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Visualizzazione dei post da Settembre, 2010

COMMENTO PATRISTICO XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (C) (Undicesima Ora)

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S. AMBROGIO Dall’Esposizione del vangelo secondo Luca VIII, 28-32 Se aveste fede quanto un chicco di senapa, potreste dire a questo gelso: “Sradicati e piantati nel mare”, e vi ascolterebbe. Prima si è già parlato del chicco di senapa, ora dobbiamo trattare del gelso. Leggo che è un albero; tuttavia non penso che sia un albero. In realtà, quale motivo, quale vantaggio c’è qui per noi, che si sradichi e si getti in mare un albero che produce i suoi frutti in favore dei contadini affaticati? Quantunque reputiamo che ciò sia possibile secondo l’intensità della fede, che cioè la natura irragionevole obbedisca a comandi di creature ragionevoli, tuttavia che cosa mai significa lo stesso aspetto esteriore di quest’albero? In verità ho letto: Io ero un pastore di capre che raccoglieva i frutti del gelso (Am 7, 14); penso allora che il profeta ci abbia indicato di aver cambiato strada abbandonando i branchi dei peccatori, mentre egli stesso era un peccatore;

XXVII Domenica del Tempo Ordinario (don Claudio Doglio)

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PRIMA LETTURA : Dal libro del profeta Abacuc Ab 1,2-3;2,2-4 Fino a quando, Signore, implorerò aiuto e non ascolti, a te alzerò il grido: «Violenza!» e non salvi? Perché mi fai vedere l’iniquità e resti spettatore dell’oppressione? Ho davanti a me rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese. Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette, perché la si legga speditamente. È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà. Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede». SALMO RESPONSORIALE 94 Ascoltate oggi la voce del Signore. Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il

Enzo Bianchi il Priore di Bose a Palazzo Ducale di Genova

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ENZO BIANCHI , monaco, scrittore, fondatore e attuale priore della Comunità monastica di Bose,  a Genova martedì 28 settembre, ha parlato – nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale – sul tema “L’altro siamo noi”. L’incontro fa parte del ciclo “Mediterranea. Voci tra le sponde”, giunto quest’anno alla sua seconda edizione. Enzo Bianchi nel suo ultimo libro riprende i temi dell’incontro tra culture. E’ il dialogo che consente di passare dall’espressione di identità e differenze a una condivisione dei valori dell’altro: non per farli propri, bensì per comprenderli. Introduce l’incontro la scrittrice e giornalista di Rai-Radio3 Gabriella Caramore .

XXVII domenica del tempo Ordinario 3 ottobre 2010 Anno C Enzo Bianchi

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Il brano evangelico odierno si apre con una domanda rivolta dagli apostoli a Gesù: «Signore, aumenta la nostra fede!» . Essi sanno che la fede è un dono di Dio per chi si apre incondizionatamente al suo agire, rispondendo alla sua chiamata e fidandosi delle sue promesse: della fede non si è padroni né la si può imporre agli altri, ma la si può solo accogliere con gratitudine, ben sapendo – come ricorda Paolo – che «non di tutti è la fede» (2Ts 3,2)… Ma cosa significa avere fede, credere? Nella Bibbia ciò non indica mai un atteggiamento di conoscenza intellettuale nei confronti di Dio né il credere a un’astratta verità, quanto piuttosto la realtà che lega l’uomo a Dio nel rapporto di alleanza, di conoscenza attiva e penetrante: la fede è un atteggiamento vitale che coinvolge l’intera persona, colta nella sua unità, è l’aderire con tutto se stessi a Dio che ci ha amati per primo . Un bambino attaccato con una fascia al seno di sua madre ha piena fiducia (cf. Is 66,12-

" Il cuore della liturgia " di Inos Biffi - L'Osservatore Romano

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La centralità della Resurrezione secondo la «Sacrosanctum concilium»   Senza Gesù Figlio di Dio storicamente risorto da morte e assiso alla destra del Padre la liturgia si ridurrebbe a una buona azione religiosa I l vertice teologico della costituzione Sacrosanctum concilium del Vaticano II si trova nella concezione della liturgia come ripresentazione della morte e della risurrezione di Cristo , e quindi come «attuazione» «dell'opera della nostra salvezza» (2-6), grazie alla presenza di Cristo intimamente associato alla Chiesa (7). La liturgia cristiana nasce, quindi, a Pasqua, quando il Signore offre il suo Corpo e il suo Sangue, lasciati come suo memoriale nel sacramento dell'ultima Cena. Essa, così, dipende tutta da Gesù Cristo, dalla sua iniziativa che, situata in un tempo preciso della storia («patì sotto Ponzio Pilato»), permane perennemente in atto, «qui e adesso» nell'azione liturgica, e particolarmente nell'Eucaristia e negli altri s

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO COMMENTO PATRISTICO (da Undicesima Ora)

