L’aldilà: dall’immaginario dantesco alla cultura contemporanea

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“L’aldilà: dall’immaginario dantesco alla cultura contemporanea” è il titolo del quarto appuntamento del Dantedì, organizzato dalla sinergia tra l’amministrazione Comunale e la biblioteca di piazza Bocchi. A relazionare all’incontro online, fissato alle ore 11 di mercoledì 14 aprile sul canale YouTube del Comune di Adria, è stato il prof. Brunetto Salvarani che ha trasportato gli ascoltatori a un confronto a tutto campo tra l’aldilà rappresentata da Dante fino ad arrivare a quella concepita dal dialogo interreligioso della cultura moderna.

“Tutti abbiamo presente la rappresentazione che Dante fa dell’oltretomba, cioè dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso; del resto le tante rievocazioni in questo periodo del Dantedì ce l’hanno ricordato.

Con gli aspetti raccapriccianti dell’Inferno, quelli tristi e speranzosi del Purgatorio e infine con scene estasianti del Paradiso. E’ un immaginario che, sebbene esprima una visione tipicamente medievale, ha avuto grande fortuna nei secoli successivi, basti pensare alle rappresentazioni fatte dagli artisti nelle chiese ma anche in luoghi profani”- invita alla riflessione il referente alla biblioteca Antonio Giolo . Ma che cosa pensa la cultura moderna di questa descrizione dell’aldilà? O ancora di più che cosa pensa dell’aldilà: esiste, non esiste e, se esiste, come si può raffigurarlo?

“A questi interrogativi di grande interesse ed estremamente attuali ha cercato di rispondere il professore Brunetto Salvarani, autore di un testo, dal titolo significativo “Dopo” (edizioni Laterza).
Un libro dove, oltre a una presentazione delle concezioni sull’aldilà nelle grandi religioni e in Dante “perno dell’immaginario occidentale cristiano relativo alla vita ultraterrena”, troviamo una ampia trattazione dell’escatologia nella teologia del Novecento, soffermandosi su alcune figure come Bonhoeffer, Barth, Moltmann, von Balthasar, solo per citarne alcuni. – spiega Giolo -Salvarani dopo un cenno alle teorie critiche sulla sopravvivenza, come l’Illuminismo, presenterà le teorie sulla reincarnazione e quelle che coltivano la prospettiva dell’eternità terrena”.

Il professore Salvarani è noto anche per aver curato con Gabriella Caramore la trasmissione radiofonica “Uomini e profeti” su Radio 3. Ha scritto molti libri, tra gli ultimi “Teologia per tempi incerti” e “L’infinito viaggiare: Abramo e Ulisse”. E’ soprattutto, però, un punto di riferimento per il dialogo interreligioso e ebraico-cristiano, in particolare, con la sua rivista QOL, ma anche come collaboratore di diverse riviste. Ha promosso iniziative di grande valore, come la Fondazione Fossoli, che gestisce l’ex tristemente famoso campo di concentramento, e il Festival della Filosofia di Carpi, Modena e Sassuolo. Per non parlare dei suoi scritti sui cantautori, come Guccini e De André.

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