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Visualizzazione dei post da gennaio, 2023
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Sabino Chialà "Ascolta si fa sera" Gennaio 2023

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Rai Radio 1  Ascolta si fa sera   Spazio di riflessione interreligiosa su temi dell'attualità e dello spirito.  Cattolici, ebrei ed evangelici per sette giorni accompagnano gli ascoltatori alla fine della loro giornata.  In onda Dal lunedì al venerdì dalle 20.58 alle 21.00, il weekend dalle 23.05 alle 23.12  Al microfono Sabino Chialà , Priore della Comunità Monastica di Bose   ➤Puntata del 4 gennaio 2023: "Un tempo nuovo"   ➤Puntata dell' 11 gennaio 2023: "Salvezza"   ➤Puntata del 18 gennaio 2023: "Umiltà"   ➤Puntata del 25 gennaio 2023: "Ricorda"

“È la mafia che divorzia dalla Chiesa, non viceversa”. Intervista ad Augusto Cavadi

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PALERMO-ADISTA. Al di là di qualche facile ironia che pure si è fatta, è passato complessivamente inosservato il fatto che in uno degli appartamenti utilizzati da Matteo Messina Denaro – quello a Campobello di Mazara (Tp) – non siano stati trovati crocefissi e santini, ma pillole per accrescere la potenza sessuale e profilattici. Eppure i “mafiosi devoti” hanno avuto una certa familiarità con l’universo e la simbologia religiosa cattolica: dalle Bibbie e i rosari rinvenuti del covo di Bernardo Provenzano a Montagna dei Cavalli nelle campagne di Patti (Pa), al carmelitano Mario Frittitta che si recava regolarmente a Bagheria (Pa) per celebrare messa nel rifugio del latitante Pietro Aglieri in cui era stata allestita una cappella privata fornita di altare, fino all’assidua presenza dei boss in prima fila nelle processioni delle feste patronali utilizzate come vetrina per ribadire il proprio controllo del territorio con la benedizione ecclesiastica, tanto che molti vescovi meridionali

Alessandro D’Avenia "Articolo 3. In difesa di una scuola di cui nessuno parla."

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Alessandro D’Avenia Corriere della Sera 30 gennaio 2023 Nelle ultime settimane parte della nostra emotiva attenzione mediatica è stata catturata da una mamma finlandese in fuga dalla scuola italiana, da una bidella pendolare tra Milano e Napoli, da una professoressa bersaglio di pallini, da alunne che assumono tranquillanti prima di una prova... La scuola buca l’opinione pubblica quando la notizia (spesso manipolata) acchiappa il clic. Risultato? Tanti riflettori, poca riflessione, nessun riflesso.  Ho quindi raccolto stralci di quattro lettere ricevute di recente che invece mostrano un ordinario senza riflettori ma bisognoso più che mai d’azione.  1. Docente precaria: «Insegno alle superiori, anzi no: dove mi lanciano atterro!  Quest’anno ho avuto un contratto per cattedra accantonata (posti non assegnati stabilmente per conflitti burocratici e coperti da supplenti provvisori ndr), ma due settimane fa sono rimasta a casa. Speriamo che l’ennesima attesa duri poco. Poi altro istit

Enzo Bianchi "La rinascita del cristianesimo"

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La Repubblica   30 gennaio 2023 di ENZO BIANCHI per gentile concessione dell’autore.  Il cardinal Matteo Maria Zuppi , nella prolusione al Consiglio permanente della Cei, con sguardo realista ma non angosciato ha evocato le parole più volte ripetute da Benedetto XVI che descrivevano la chiesa di oggi come “una realtà più piccola, più povera, quasi catacombale, ma anche più santa.  La rinascita sarà opera di un piccolo resto, apparentemente insignificante eppure indomito, rinato attraverso un processo di purificazione. Contro il male resisterà il piccolo gregge”.  Sì, ormai è riconosciuto da tutti che la cristianità è finita e che la chiesa, almeno in Occidente, è ridotta a minoranza in diaspora.  Questo però, ha precisato Zuppi, non significa che non debba essere una chiesa di popolo, anzi è importante rifuggire ogni logica elitaria. Questa speranza efficace dovrebbe abitare il cuore dei cristiani e fugare ogni timore di fronte a un dato di fatto da accettare: essere diventati una mino

