Ogni cosa alla sua stagione (Nicola Vacca, per Lankelot, gennaio 2011)

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Enzo Bianchi è il priore del monastero di Bose. Questo straordinario uomo di fede arriva con parole semplici al cuore. La sua comunità monastica è un’isola felice che accoglie il viandante in cerca di se stesso. A Bose si può trovare il silenzio e la pace che il frastuono del mondo nega alle nostre anime. Per fortuna esistono luoghi come questi dove possiamo ritrovarci, ricevere dalle mani operose di persone autentiche quella parola buona che ci manca tanto nella vita quotidiana e che magari per pigrizia e conformismo ci rifiutiamo di cercare.
Le riflessioni di Enzo Bianchi sono doni per l’anima. I suoi libri ci fanno vedere quelle cose essenziali, ignorate dal ritmo frenetico e materialista che impone la nostra quotidianità. Ogni cosa alla sua stagione (Einaudi, pagine 127, 17 euro) è l’ultima fatica del saggio Enzo Bianchi. Il suo libro è un breviario della memoria. L’autore viaggia a ritroso nel suo tempo, racconta le stagioni passate della vita, incontra persone e luoghi per donare a chi legge il tempo interiore e le sue profonde meditazioni.

Bianchi ci conduce nei giorni degli aromi e del focolare, nella vita che scorre, nella semplicità del mondo contadino che scaldava i cuori con la proverbiale saggezza popolare. Nella cella del monastero di Bose, l’autore prega, medita, comprende che la passione della parola, della comunicazione, e quindi della comunione, richiede l’arte del silenzio e della solitudine.
La cella è il luogo di ritiro, è una semplice camera con un arredamento essenziale. Enzo Bianchi, tra le quattro mura della sua, ha imparato ad abitare con se stesso in verità.
Nella solitudine e nel silenzio egli ha compreso la sapienza dei padri e la lezione dei maestri, ha trovato se stesso per aver fiducia negli altri e essere in comunione con il mondo. Da questa esperienza nascono i suoi libri in cui troviamo l’esistenza, lo scorrere del tempo e le stagioni dell’uomo. Sfogliando le pagine di "Ogni cosa alla sua stagione" siamo assaliti dallo stupore e dalla meraviglia della parola buona che Bianchi ha per tutti. La cella del suo eremo è una finestra aperta sul mondo. Qui prendono forma le parole con cui narrare qualcosa della vita. Ci piace molto ascoltare le storie che il priore di Bose narra. Ogni pagina di questo breviario contiene perle di saggezza, dispensate con grande umiltà da un uomo che si rivolge agli altri con la gratuità di un grande dono: l’amore sopra ogni cosa per costruire tutti insieme una civiltà delle anime che metta al centro della sua armonia l’uomo in continuo rapporto fecondo con il suo simile.
Egli ci dona il frutto interiore e spirituale delle sue meditazioni tra le mura spoglie della cella, confortato dalle letture bibliche, evangeliche, ma anche dai poeti e dai filosofi. Attraverso l’esperienza comunitaria della vita monastica, racconta le cose essenziali del’esistenza che spesso perdiamo di vista (l’attesa, la fiducia in noi stessi e negli altri, la speranza, l’amicizia, la fraternità). Nel suo viaggio ci ricorda il valore prezioso della vita. Quella vita che continua, e siamo noi, uomini e donne, con il susseguirsi delle generazioni, con i nostri errori, a dare senso alla terra, a dare senso alle nostre vite, a renderle degne di essere vissute.
"Vivere, infatti, è duro e occorre imparare a vivere come un mestiere. Occorre soprattutto esercitare la pazienza, accettare la fatica come il prezzo di tutto ciò che si acquisisce in umanità, non aver paura di vivere l’amore anche quando presenta la faccia del sacrificio per l’altro. Sì, per l’amore ci si può sempre curvare, sapendo che la vita ci curva e che ognuno se ne va portando con sé un segreto: come ha potuto trovare senso nella propria esistenza".
Queste sono alcune delle infinite parole buone che Enzo Bianchi è capace di donare al suo prossimo. Abbiamo il dovere di ascoltare il suo cuore che a noi si apre per dirci che ogni cosa ha la sua stagione, e a noi ancora spetta l’attraversamento.

Edizione esaminata e brevi note
Enzo Bianchi (Castelboglione, Monferrato, 1943), fondatore e priore della comuintà monastica di Bose, scrittore, collabora a La Stampa e Avvenire.
Enzo Bianchi, “Ogni cosa alla sua stagione”, Einaudi ,Torino, 2010.

Per approfondire:
ENZO BIANCHI in Lankelot + BIANCHI & MANICARDI

Nicola Vacca, per Lankelot, gennaio 2011

Fonte: Lankelot.
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