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Frederic Manns "La Dormizione di Maria a Gerusalemme"

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L'Osservatore Romano 12 agosto 2021
La Dormizione di Maria a Gerusalemme

Non tutti i mali vengono per nuocere. La tomba di Maria nella valle del Cedron era nota ed era venerata da secoli. Questa tomba tradizionale era ricoperta da gessi e rivestita da tendaggi secondo il gusto orientale. Era permesso di dubitare della sua autenticità. Nel 1972 dopo le piogge torrenziali che avevano inondato la valle del Cedron, Padre Bagatti, direttore dello Studium Biblicum Franciscanum, ha potuto fare un’esplorazione della tomba della Vergine sull’invito degli armeni e degli ortodossi. L’acqua che aveva inondato la Chiesa fece cadere il gesso che copriva la tomba di Maria e la roccia apparse. La sua altezza variava tra 1 metro 60 e 1 metro 80. La tomba aveva tutte le caratteristiche delle sepolture ad arcosolium del primo secolo. Questo monumento era stato separato delle tombe vicine ritagliando la roccia intorno nella collina. Le esplorazioni hanno permesso di trovare tracce delle sepolture distrutte dagli architetti bizantini al lato nord del monumento. Questi resti corrispondono alla forma delle tombe del primo secolo che si trovano nella valle del Cedron.

L’archeologo deve sempre studiare le fonti letterarie contemporanee. Ora queste fonti letterarie sono costituite dagli apocrifi, perché la Scrittura basata sul Kerygma non parla della morte di Maria. Agli apocrifi va applicato il metodo storico-critico come a tutti i testi dell’antichità. L’apocrifo greco della Dormizione di Maria viene completato da alcuni frammenti in lingua siriaca. Questi frammenti, nel descrivere la tomba di Maria, parlano di un insieme sepolcrale di tre camere.

Il transitus siriaco C pubblicato da W. Wright1  e il transitus D pubblicato da E. Wallis Buge2 ripetono che c’erano tre grotte: la terza in fondo alle altre due era doppia. Nessuno era stato deposto là prima.

Gli scavi del Bagatti hanno permesso di confermare l’esattezza del transitus siriaco e delle tre grotte. A sinistra della tomba venerata, l’archeologo scoprì una stanza che faceva parte del complesso funebre e che fu tagliata per mettere in evidenza la terza grotta dove il corpo di Maria fu introdotto.

È la parte più ritirata che ricevette su un banco di pietra il corpo di Maria. È soltanto più tardi, quando i cristiani della Gentilità prenderanno il santuario, che la tomba di Maria sarà isolata dalle sepolture vicine e circondata da una chiesa.

Quando nel luglio 1973 le lastre di marmo che coprivano la tomba furono tolte si scoprì il banco roccioso che aveva conservato la sua superficie piana e unita. I buchi che vi si vedono sono stati scavati dai fedeli avidi di reliquie. I crociati intendevano proteggere il banco roccioso3.

Per conoscere il Testamento di Maria abbiamo un apocrifo giudeo-cristiano che si trova nella biblioteca del Vaticano, Fondo greco 1982. Non è l’unico caso in cui gli apocrifi hanno ispirato i liturgisti. La festa della Natività di Maria celebrata l’8 settembre non si spiega senza il ricorso al Protovangelo di Giacomo. Esiste una versione etiopica dell’apocrifo della Dormizione che ha integrato passi interi di midrashim ebraici.

Secondo la versione greca dell’apocrifo La Dormizione, Maria ricevette l’ordine di recarsi al Monte degli Ulivi dove l’angelo le affidò una palma e le annunciò che fra tre giorni avrebbe dovuto lasciare il corpo. Maria aveva chiesto al figlio di avvertirla prima della morte e di non mandare l’angelo della morte a farle “gustare la morte”. E così avvenne: l’angelo comparve a Maria annunciandole il prossimo trapasso mentre teneva in mano un ramo di palma. Nell’ora stabilita, mentre gli apostoli erano arrivati presso Maria portati da nubi di gloria, Pietro guidò la preghiera sviluppando il simbolo della lucerna perché la lucerna di Maria aveva riempito l’universo della luce di Cristo. Tutti i partecipanti accesero una lucerna a tre becchi e Pietro ne spiegò il simbolismo. Il corpo, l’anima e lo spirito devono rimanere accesi per permettere a ciascuno di entrare nella stanza delle nozze. Nel grembo della Vergine il Verbo fatto uomo ha dimorato dal momento del concepimento per opera dello Spirito fino alla nascita. Nella sua anima il Signore ha dimorato sempre, dal primo istante del concepimento di Maria. Non solo una parte, una particella dell’umano sarà salvata ma tutta l’umanità: spirito, anima e corpo.