Marinella Perroni e Brunetto Salvarani "E viva la teologia"

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La morte di Joseph Ratzinger il 31 dicembre ha fatto scorrere i classici fiumi d’inchiostro: per lo più inquadrati giornalisticamente in sentenze del tipo «è scomparso il più grande teologo cattolico» oppure «con lui finisce il Novecento della teologia». A riprova del fatto che in Italia si sa ben poco di teologia. I motivi sono tanti e non è questo il luogo per prenderli in esame. Diciamo solo che la retorica intorno al Papa teologo ha avuto una particolare presa sulla nostra stampa perché da noi, diversamente dagli altri Paesi europei, le vicende della teologia contemporanea non sono ancora entrate a fare parte dell’orizzonte culturale né, tantomeno, dello spazio pubblico.  Non che Ratzinger non sia stato un teologo di grande rilievo, naturalmente. Fargli però occupare tutta la scena della teologia cattolica del Novecento è a dir poco riduttivo. Anche perché nel generale e comprensibile omaggio all’illustre defunto è rimasto sotto traccia il suo ruolo cruciale, per oltre un ventennio

Massimo Recalcati "Shoah, la memoria non sia cimitero"

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Massimo Recalcati   Shoah, la memoria non sia cimitero La Stampa, 28 gennaio 2023   Si può pensare alla memoria come a una sorta di cimitero dei ricordi: la memoria baule, la memoria soffitta, dove stanno ammassati inerti – diciamo così – gli oggetti del nostro passato e le loro tracce.  Questa è una memoria archeologica o, se si preferisce, una visione archeologica della memoria, che definisce il luogo dove il passato si è depositato, non è più tra noi, è diventato nulla, si è dissolto e può esistere solo nella forma sbiadita del ricordo.  C'è un'altra versione della memoria che invece ci rende responsabili del nostro passato: articolare storicamente il passato – diceva Walter Benjamin – non significa conoscerlo proprio come è stato davvero, ma significa impossessarsi del suo ricordo, cioè farlo vivere oggi. Siamo noi responsabili di ciò che è accaduto; siamo noi responsabili di quanto ciò che è accaduto continua a esistere o meno; siamo noi responsabili del nostro passato, il

Vietato alle donne! La benedizione, la gara e… la guerra

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Un fatto qualsiasi? Un fatto apparentemente banale riguardante la comunità ortodossa rumena in Italia è circolato nei giorni scorsi su internet (1): in occasione della Festa del battesimo di Gesù il vescovo casca in mare nel bel mezzo della cerimonia della benedizione delle acque congiunta con la tradizionale gara per recuperare una croce gettata nelle stesse.   Questa competizione è “normalmente vietata alle donne”, afferma qualcun a  del pubblico, secondo un filmato. Uno stereotipo di genere, una tradizionale discriminazione, certo. Ma il tutto dice tante altre cose sulla Chiesa e sulla percezione che se ne può avere.   Tradizione e tradizioni… Nell’ambito ortodosso e greco-cattolico dell’est Europa la festa del Battesimo di Gesù si celebra con grande solennità; si fa la benedizione dell’acqua destinata ai fedeli e quella dei fiumi e del mare. La gente ci è ancora molto attaccata, fino ad accalcarsi per una bottiglia o ad affrontare i rischi della pandemia per partecipare ai riti. Un

Vito Mancuso "Per tenere viva la memoria della Shoah bisogna avere la forza di dare un nome al male"

