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Enzo Bianchi "Quale scisma nella Chiesa"

La Repubblica 
  24 giugno 2024
per gentile concessione dell’autore. 

Anche nella chiesa cattolica non c’è pace e si susseguono fatti ed eventi che a volte scandalizzano, altre volte appaiono situazioni anacronistiche appartenenti a un mondo passato, quello in cui, secondo Gesù di Nazareth, “i morti seppelliscono i loro morti”. È incredibile che un uomo, un arcivescovo che dopo aver servito la chiesa per molto anni con competenza, da fedele esecutore della volontà del Papa, non avendo ricevuto gli onori sperati, sia diventato un vescovo in rivolta proprio contro la Santa Sede.

Perché nel 2018 mons. Carlo Maria Viganò ha cominciato non solo a criticare l’azione del Papa — e questo può essere legittimo –, ma a delegittimarlo, chiedendogli prima di dimettersi e poi più volte dichiarandone l’indegnità a presiedere alla comunione cattolica. E a partire da allora si sono susseguiti gli attacchi al concilio Vaticano II, definito “un cancro per la chiesa”, accompagnati da un rifiuto radicale dell’azione pastorale di Papa Francesco

In verità, mons. Viganò non è stato né il primo né il solo vescovo a imboccare questa strada della rivolta: alcuni cardinali, come Gerhard Muller e Raymond Burke e alcuni vescovi come mons. Schneider, avevano inaugurato questa inedita critica verso Papa Francesco facendo paventare ad alcuni la possibilità di uno scisma. 

Eventualità enfatizzata soprattutto dai tradizionalisti per incutere paura alla Santa Sede e per incolpare alcune chiese, come quella tedesca, o il Papa stesso di creare divisioni nella chiesa. E va riconosciuto che a questo brusio che desta timori e frenate danno il loro appoggio anche alcuni membri della curia romana. 

Ma non siamo nel post-concilio, tempo di roventi polemiche in campo dottrinale e liturgico. Oggi in realtà c’è già uno scisma in atto: quello che Pietro Prini, il filosofo cattolico, chiamò “lo scisma sommerso”, che in modo silenzioso, non eclatante, si consuma ogni giorno. Infatti da trent’anni sono i giovani che lasciano la Chiesa e negli ultimi venti soprattutto le donne, come fanno notare teologi seri come Armando Matteo. Questo è lo scisma che dovrebbe preoccupare tutta la chiesa, non quello impossibile di un monsignore ribelle che si è posto da solo al di fuori della chiesa delegittimando il Papa, la sua autorità, la sua azione pastorale. 

Nella Chiesa di oggi non c’è possibilità di diatribe e divisioni sulla dottrina, ma ci possono essere e ci sono sempre più evidenti contrapposizioni in materia di morale ed etica, vuoi a causa della diversità delle culture in cui sono presenti le Chiese, vuoi a causa della novità di alcuni atteggiamenti pastorali dettati da una rilettura del Vangelo nell’oggi. Resta molto difficile il compito di presiedere all’unità nella Chiesa. Papa Francesco opera questo tentativo in nome del Vangelo e più lui pare obbediente al Vangelo, più troverà opposizione e scatenamento delle forze avverse. Ma non deve temere: “il resto” della Chiesa è con lui!





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