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Visualizzazione dei post da Novembre, 2010

Monastero di Bose Agenda dicembre 2010

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AGENDA DICEMBRE 2010 domenica 19 - IV di Avvento RITIRO DI NATALE   ore 10.30   con LUCIANO MANICARDI   CD disponibile dal 20 dicembre maggiori info...

II domenica di Avvento 5 dicembre 2010 Anno A (don Claudio Doglio)

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II domenica di Avvento 5 dicembre 2010 (Luciano Manicardi)

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Le letture convergono nel consegnare un messaggio centrato sul Messia : il Messia è colui su cui si posa lo Spirito di Dio con  suoi doni (I lettura); Gesù il Messia è colui che, secondo la parola della Scrittura, ha adempiuto le promesse di Dio fatte ai padri (II lettura); il Messia, colui che battezzerà in Spirito santo e fuoco, è il più forte annunciato dal Battista (vangelo). Egli è rivelato dallo Spirito (I lettura), profetizzato dalle Scritture (II lettura), indicato da un uomo , Giovanni, il profeta e precursore (vangelo). Anche nella vita cristiana, lo Spirito , le Scritture e un uomo di Dio , un profeta, un padre spirituale, svolgono una funzione magisteriale e di preparazione all’accoglienza del Signore che viene. Giovanni annuncia il Veniente chiedendo conversione. Per accogliere il Signore occorre prepararsi e Giovanni mostra un aspetto importante della conversione, ovvero, l’unità tra vita e predicazione , tra dire e fare. Egli chiede di preparare nel deser

I domenica di Avvento 28 novembre 2010 Anno A don Claudio Doglio

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I domenica di Avvento 28 novembre 2010 Anno A Famiglie delle Visitazione

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Matteo 24,37-44 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « 37 Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. 38 Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, 39 e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. 40 Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. 41 Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. 42 Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 43 Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 44 Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

I domenica di Avvento 28 novembre 2010 Anno A

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Uno preso, l’altro lasciato Prima Lettura: Is 2,1-5 Salmo Responsoriale: Dal Salmo 121 Seconda Lettura: Rm 13, 11-14 Vangelo Mt 24, 37-44 È che Dio arriva quando meno te lo aspetti. Magari lo cerchi tutta la vita, o credi di cercarlo, o sei convinto di averlo trovato e quindi dormi sugli allori e, intanto, la vita ti passa addosso. Oppure proprio non ci pensi, travolto come sei dalle cose da fare, dal mutuo da pagare, disperatamente galleggiando in questo sfilacciato tramonto di civiltà che stiamo vivendo. È che Dio è evidente e misterioso, accessibile e nascosto, già e non ancora. E la nostra vita passa, con i suoi desideri e le sue delusioni, le sue scoperte e le sue pause, le sue paure e le sue ironie, i suoi entusiasmi e i suoi fallimenti. Passa e fatichiamo a tenerla ferma in un punto, un punto qualsiasi, attorno a cui far girare tutto il resto. È che intorno tutti gufano, ma tanto. E anche ad ess

I domenica di Avvento 28 novembre 2010 Anno A Luciano Manicardi

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L’evento finale e decisivo della storia di salvezza profetizzato da Isaia e annunciato dal vangelo come “venuta del Figlio dell’Uomo” viene colto nelle letture odierne nella sua portata giudiziale : esso giudica le violenze e le guerre che gli uomini scatenano (I lettura); le immoralità in cui si perdono (II lettura); l’incoscienza e l’ignoranza colpevoli con cui si anestetizzano (vangelo). L’annuncio escatologico non è un messaggio spiritualistico, ma ha un impatto forte sulla storia dei popoli (I lettura), sulla quotidianità delle esistenze dei credenti (vangelo) e sul loro comportamento (II lettura). La simbolica della polarità notte – giorno, tenebre – luce, attraversa le tre letture e consegna un messaggio che intende svegliare il credente e guidarlo a conversione. È la tenebra delle genti che non conoscono il cammino da percorrere e che vengono illuminate dalla Parola di Dio (“camminiamo nella luce del Signore”: Is 2,5); è la tenebra della generazione di Noè

Entrare nell'Avvento (Enzo Bianchi)

