore, significa che le sceglie, e le predestina al regno celeste. Perciò Salomone dice: Il Signore conosce le strade che sono a destra (Pr 4, 27). E invece l’apostolo dice dei malvagi: Chi ignora, sarà ignorato (1 Cor 14, 38). Cosí il Signore di quelli che ascoltano la sua voce e lo seguono dice: Io do loro la vita eterna sicché non periranno in eterno . Agli occhi degli stolti è sembrato che i martiri morissero, che perissero quando, sottoposti a tormenti di vario genere, perdevano la vita mortale; ma non periranno in eterno, non vedranno la morte

Angeli (Gianfranco Ravasi) In volo oltre la New Age Avvenire 18.4.2010

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A ll’improvviso s’incrina il soffitto, le crepe s’allargano e da un varco aperto, in mezzo ai calcinacci s’affaccia un volto radioso: « Un angelo! Pensai.   Tutto il giorno vola verso di me e io, scettico come sono, non lo sapevo. Adesso mi parlerà » . In realtà l’angelo scompare senza proferire parola e Kafka, che incastona questa angelofania nei suoi « Diari » , lascia aperto il dilemma reiterato nei secoli, destinato sia a cogliere il delicato e misterioso « brusio » ( Peter L. Berger) dell’angelo sia a dissolverne la presenza in sogno, anche se con nostalgia e con un rigurgito di fede, come confessava Czeslaw Milosz: « Vi ho tolto le vesti bianche,/ le ali e perfino l’esistenza,/ tuttavia io vi credo, messaggeri » .   L’angelo, però, ha come sua culla generativa per la civiltà occidentale soprattutto le Sacre Scritture. Dalla prima pagina coi « Cherubini dalla fiamma della spada folgorante » , posti a guardia del giardino dell’Eden ( Genesi 3, 24) fino

IV domenica di Pasqua (Enzo Bianchi) Anno C 25 aprile 2010

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Stiamo vivendo il tempo pasquale con una speciale contemplazione di Gesù risorto da morte: egli è l’Agnello che sulla croce è stato sgozzato (cf. Ap 5,6.9.12; 13,8), ma con la resurrezione è diventato il Pastore, e come tale guida ancora la sua comunità, nutre le sue pecore attraverso nuovi pastori da lui voluti e donati al suo gregge. Sì, Gesù è il Signore vivente che, come «Pastore dei pastori» (1Pt 5,4) sta tra il Padre, di cui è Figlio, e i credenti in lui, il suo «piccolo gregge» (Lc 12,32). Gesù rivela questo nel tempio di Gerusalemme, nei giorni in cui si celebra la festa di Hanukkah o della Dedicazione, quella in cui gli ebrei ricordano la ri-santificazione del tempio che era stato profanato da Antioco IV Epifane. Nel tempio Gesù aveva già fatto un gesto significativo: l’aveva purificato, scacciando da esso i venditori e gli animali destinati al sacrificio (cf. Gv 2,13-22). Allora era sorta la domanda: «Con quale autorità fai queste cose?». Ora, analogamente, i capi dei

Educare i bambini al senso del peccato e del perdono in famiglia.(Paola Radif)

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Peccato e perdono: due parole impegnative, cariche di significato, che non si possono prendere alla leggera. Eppure, tutto può incominciare dai piccoli gesti e si alimenta con l’esempio. Il bambino, che ha sempre bisogno di “vederci chiaro” per capire il perché di tante cose, è portato a imitare ciò che i genitori vivono in prima persona più che a eseguire quello che gli insegnano, mentre il catechista, da parte sua, quando lo prepara alla Prima Confessione, trova difficoltà a parlare in astratto del perdono di Dio se non c’è stata già occasione di sperimentare “sul campo” il senso di un perdono, dato o ricevuto, sul semplice piano umano. Il bambino infatti assorbe in famiglia i primi rudimenti della vita morale, riproduce i comportamenti che vede vicino a  sé, ripete le parole che sente. Diventerà un adolescente gioioso se sarà stato apprezzato e valorizzato fin da piccolo; sarà però un ragazzo frustrato se non si sentirà ascoltato né tenuto in considerazione e sarà infelice o

18 Aprile 2010 III DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)

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Giovanni 21,1-19 In quel tempo, 1 Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: 2 si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. 3 Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. 4 Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. 5 Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». 6 Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. 7 Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. 8 Gli altri discepoli invece v

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