Verso l’ora terza Gesù venne in persona con una moltitudine di angeli per accogliere l’anima di Maria. Prima dell’arrivo del Signore un profumo intenso si diffuse nella casa di Maria e fece addormentare tutti eccetto le tre vergini presenti.

Maria fece la sua ultima preghiera. «Ti benedico perché hai fatto quello che mi hai promesso. Non hai rattristato il mio spirito. Chi sono io per essere stata giudicata di tanta gloria? Detto questo, completò la sua vita terrena con il volto sorridente al Signore» (R 34).

Allora Gesù le si avvicinò, diede un bacio a sua madre, come Dio aveva dato a Myriam, la sorella di Mosè nella tradizione giudaica, e prese la sua anima che affidò all’arcangelo Michele. L’anima, che gli artisti rappresenteranno sotto la forma di un bambino che Gesù teneva nelle sue braccia, fu portata subito nel cielo, mentre il corpo fu trasportato nella valle del Cedron dove rimase tre giorni. Maria non ebbe un privilegio superiore a quello del suo figlio. Dopo tre giorni gli angeli vennero a prendere il corpo di Maria che fu portato nel cielo e radunato all’anima sotto l’albero della vita. Anche se la definizione del dogma proclamato da Pio XII nel 1950 non parla esplicitamente di morte di Maria, l’apocrifo lo dice espressamente.

I simboli ripresi nell’apocrifo greco (la palma, la lampada, il profumo, le nubi di gloria) sono illustrati nella festa ebraica di Sukkot che nel giudaismo annunciava la risurrezione dei corpi. La festa durava sette giorni. Questo dettaglio viene ripreso nell’apocrifo. Tre giorni prima Maria riceve l’annuncio della sua morte, per tre giorni gli apostoli rimangono a conversare e pregare assieme a lei. Infine, il quarto giorno, il Signore viene.

Maria è la nuova Eva perché il suo corpo viene deposto sotto l’albero della vita (48). Ringrazia Gesù perché è stata giudicata degna del bacio della stanza nuziale. La Chiesa nuova Eva è prefigurata in Maria. La donna è stata creata per essere Madre: spirito, anima e corpo, tutto in lei è fatto per accogliere, trasmettere e custodire la vita. L’esperienza di Eva insegna che la vocazione femminile alla maternità è minacciata dal peccato e tuttavia, dopo il peccato è proprio la maternità che viene indicata alla donna come via di redenzione.

Maria viene presentata come la nuova Myriam la sorella di Mosè, che rappresenta la gioia per le meraviglie che Dio compie nella storia. Infatti, dopo la liberazione al Mar Rosso, fu Myriam a intonare il canto di gioia del popolo d’Israele. Tutte le sue preghiere sono lodi e benedizioni.

Maria è poi presentata come l’arca dell’alleanza. Nella sua preghiera ella ringrazia Gesù che ha voluto abitare in lei (R 10) e Gesù definisce sua madre come il suo soggiorno (R 36). Maria è l’arca della nuova e definitiva alleanza. Il sommo sacerdote Yefonia, invitato da Pietro, «portò testi dalla sacra scrittura e dai libri di Mosè, dove è scritto che Maria sarà chiamata Tempio di Dio e porta del cielo» (R 42).

Partendo dall’Antico Testamento la Chiesa giudeo-cristiana ha potuto affermare rapidamente — con l’apocrifo greco siamo nel II secolo — che Maria come Enoch ed Elia non ha conosciuto la corruzione della tomba. È lei la nuova Myriam e la nuova arca dell’alleanza. Le linee rappresentate da Eva e Myriam trovano in Maria il loro compimento. Le figure femminile dell’Antico Testamento ricordano la forza morale e spirituale della donna. La Chiesa della gentilità ci metterà venti secoli prima di arrivare alla definizione dogmatica dell’assunzione di Maria.

Negli apocrifi giudeo-cristiani — non negli apocrifi gnostici — ci sono notizie che non sono archeologiche ma che sono confermate dalle fonti giudaiche. Quindi gli apocrifi devono essere considerati come testi storici, anche se non canonici. La critica interna deve stabilire il loro ambiente vitale e la loro origine.

Da ricordare infine che il cristianesimo nel bacino mediterraneo rimase per molto tempo di struttura giudaica. Anche se passò dall’ebraico al greco la mentalità non si ellenizzò e si continuò a pensare in categorie giudaiche. In questo contesto l’Assunzione di Maria in cielo rimane secondo l’espressione di san Paolo VI «la corona di tutti i misteri».

1) Journal of the sacred Literature of the NT, vol. 6, 3-32; e 7,35-51.

2) Luzac’s semitic text and Translation series 1899,  4, 93-146; 5 , 97-160.

3) B. Bagatti, M. Picirillo, A. Prodromo, New Discoveries at the Tomb of Virgin Mary in Getsemane, Jerusalem 2004/2.

di FREDERIC MANNS

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