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Liliana Segre ha affermato: «Fra qualche anno della Shoah ci sarà una riga nei libri di storia, e poi nemmeno quella». È possibile evitare un simile esito? Cominciamo col dire che dare un nome agli eventi è essenziale. Significa com-prenderli, prenderli con, farli propri: un evento, che prima era fuori dalla mente, poi, mediante il nome attribuito, le entra dentro e, da oggetto muto, assume un significato. Churchill aveva parlato dello sterminio degli ebrei a opera dei nazisti come di un «crimine senza nome» perché non c'erano precedenti nella storia, per quanto assai sanguinosa, dell'umanità. Poi però il bisogno di comprendere della mente iniziò a proporre dei nomi per l'evento e tra questi, alla fine, se ne impose uno: Shoah, termine ebraico che significa «catastrofe».  Ma che tipo di catastrofe si nomina dicendo Shoah? Catastrofe, infatti, può essere riferita a molte cose e noi nel linguaggio quotidiano ne usiamo il nome anche per eventi ben poco catastrofici, come quand

Lidia Maggi e Angelo Reginato "Un'altra Sulamita"

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Corso Biblico 2022-2023 I PANI E I PESCI RUT E GIONA relatori Lidia Maggi  e  Angelo Reginato Gli incontri si svolgono online sulla piattaforma Zoom. Coloro che desiderano ricevere le credenziali d'accesso sono invitati a scrivere a  gcmartini@finesettimana.org . Orario: ore 18.00 programma Cliccando sul titolo di un incontro viene visualizzata, se disponibile, la video-registrazione dell'incontro. Mercoledì 16 novembre 2022 In tempi di carestia  (Rut, cap. 1) Mercoledì 21 dicembre 2022 E si mise a spigolare  (Rut, cap. 2) Mercoledì 25 gennaio 2023 Un'altra Sulamita  (Rut, cap. 3) Mercoledì 15 febbraio 2023 Generativi  (Rut, cap. 4) Mercoledì 15 marzo 2023 In fuga  (Giona, cap. 1) Mercoledì 12 aprile 2023 Una preghiera vana  (Giona, cap. 2) Mercoledì 17 maggio 2023 Una seconda volta  (Giona, cap. 3) Mercoledì 7 giugno 2023 Il profeta irritato  (Giona, cap. 4)

Commenti Vangelo 29 gennaio 2023 Quarta Domenica del Tempo Ordinario

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Commenti Vangelo, omelie, lectio divine  domenica 29 gennaio 2023  Quarta Domenica del Tempo Ordinario rito romano e rito ambrosiano Alberto Maggi Alberto Simoni Alessandro Amapani Alessandro Dehò Antonio Savone Associazione Il Filo Augusto Fontana Bernardo Cervellera Chiara Giuliani Clarisse Sant'Agata Comunità Kairòs Ermes Ronchi Ernesto Della Corte Ester Abbattista Fernando Armellini Francesco Cosentino Francesco Savino Gaetano Piccolo Giulio Michelini Laura Paladino Luca Mazzinghi Luca Pedroli Luciano Manicardi Luigi Verdi Matias Augé Meditare la Parola Monastero Dumenza Monastero Fonte Avellana Paolo Curtaz Paolo De Martino Paolo Scquizzato Suore di San Giuseppe di Chambéry Italia Rito ambrosiano: Angelo Casati Rito ambrosiano: Pietro Guzzetti Rito ambrosiano: Qumran Rito ambrosiano: Walter Magni Liturgia ambrosiana

Enzo Bianchi, Fabio Rosini, Rosanna Virgili "Commenti Vangelo 29 gennaio 2023"

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Enzo Bianchi , Fabio Rosini , Rosanna Virgili   "Commenti Vangelo 29 gennaio 2023" IV Domenica del Tempo ordinario   ___________________________________________________________________   Enzo Bianchi     Chi è veramente felice?      Mt 5,1-12a ¹ In quel tempo vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.  ² Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: ³ «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. ⁴ Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. ⁵ Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. ⁶ Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. ⁷ Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. ⁸ Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. ⁹ Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. ¹⁰ Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. ¹¹ Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, dira



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