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    Entriamo nel tempo dell’avvento, il tempo della memoria, dell’invocazione e dell’attesa della venuta del Signore. Nella nostra professione di fede noi confessiamo: “Si è incarnato, patì sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò secondo le Scritture, verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti”. La venuta del Signore fa parte integrante del mistero cristiano perché il giorno del Signore è stato annunciato da tutti i profeti e Gesù più volte ha parlato della sua venuta nella gloria quale Figlio dell’Uomo, per porre fine a questo mondo e inaugurare un cielo nuovo e una terra nuova. Tutta la creazione geme e soffre come nelle doglie del parto aspettando la sua trasfigurazione e la manifestazione dei figli di Dio (cf. Rm 8,19ss.): la venuta del Signore sarà l’esaudimento di questa supplica, di questa invocazione che a sua volta risponde alla promessa del Signore (“Io vengo presto!”: Ap 22,20) e che si unisce alla

21 Novembre 2010 XXXIV DOMENICA T. O. - CRISTO RE (ANNO C) Famiglie della Visitazione

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Luca 23,35-43 In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo 35 Il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». 36 Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto 37 e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». 38 Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». 39 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». 40 L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? 41 Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». 42 E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». 43 Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Gesù e i suoi discepoli di fronte alla sofferenza dell'uomo Gianfranco Ravasi L'Osservatore Romano

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Labbra e mani che guariscono Pubblichiamo ampi stralci dell'intervento svolto dal presidente del Pontificio Consiglio della Cultura durante la prima giornata dei lavori della conferenza. Le labbra e le mani di Gesù sono due presenze capitali nei Vangeli. Da un lato, c'è la sua parola che inquieta e consola, che annuncia l'"evangelo", la buona novella della salvezza, che provoca alla conversione, alla sequela, all'impegno per l'edificazione del Regno di Dio. D'altro lato, però, ecco i suoi atti di guarigione, il suo chinarsi sulle carni malate, il suo "toccare" i corpi devastati o inerti di tanti emarginati. Scegliamo solo a caso qualche esempio. Emblematico è il caso dei lebbrosi:  "Gli venne incontro un lebbroso. Lo supplicava in ginocchio dicendogli:  Se vuoi, puoi guarirmi! Gesù, mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse:  Io lo voglio, guarisci! E subito la lebbra scomparve ed egli guarì&quo

Educare alla fede nella catechesi (3) Paola Radif Il Cittadino

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Mezzi e strumenti Se dovessimo sintetizzare i compiti della catechesi in un’unica definizione potremmo dire che essa si propone, sostanzialmente, di educare alla fede. E poiché la fede non è una realtà impalpabile e indefinibile, ma si esprime e si manifesta attraverso la risposta generosa dell’uomo al dono di Dio, osserviamo il cammino graduale che il catechista compie coi suoi ragazzi per realizzare una progressiva educazione alla fede. Abbiamo ricordato in precedenza che con la catechesi si mettono le basi per un itinerario che si snoda lungo l’arco di tutta una vita: catechisti e destinatari si confrontano, ascoltano, dialogano. Gli adulti cercano di immedesimarsi nella mentalità e nelle aspettative dei ragazzi a cui si propongono come compagni di viaggio. Lungo la via, l’annuncio del vangelo induce a riflessioni, guida verso l’esperienza della preghiera e verso l’imitazione di Gesù nella concretezza delle opere di carità. Ma, detto questo, quali mezzi e strumenti utiliz

CRISTO RE DELL`UNIVERSO 21 novembre 2010

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Un re sbilenco Prima lettura: 2 Sam 5, 1-3 Salmo Responsoriale Dal Salmo 121 Seconda lettura: Col 1, 12-20 Vangelo: Lc 23, 35-43 Questa è l’ultima domenica dell’anno, gli amici ambrosiani, invece, hanno già iniziato l’avvento. Insieme, comunque, celebriamo la vera follia del cristianesimo, la non-festa che, se presa sul serio, ci farebbe tutti mettere in ginocchio ad adorare l’infinita misura di Dio. Oggi celebriamo la regalità di Cristo o, come recita pomposamente la dicitura sul Messale, la Solennità di Gesù Cristo re dell’Universo . Era l’ora, finalmente, ci mancava. Le istituzioni degli uomini vacillano, le ansie di cui domenica scorsa stringono il cuore di tutti, credenti o meno, non ci dispiacerebbe un bel finale della storia con l’arrivo dei nostri, come nei film western degli anni Sessanta. Cristo re. Ma dove? Guardare oltre Le ragioni per scoraggiarsi non mancano, e la fragile storia fatta di a

