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Luciano Manicardi "La Chiesa oggi: tornare a Gesù di Nazaret"

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Luciano Manicardi monaco di Bose "La Chiesa oggi: tornare a Gesù di Nazaret" Parrocchia di Amandola martedì 16 agosto 2022

Enzo Bianchi, Fabio Rosini "Commenti Vangelo 21 agosto 2022"

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Commento al Vangelo della domenica e delle feste  di Enzo Bianchi fondatore di Bose Non basta partecipare all'eucarestia per essere con Gesù 21 agosto 2022 XXI Domenica del Tempo ordinario ,  anno C Lc 13,22-30 In quel tempo Gesù  ²² passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.  ²³ Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro:  ²⁴ «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.  ²⁵ Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: «Signore, aprici!». Ma egli vi risponderà: «Non so di dove siete».  ²⁶ Allora comincerete a dire: «Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze».  ²⁷ Ma egli vi dichiarerà: «Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!».  ²⁸ Là ci sarà pianto e stridore di denti, quan

Lidia Maggi "Il viaggio di tre donne vedove"

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Il viaggio di tre donne vedove   di   Lidia Maggi   Riforma 19 agosto 2022 È accaduto nel passato e continua ad accadere: la fame spinge a mettersi in cammino. Persone costrette a lasciare tutto per un pezzo di pane. Il libro di Rut conserva la memoria dei viaggi di persone invisibili, senza potere. La storia di questi migranti sarebbe andata perduta, dispersa come affondano in mare i pochi averi dei naufraghi, se la Bibbia non l’avesse custodita fino a farla diventare la storia di Dio. Vengono ricordati i nomi di tutti i membri della famiglia, anche di quelli che soccomberanno agli eventi infelici. E già questa cura per la memoria di tutti, di chi arriva alla meta, come di chi non ce l’ha fatta, dice lo stile del racconto biblico che, più che interessarsi alla storia dei potenti, si sofferma sulla storia dei perdenti, dei piccoli, delle piccole, di chi non ha la possibilità di scrivere il proprio nome nelle cronache ufficiali. Di chi non ha il potere per fare la Storia.  Un uomo, con

Luca Mazzinghi “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”

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di Luca Mazzinghi *  14 agosto 2022  “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (Giovanni 14,27). Parlare di pace, oggi, è già di per sé un gesto coraggioso e controcorrente, persino utopico. Scrivo il 29 luglio, festa dei santi Marta, Maria e Lazzaro, ospiti del Signore: sono ben 156 giorni che la Russia ha invaso l’Ucraina e di pace non se ne parla proprio. La notizia di questa guerra è ormai relegata in secondo piano nei giornali e nei TG. Anzi: la strada scelta dai nostri governanti è quella di una maggior produzione e del commercio di armi come unica possibile soluzione alla guerra.  Alla crisi causata da questa guerra (in realtà non è che una delle tante che si combattono nel mondo), alla crisi causata da una pandemia che sembra non voler finire, alla crisi causata da cambiamenti climatici ormai sotto gli occhi di tutti, si aggiunge nel nostro paese la vergognosa irresponsabilità di una intera classe politica che dimostra di avere come unico o

Enzo Bianchi "L’odio in nome di Dio è il più feroce"

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Enzo Bianchi L’odio in nome di Dio è il più feroce  La Stampa - 14 Agosto 2022 A due giorni dal tentato omicidio di Salman Rushdie, non sappiamo ancora la matrice di questo terribile gesto, e non conosciamo le ragioni precise per cui l’attentatore, un giovane pakistano, può aver deciso di salire sul palco per colpire chi stava per tenere una conferenza nell’ambito di un festival letterario. Sappiamo bene che su Salman pendeva una taglia di tre milioni di dollari, una fatwa emessa dall’autorità politico-religiosa dell’Iran, confermata e rinnovata da Khomeini. Perché?   Lo ricordiamo tutti: Salman, scrittore affermato, pubblica un romanzo che si rifà ad alcune testimonianze sulla vita di Maometto soggetta a tentazioni e a un patteggiamento con l’idolatria che smentisce il suo proclamato monoteismo. Il libro viene giudicato blasfemo nei confronti del Profeta e perciò bandito dall’Iran, e da Khomeini viene diramato ai musulmani l’invito a ucciderlo con la promessa di un compenso di tre mil

