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Valerio Lanzarini "Dio si coinvolge nella storia degli umani"

31 dicembre 2021

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 3,23-38 (Lezionario di Bose)

23Gesù, quando cominciò il suo ministero, aveva circa trent'anni ed era figlio, come si riteneva, di Giuseppe, figlio di Eli, 24figlio di Mattat, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innai, figlio di Giuseppe, 25figlio di Mattatia, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggai, 26figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semein, figlio di Iosec, figlio di Ioda, 27figlio di Ioanàn, figlio di Resa, figlio di Zorobabele, figlio di Salatièl, figlio di Neri, 28figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, 29figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattat, figlio di Levi, 30figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliachìm, 31figlio di Melea, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natam, figlio di Davide, 32figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naassòn, 33figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, 34figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, 35figlio di Seruc, figlio di Ragàu, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, 36figlio di Cainam, figlio di Arfacsàd, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamec, 37figlio di Matusalemme, figlio di Enoc, figlio di Iaret, figlio di Maleleèl, figlio di Cainam, 38figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.


Ammetto di aver più volte ascoltato con orecchio distratto la proclamazione di questa pagina del vangelo. E forse non sono il solo… Per noi, uomini e donne contemporanei, le liste di nomi che spesso incontriamo nelle pagine bibliche risultano per lo più noiose, aride. 

In realtà, per la Bibbia esse rivestono una particolare importanza, perché non sono un semplice strumento di stato civile, ma intendono mostrare la continuità della storia di salvezza, che si fonda sulla fedeltà della promessa di Dio. Dietro a ogni nome c’è un volto, c’è un vissuto, c’è una storia; c’è soprattutto la fedeltà di Dio, c’è il suo irriducibile amore. 

Perché la genealogia? Perché essa narra una storia, tante storie, e, per quanto in modo estremamente sintetico, traccia una linea che continua nel tempo, sotto il segno della benedizione. È attraverso le generazioni, infatti, che passa e trova realizzazione la benedizione di Dio sulla coppia umana (cf. Gen 1,28), una benedizione mai revocata. Storie sgangherate, spesso, quelle narrate dalla Bibbia, ma attraverso di esse si trasmette comunque la vita. E la vita è già benedizione.

Ebbene, nella storia degli umani Dio si coinvolge. Il suo progetto di salvezza non si realizza al di fuori della storia, bensì dentro di essa, dentro gli avvenimenti, dentro una quotidianità fatta di amore e di odio, di nobili azioni e di nefandezze, di desolazione e di speranza. Una storia di miseria, nel suo complesso. “È questo l’ambiente in cui potrebbe nascere il Figlio di Dio? La Scrittura risponde: sì! … L’incarnazione di Dionon è un risultato dell’ascesa dell’uomo, ma un risultato della discesa di Dio” (Joseph Ratzinger). 

Dio infatti, per incontrarsi con noi, entra in questa nostra storia impastata di incoerenze, di infedeltà, di peccato, accogliendoci così come siamo, amandoci dentro le nostre vicende. Ecco perché è significativo il lungo elenco di nomi che oggi ci viene consegnato come “evangelo”, come buona notizia: esso ci dice che questa nostra storia, con tutte le sue insensatezze, sta nello spazio dell’amore di Dio. È là che si inserisce la salvezza! È là che irrompe Gesù! 

Significativamente, Luca – attraverso la paternità adottiva di Giuseppe – fa risalire la genealogia di Gesù fino ad Adamo, fino al primo uomo plasmato dalle mani di Dio. A indicare che la sua venuta è per tutta l’umanità, che la salvezza è offerta a ogni adam, a ogni terrestre, che Gesù è pienamente solidale con noi umani (in realtà così poco “umani”, spesso). In lui confluisce e trova senso tutta la storia, con tutti i nomi e tutte le loro vicende. 

Al declinare di quest’anno solare, in Gesù vogliamo far confluire anche le nostre storie, quali che siano, belle o sgangherate. Se Luca, in un movimento ascendente, fa risalire la genealogia di Gesù fino al primo essere vivente, ora, in un movimento discendente, ciascuno di noi può a pieno diritto inserirsi in quella linea genealogica: dall’adam dell’in-principio all’adam che ciascuno di noi è, “figlio di Adamo, figlio di Dio”. Tutti raggiunti da colui che non ha voluto essere separato dall’umanità, ma pienamente solidale con essa. 

Domani, all’affacciarsi del nuovo anno, celebreremo il Nome santo, Ješua‘ (“il Signore salva”), imposto al bambino l’ottavo giorno. Sia il segno di benedizione posto sulle nostre vite!


fratel Valerio

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