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Frederic Manns "Giosuè figlio di Nun"

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L'Osservatore Romano   11 settembre  2021 Giosuè figlio di Nun Non si può fare a meno di vedere la vita di Gesù come una rielaborazione della persona di Giosuè. Giosuè e Gesù hanno lo stesso nome in ebraico e letteralmente l’opera di Gesù può essere paragonata a quella di Giosuè, erede di Mosè, che fa entrare nella Terra Promessa dopo la traversata del Giordano.

Coordinamento teologhe italiane "Uomini che uccidono le donne"

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Uomini che uccidono le donne  Consiglio di presidenza del Coordinamento teologhe italiane,  20 settembre 2021  Il Regno Perché ancora si raccontano i femminicidi normalizzando i gesti degli assassini? Perché l’idea che l’esistenza delle donne valga meno di quella dei maschi non è affatto tramontata, e si infila dappertutto. Allora ci sono dei passi seri da fare, ci sono delle responsabilità a cui nessuno può sottrarsi. Chiese e “uomini perbene” inclusi.

Erio Castellucci "Rifare i preti"

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Erio Castellucci "Rifare i preti" SettimanaNews 20 settembre 2021 Più che anticipare le numerose, motivate e provocatorie riflessioni che Enrico Brancozzi presenta nel libro  Rifare i preti. Come ripensare i Seminari  (EDB), da percorrere attentamente, cerco di offrire un piccolo contributo pratico. Leggendo infatti questo libro, ho rafforzato, corretto e meglio articolato nella mia mente un’ipotesi di “riforma dei Seminari” che da almeno otto anni vado proponendo in diverse sedi.

Enzo Bianchi "L’enigma della sofferenza"

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La Repubblica - 20 settembre 2021 di ENZO BIANCHI per gentile concessione dell’autore. La sofferenza è un’esperienza universale e l’umano è homo patiens, è sempre un uomo che conosce la sofferenza e che da essa non può evadere. La sofferenza è il caso serio della nostra esistenza, e dove c’è la sofferenza l’uomo è minacciato. La sofferenza può essere fisica, psichica, morale; può essere causata da noi stessi, capaci del male attivo, ma anche da altri o dalla stessa natura, e allora diventa sofferenza subita, passiva. Resta la verità radicale: ogni creatura prima o poi ne è colpita, e comunque la morte, sofferenza ultima ed estrema, coglie ogni vivente.

Francesco Cosentino "Il Vangelo non è stato chiuso"

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Il messaggio del Papa al cuore dell’Europa  Il Vangelo non è stato chiuso  FRANCESCO COSENTINO   L'Osservatore Romano del 17 settembre 2021 Per un viaggio di Papa Francesco , come quello appena terminato a Budapest e in Slovacchia, sembra che non ci siano parole adeguate. Lo stupore della fede che si risveglia, la gioia umile di popoli e persone diverse, il volto della Chiesa che ne emerge e, soprattutto, la parola sempre sobria, calda e profetica del Papa, si fa fatica a descriverle con un pugno di parole, fossero anche le più belle del vocabolario. Ciò che rimane, come affermava Italo Calvino, non è la bellezza del luogo o qualche altra immagine dei giorni vissuti in quel posto, ma la risposta che quel viaggio ha dato alla tua domanda.

Sermone su Caino e Abele di LIDIA MAGGI al G20 Interfaith forum 2021 di Bologna

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G20 Interfaith forum 2021 di Bologna Sabato 11 settembre 2021 Basilica di Santo Stefano Chiostro del convento  PLORABUNT Memoria degli oranti uccisi nei luoghi di preghiera  • Racconto di undici attentati nelle sinagoghe, chiese, moschee e templi delle diverse comunità di fede e preghiera di suffragio delle diverse fedi e tradizioni  • Sermone su Caino e Abele di LIDIA MAGGI , teologa, pastora battista

Commenti Vangelo 19 settembre 2021 XXV Domenica del Tempo Ordinario

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Commenti Vangelo, omelie, lectio divine  domenica 19 settembre 2021  XXV  Domenica del Tempo Ordinario  rito romano e rito ambrosiano Abbazia di Pulsano Alberto Maggi Alberto Simoni Alessandro Dehò Antonio Savone Associazione il Filo Augusto Fontana Clarisse Sant'Agata Erio Castellucci Ermes Ronchi

Enzo Bianchi "Idolatria e società"

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Solo qualche decennio fa un muro, un confine di separazione invalicabile appariva tracciato tra credenti da una parte e atei e agnostici dall’altra. Questa visione schematica, che identificava nei non credenti gli abitanti della città dell’idolatria e nei cristiani gli abitanti della città di Dio, ormai è stata completamente rimossa e appare anzi priva di senso, non solo perché l’incredulità attraversa anche il cuore dei credenti, ma soprattutto perché l’idolatria è presente da entrambe le parti. Sì, cristiani e non cristiani abitano la stessa città in cui l’idolatria si manifesta come dominante efficace e come tentazione potente. È vero che essere cristiani dovrebbe implicare un ripudio degli idoli, dei falsi dèi, attraverso un concreto mutamento di vita rispetto alla mondanità, ma, di fatto, il cammino del credente è contraddetto dal suo cadere, dal suo alienarsi agli idoli. Il credente e il non credente si trovano dunque l’uno accanto all’altro nel confronto continuo con le dominant

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