Leggere i segni dei tempi. Dalla sapienza di Qohelet alla sapienza di Dio

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Cercare di leggere e comprendere i tempi in cui viviamo, oltre che una necessità dello spirito, è una precisa richiesta che ci interpella come donne e uomini per affrontare, con risposte adeguate, le numerose domande di questa epoca storica così incerta e confusa. Come il popolo di Israele, anche noi abbiamo bisogno di profeti che sappiano, con un dono che viene dall’alto, indicare ciò che all’occhio normale non è dato vedere; profeti capaci di smascherare i meccanismi di morte e di annunciare la vita; Profeti che ci aiutino a comprendere la realtà, in cui siamo immersi, con gli occhi di Dio.
La Settimana Biblica Diocesana, giunta quest’anno alla sua XXIV edizione, intitolata “Leggere i segni dei tempi. Dalla Sapienza di Qohelet alla Sapienza di Gesù”, intende in prima battuta proporre la riscoperta di un libro antico, il Qohelet, poco conosciuto da noi cristiani, ma che contiene domande molto attuali circa il senso della vita e della morte, dell’amore e del dolore, della ricchezza e del piacere; quindi dagli interessanti punti di contatto tra la sapienza di Qohelet e quella di Gesù, offrire alcuni criteri per leggere e affrontare le domande del nostro tempo con la sapienza evangelica.
Compito dei relatori, durante le quattro conferenze serali, è stato quello di aiutarci ad aprire lo straordinario scrigno di sapienza umana e divina racchiuso nei 12 capitoli di Qohelet; ad apprendere l’arte di vivere senza disperazione e senza illusioni, colmando ogni istante di vero senso; a comprendere che il silenzio di Dio e della vita non è necessariamente una maledizione ma una occasione di incontro con Lui per strade sorprendenti; a vedere come Gesù si sia confrontato con gli stessi problemi lasciati aperti da Qohelet, li abbia in parte risolti o trasformati in nuove domande.

Lunedì 26 settembre

Il volto segreto di Qohelet
Caratteristiche storiche, letterarie e culturali del libro

L’Autore di questo scritto sapienziale per molti versi sconcertante e provocatorio, usa lo pseudonimo Qohelet (dalla radice ebraica qahol), una sorta di “Presidente di assemblea”.
Come e ancor più degli altri scritti sapienziali, questo libretto della Bibbia strutturato in 12 capitoletti, si presenta come uno straordinario scrigno di sapienza umana e divina, un mirabile intreccio di culture e di lingue, di poesia e filosofia, di memoria e profezia.
Per Qohelet tutta la realtà del mondo e dell’uomo ha una radicale inconsistenza. La storia ritorna nei suoi eventi in una specie di eterna ripetizione simile a soffi di vento, di “vuoto” (hebel), di “vanità” che corrodono l’intera esistenza.
Biblista


Martedì 27 settembre

l’arte di vivere secondo Qohelet
Il problema con il potere, solitudine e solidarietà, la “povertà” della saggezza, il male

Qohelet è stato variamente interpretato o come un sapiente pessimista e disincantato, maestro del sospetto, influenzato anche dalla cultura greca del suo tempo (III sec. a. C.), oppure, al contrario, come un sostanziale ottimista che, proprio perché vede la miseria dell’esistenza, invita a godere gli scarsi momenti di serenità e di piacere. In realtà egli sembra piuttosto riflettere la crisi della sapienza tradizionale, alle prese con nuove domande… domande antiche e sempre attuali, anzi eterne.
Da Qohelet, ancora oggi, possiamo apprendere l’arte di vivere senza disperazione e senza illusioni, colmando ogni istante di un contesto sostanziale.
Teologo



Mercoledì 28 settembre

Il Dio di Qohelet
Un sapiente di Israele alla ricerca di Dio

Il Dio di Qohelet è veramente un Deus absconditus nel senso pieno del termine. Ma il libro biblico ci insegna che anche nella crisi, nel silenzio stesso di Dio si può nascondere paradossalmente una sua presenza, una sua parola rivelatrice.
Il silenzio di Dio e della vita non è necessariamente una maledizione ma è una paradossale occasione di incontro per strade sorprendenti anche se difficili e non comprensibili logicamente. Qohelet è, quindi, la testimonianza di un Dio povero che ci è vicino non in virtù della sua onnipotenza ma della sua incarnazione ed è in questa fratellanza che ci salva e che si rivela.
Biblista


Giovedì 29 settembre

Da Qohelet a Gesù
“ … perché questo tempo non sapete riconoscerlo?”

Anche l’uomo Gesù Cristo si è confrontato con le domande e i problemi lasciati aperti da Qohelet. Li ha affrontati, pensati, solo in parte risolti, anzi spesso li ha trasformati in nuove domande, ben sapendo che l’autore del libro si rivolgeva “a tutta la creazione e al mondo intero riguardo ad argomenti comuni a tutti”
Biblista

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