Gesù Cristo re dell’universo domenica 21 novembre 2010 Anno C Enzo Bianchi

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Nell’ultima domenica dell’anno liturgico celebriamo la festa di Gesù Cristo re dell’universo:  ma qual è la vera regalità di Gesù?  Quella di chi ama, perdona, cerca la comunione con gli uomini suoi fratelli fino alla fine. È la regalità di un  Messia che «regna dal legno» , come amavano dire i padri della chiesa: solo sulla croce, infatti, viene posta sul suo capo l’iscrizione: «Questi è il re dei Giudei». Gesù è appena stato ingiustamente crocifisso: lui, il Giusto (cf. Lc 23,47) – «colpevole» di aver narrato con la sua vita il volto di un Dio che è il Padre prodigo d’amore verso i peccatori (cf. Lc 15,11-32) e di aver reso Dio buona notizia per tutti gli uomini – è appeso a una croce in mezzo a due malfattori. Eppure, in questa situazione così ignominiosa Gesù non minaccia, non risponde con l’odio all’odio che gli viene scaricato addosso, ma ha la forza di pronunciare una parola inaudita:  «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» … Ma nemmeno questo suo ges

Maria è per noi il cielo che porta Dio (Manuel Nin - L'Osservatore Romano)

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Le domeniche delle Annunciazioni nella tradizione siro-occidentale di Manuel Nin Iniziato con le due domeniche della Dedicazione della Chiesa otto settimane prima del Natale, l'anno liturgico siro-occidentale continua con le sei delle Annunciazioni, aperte da quelle a Zaccaria e a Maria (prima e seconda). Protagoniste della prima domenica sono le promesse fatte da Dio, che troveranno adempimento lungo le narrazioni evangeliche delle domeniche successive, per mettere in luce anche il progresso del cristiano nella conoscenza del mistero divino:  "Lode a te, Cristo Dio nostro. Tu hai manifestato chiaramente alla tua Chiesa santa il mistero della tua economia e la realtà della tua venuta che ci riempie di gioia. Essa ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e per la tua misericordia ci ha fatti figli tuoi. Quando arrivò il tempo della tua vera manifestazione, hai mandato Gabriele, il primo degli angeli, al sacerdote Zaccaria per dargli la buona novella

Giganti a confronto Timothy Verdon - L'Osservatore Romano

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Il "Davide" fu concepito da Michelangelo come opera sacra destinata alla collettività di Timothy Verdon Tra i milioni di turisti che, ogni anno, sfilano davanti al Davide di Michelangelo alla Galleria dell'Accademia a Firenze, pochi sanno che l'opera fu originalmente commissionata per la cattedrale e scolpita nel cortile dell'attuale Museo dell'Opera, venendo "dirottata" a Palazzo della Signoria solo nell'ultima fase della realizzazione, all'inizio del 1504. Fu la particolare situazione politica di Firenze in quell'anno che spinse a trasformare l'eroe biblico in un simbolo della libertas repubblicana allora minacciata da più parti. Al momento di immaginare il Davide nel 1501, e per quasi tutto il corso della successiva lavorazione, esplicito obiettivo dell'artista era quello di raffigurare un personaggio giudeo-cristiano all'esterno di una grande chiesa allora recentemente ultimata:  sul duomo della s

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) 14 Novembre 2010 Famiglie della Visitazione

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Luca 21,5-19 In quel tempo, 5 mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: 6 «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 7 Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». 8 Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! 9 Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». 10 Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, 11 e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. 12 Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e al

Verbum Domini - Benedetto XVI L'Osservatore Romano

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Presentata l'esortazione apostolica che raccoglie i frutti della dodicesima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi dedicata alla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa  Una "cattedrale" della Parola di Dio, con meravigliose vetrate aperte sul mondo; un trattato complesso ma fruibile da tutti, che si muove seguendo il filo d'oro di quel capolavoro teologico e letterario che è il prologo del Vangelo di Giovanni. È l'esortazione apostolica postsinodale Verbum Domini di Benedetto XVI, presentata questa mattina, giovedì 11 novembre, nella Sala Stampa della Santa Sede. Frutto dei lavori della dodicesima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi - svoltasi dal 5 al 26 ottobre 2008 sul tema "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa" - il documento è diviso in tre parti:  Verbum Dei , Verbum in Ecclesia , Verbum mundo , racchiuse da una Introduzione che ne indica gli scopi e una Conclusione