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S. AGOSTINO Dal Discorso 113/A, 3-4   Quel ricco, se avesse avuto compassione di quel povero seduto davanti alla porta del suo palazzo e avesse voluto usargli misericordia con le sue ricchezze, sarebbe andato pure lui ov’era andato anche quel povero. Tuttavia non fu la povertà a condurre quel Lazzaro al riposo, ma l’umiltà; e in verità non fu la ricchezza a tener lontano dal quel riposo tanto felice quel ricco, ma la superbia e l’incredulità. Ora, perché sappiate che quel ricco sulla terra era stato in-credulo, lo proviamo con le sue stesse parole, da lui pronunciate nell’inferno. Fate attenzione. Voleva che uno dai morti andasse ad annunciare ai suoi fratelli come si sta nell’inferno; ma ciò non gli fu concesso, poiché Abramo gli rispose: Hanno gli scritti di Mosè e dei Profeti, ascoltino quelli; egli allora: No, padre Abramo, – disse – ma se andrà uno di qui dall’inferno, si lasceranno convincere. In tal modo dimostrò che anch’egli, quand’era sulla terra, no

'La fede' - Bruno Ferrero

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I campi erano arsi e screpolati dalla mancanza di pioggia. Le foglie pallide e ingiallite pendevano penosamente dai rami. L'erba era sparita dai prati. La gente era tesa e nervosa, mentre scrutava il cielo di cristallo blu cobalto. Le settimane si succedevano sempre più infuocate. Da mesi non cadeva una vera pioggia. Il parroco del paese organizzò un'ora speciale di preghiere nella piazza di fronte alla chiesa per implorare la grazia della pioggia. All'ora stabilita, la piazza era gremita di gente ansiosa, ma piena di speranza. Molti avevano portato oggetti che testimoniavano la loro fede. Il parroco guardava ammirato le Bibbie, le croci, i rosari. Ma non riusciva a distogliere gli occhi da una bimba seduta compostamente in prima fila. Sulle ginocchia aveva un ombrello rosso. Pregare è chiedere la pioggia, credere è portare l'ombrello.

Monastero di Bose agenda ottobre 2010

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AGENDA OTTOBRE 2010 lunedì 27/09 ( fino al 1 ott.) Settimana dello "Studium di Bose"   INTRODUZIONE A PAOLO con ROMANO PENNA lunedì 4 (fino all'8) Settimana dello "Studium di Bose"   TEMI DI LITURGIA con GOFFREDO BOSELLI lunedì 11 (fino al 16) Settimana dello "Studium di Bose"   ASPETTI DELLA VITA MONASTICA con LUCIANO MANICARDI CORSO DI CETRA   PER LA LITURGIA c on Suor ELENA GUIDI domenica 17 ore 10.30 "Confronti" IL SACRO   con UMBERTO GALIMBERTI lunedì 25 (fino al 29) Settimana dello "Studium di Bose" INTRODUZIONE ALLA LECTIO DIVINA (I parte) con LUCIANO MANICARDI STUDIUM DI BOSE 2010 - 2011 Lo Studium del monastero di Bose organizza ogni anno alcuni corsi di studio riguardanti le discipline bibliche, teologiche e umanistiche. Destinati anzitutto ai novizi e alle

Aiutiamo Sr M Christine - ISTITUTO SUORE DELL'IMMACOLATA di Genova

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Carissimi amici Come ogni anno in questo tempo vi scrivo per chiedervi aiuto per poter realizzare il gazebo degli oggetti religiosi benedetti e gratuiti che saranno dati alle persone che li desiderano, al momento della loro partecipazione alla nostra festa in Piazza (festa che organizza la nostra scuola) in favore delle nostre missioni in Africa e Romania. Con molta gioia e riconoscenza vi comunico che con il ricavato dell’anno scorso siamo riusciti a costruire due pozzi d’acqua in Africa (Etiopia Dongora) e con il ricavato di quest’anno, a Dio piacendo, costruiremo un terzo pozzo per la gente accanto alla nostra missione che fa uso ancora dell’acqua delle pozzanghere. Quest’anno la festa cade il 17 di ottobre 2010, a chi desidera darmi una mano chiederei la cortesia di mandarmi gli oggetti religiosi almeno una settimana prima della festa in modo da poter farli benedire dal nostro parroco. Chi desidera parteciparvi è benvenuto, anzi è gradita la sua parteci

XXVI domenica del tempo ordinario 26 settembre 2010 Anno C Enzo Bianchi

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«C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente»: così incomincia la parabola narrata da Gesù nel vangelo odierno. Quest’uomo è senza nome, è definito unicamente da ciò che possiede ; egli ammassa avidamente beni per sé, illudendosi forse di difendersi in questo modo dalla paura della morte, come se avere molte cose potesse impedire l’evento che lo attende al termine della sua esistenza. E così, accecato dalla sua brama idolatra, non si accorge della presenza alla sua porta di «un povero di nome di Lazzaro, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla sua tavola». Il comportamento di questo ricco ha un nome preciso: ingiustizia , quella denunciata dai profeti dell’Antico Testamento (cf. Am 6,1-7; Ger 22,13-19; Ab 2,6-11), da Gesù («Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati … Guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione»: Lc 6,21.24), dagli apostoli (cf. Gc 2,5-9; 5,1-6); que

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