Marta Cartabia "Religioni e diritto in una società aperta"

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Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale

Inaugurazione Anno accademico 2021/2022

29 Novembre 2021

ore 15.00 Indirizzi di saluto

S. Ecc.za Mons. Mario DELPINI
Gran Cancelliere
Prof. Don Massimo EPIS
Preside della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale
Prof. Don Alberto COZZI
Preside dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano

ore 15.30 Religioni e diritto in una società aperta

Prof.ssa Marta CARTABIA
Ministra della Giustizia
già Presidente della Corte Costituzionale

Testo della Prolusione predisposto dalla Ministra Marta Cartabia, per l’inaugurazione dell’Anno Accademico della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano, il 29 novembre 2021. 

In una recente sentenza dello scorso settembre 2021, la n. 24414/21, le SS.UU. della Corte di cassazione italiana – organo supremo di interpretazione del diritto vigente – è tornata con una pronuncia molto importante e molto innovativa sull’annoso problema della presenza del crocefisso nelle aule scolastiche, indicando una interessante soluzione. È una sentenza che si basa sul duplice presupposto che la Costituzione italiana non è compatibile né con un obbligo di esposizione del crocefisso, ma neppure è compatibile con il suo contrario, cioè con un divieto di esposizione. 

Né obbligo, né divieto. 

Esclusi questi due estremi la Corte di cassazione elabora un percorso innovativo, ma non inedito in altri ordinamenti, che mi pare meritevole di attenta considerazione perché può indicare un metodo di ricomposizione dei conflitti in materia di libertà religiosa, attraverso una ricca e positiva concezione della laicità dello Stato. 

La questione è rilevante in sé e soprattutto è paradigmatica della concezione dei rapporti tra Stato e religione: attorno ai simboli religiosi si condensa tutto il travaglio culturale e spirituale del mondo occidentale e dell’Europa in particolare riguardo ai rapporti tra Chiesa (o chiese) e Stato. Un travaglio che ha radici lontane, si è sviluppato nel corso dei secoli, ma ha attraversato una significativa accelerazione a partire dal secondo dopoguerra e soprattutto nell’ultimo decennio del XX secolo. 

Un travaglio segnato dalla “secolarizzazione”, ancor prima che dalla trasformazione in senso multiculturale del tessuto sociale, determinando una crisi della cristianità – intesa come civiltà cristiana, della società informata ai valori cristiani –. 

Mi pare che questa decisione da un lato esprima un clima di distensione e di maggiore amicizia tra Stato e religione e, dall’altro, possa inaugurare un pensiero nuovo su un problema che sembrava aver intrappolato l’occidente in una tragic choice: o relegare la religione ai margini dello spazio pubblico, o difendere a oltranza i corollari dello stato confessionale. Ma andiamo per ordine.

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