Si fa presto a dire «credo» ma non senza conseguenze

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Giuseppe Lorizio  Avvenire   martedì 16 agosto 2022  E' una gran lezione vedere la parola «credo» sui manifesti elettorali di una o più città è certamente singolare e interessante. Del resto, non è difficile pensare che dietro la scelta di un leader politico attento agli umori dei molti, in questo caso Matteo Salvini, vi sia un’accurata indagine sul sentire del popolo, composto di eventuali elettori. Anche per questo non possiamo non interrogarci sul senso del credere e della sua semantica nell’oggi della storia.  L’accezione è senz’altro duplice. Nel linguaggio diffuso può sembrare che, se qualcuno afferma di credere in qualcosa, in fondo stia semplicemente esprimendo la propria opinione sul tema. Gianni Vattimo racconta che interpellato da Gustavo Bontadini, il quale gli chiedeva se credesse, rispose immediatamente e semplicemente «credo di credere» (di qui un suo libro). Allora ci chiediamo: quella che segue il verbo alla prima persona è una filastrocca di opinioni, che attendon

Alessandro D’Avenia "L'arte di ritrovarsi"

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Alessandro D’Avenia Corriere della Sera 27 ottobre 2021 Beyhan Mutlu, 50 anni, passa un’allegra serata di festa nella cittadina di Inegöl in Turchia, quando torna in strada è ubriaco e si dilegua nel bosco vicino. Non vedendolo tornare i familiari avvertono la polizia che comincia a cercarlo. Si uniscono diversi volontari per battere la selva dove l’uomo s’è smarrito. Dopo averlo chiamato per ore, finalmente dalle tenebre una voce: «Sono qui!». Proviene dal gruppo di cercatori. Beyhan, in preda alla sbornia, s’era arruolato tra i volontari per cercare… se stesso.  Questo recente fatto di cronaca rappresenta per me il percorso di ogni vita umana. Ci si smarrisce in una selva oscura, in preda a ciò che per Dante è un sonno, cioè la dimenticanza di sé in cui scivoliamo se, imprigionati da routine, infelicità o menzogna, viviamo «a nostra insaputa»: storditi, anestetizzati, spenti.  Ma noi veniamo alla luce solo quando ci cerchiamo e siamo cercati: Dante, perso nelle tenebre, insegue

Enzo Bianchi "Ferragosto e le nostre domande sull'aldilà"

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La Repubblica - 15 Agosto 2022 di ENZO BIANCHI per gentile concessione dell’autore. Oggi è ferragosto, feria-festa di agosto, simbolo della vacanza e del riposo fin dai tempi di Augusto imperatore. Questa festa fu poi cristianizzata e diventò la festa del transito dalla terra al cielo della madre di Gesù, Maria di Nazareth, diventata "Terra del cielo". Una memoria importante per i cristiani, perché, dopo la Pasqua, è quella che esprime in modo definitivo la loro fede nella vita nell'aldilà, oltre la morte. Proprio sulla morte prima o poi si accendono le nostre domande: sappiamo, infatti, nonostante i tentativi di rimozione, che la nostra vita ha un termine, che la morte come fine di questa vita è ineludibile. Alcuni di noi con serenità, altri con ansia o angoscia pensano a quel momento con paura del dolore o dell'incoscienza. Ed ecco la domanda vera: "Ognuno di noi è solo una parentesi tra due nulla, il nulla prima della nascita e dopo la morte?". In realtà

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