XXXIII domenica del tempo Ordinario 14 novembre 2010

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Non vi terrorizzate Prima Lettura: Ml 3, 19-20 Salmo Responsoriale: Dal Salmo 97 Seconda Lettura: 2 Ts 3, 7-12 Vangelo: Lc 21, 5-19 È proprio che non va, lo sapete bene. Le vicende del mondo inquietano, un poco rimpiango la beata ignoranza dei tempi che furono e il rassegnato fatalismo di chi, ad esempio, riceveva a mezzo posta la notizia di dover andare a morire sul Carso per una guerra pensata da qualche genio della politica e cultore del nazionalismo. Oggi, invece, se sei proprio sadico ti inviano le notizie anche sul cellulare: l’Afghanistan è in fiamme, la situazione in Iraq è una catastrofe, l’economia ristagna, la politica fa fuggire a gambe levate le persone normali, il tasso di litigiosità delle persone è astronomico. Il piccolo villaggio globale ormai incide anche sulla pelle del singolo cittadino: gli amici del Veneto sono stati invasi dall’acqua, quelli di Napoli dalla monnezza, la stragrande m

XXXIII domenica del tempo Ordinario 14 novembre 2010 Anno C Enzo Bianchi

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Siamo alla fine dell’anno liturgico, e la chiesa ci fa ascoltare la prima parte del discorso escatologico di Gesù. Nell’imminenza della sua passione Gesù pronuncia una parola autorevole sulla fine dei tempi e sull’evento che ricapitolerà la storia: la venuta nella gloria del Figlio dell’uomo (cf. Lc 21,27), preceduta da alcuni segni che i discepoli devono saper leggere con intelligenza. Colpisce la diversità dello sguardo che Gesù da una parte e «alcuni» dall’altra posano sul tempio. Mentre questi ultimi ne ammirano «le belle pietre e i doni votivi», Gesù ne vede con sguardo lucido e profetico la fine ormai vicina. Come il tempio e tutto il suo sistema cultuale, così anche le costruzioni e realizzazioni più «sante» dell’uomo sono destinate a finire: non sono esse a dover trattenere la nostra attenzione, ma il Signore che viene, di cui queste realtà sono soltanto un segno. Interrogato poi dai discepoli sui tempi e i segni della fine, Gesù li esorta a esercitarsi al

Presentazione libro: “Siri, la Chiesa, l’Italia”. Paola Radif Il Cittadino

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Nella Sala del Porto Antico della Capitaneria di Porto, nel cuore di quella realtà portuale da lui tanto amata, il Cardinal Siri è stato piacevolmente ricordato ad un pubblico attento e partecipe, grazie alla presentazione del libro: “Siri, la Chiesa, l’Italia”. Presente il Card. Bagnasco, illustri relatori si sono avvicendati nel delineare i tratti della storia di un uomo che non solo ha fortemente inciso sui destini della città di Genova ma la cui opera intelligente si è estesa fino a coinvolgere l’Italia intera e la Chiesa universale. Dopo un caloroso saluto del Comandante generale, Ammiraglio Marco Brusco, l’incontro è stato introdotto da P.Mauro de Gioia d.O., direttore dell’Ufficio Cultura della diocesi, che ha sottolineato gli aspetti salienti del libro, curato da Paolo Gheda, che raccoglie gli atti del convegno celebrato l’anno scorso, nell’80° di sacerdozio del Card.Siri. Ha parlato del suo valore storiografico, che offre la preziosa possibilità di ulteriori approfondim

Educare alla fede nella catechesi (2) Paola Radif Il Cittadino

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Educare alla fede nella catechesi I compiti della catechesi Compiti specifici Dopo aver ricordato i compiti generali della catechesi vogliamo considerarne i compiti specifici, cioè quelli che maggiormente definiscono l’attività del catechista. Chi, per varie vie e con la necessaria formazione, si affaccia al mondo del catechismo parte con tutte le buone intenzioni di portare ai bambini un annuncio: la notizia di un Dio che nella sua grandezza ha scelto di farsi piccolo, vicino a ciascuno in maniera personale, per accompagnare, aiutare, indicare come vivere, vivendo lui stesso l’amore nella misura più alta. Per costruire un incontro di catechismo si possono utilizzare vari metodi. Si potrà partire da una parola, da un passo del vangelo, da un fatto di cronaca, da una foto, da una poesia, da una preghiera…Ma sta al catechista sviluppare una traccia che favorisca il dialogo e lo indirizzi a una conclusione precisa. “Purché in ogni maniera Cristo venga annunziato” direbbe S.

7 Novembre 2010 XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) Famiglie della Visitazione

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Luca 20,27-38 In quel tempo, 27 si avvicinarono a Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: 28 «Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello . 29 C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. 30 Allora la prese il secondo 31 e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32 Da ultimo morì anche la donna. 33 La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». 34 Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35 ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: 36 infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. 37 Che poi i mor

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