Luciano Manicardi "Spiritualità e politica"

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La qualità della politica è legata alla qualità umana di chi si impegna in essa, alla sua capacità di governare se stesso e di sopportare avversità e opposizioni: come i profeti biblici che, spesso in situazioni storiche di tenebra, hanno saputo creare futuro e dare speranza. E la speranza ha il suo effetto nell’oggi, aiutando gli esseri umani a vivere, a orientarsi e a camminare insieme.

Luciano Manicardi (Campagnola Emilia 1957), biblista, priore di Bose dal 2017, collabora a varie riviste di argomento biblico e spirituale. Attento all’intrecciarsi dei dati biblici con le acquisizioni più recenti dell’antropologia, riesce a far emergere dalla Scrittura lo spessore esistenziale e la sapienza di vita di cui è portatrice. Presso le edizioni Qiqajon ha pubblicato tra gli altri Il corpo (2005), La fatica della carità (2010) e Il vangelo della fiducia (2014).


Alcuni estratti
(...) “La politica si fonda sul dato di fatto della pluralità degli uomini, … tratta della convivenza dei diversi, … nasce tra gli uomini, … nasce nell’infra, e si afferma come relazione”. In quella relazione, in quel “tra”, nello spazio vuoto tra gli uomini, tra me e l’altro, tra me, l’altro e il terzo, tra noi e gli altri, dunque nello spazio interpersonale e sociale, la politica incontra anche la dimensione spirituale.

(...) Secondo un suo biografo, una delle scoperte più importanti nella formazione di Gandhi fu la convinzione che “per poter trasformare gli altri, dobbiamo prima trasformare noi stessi”

(...) L’immaginazione mette in pericolo una concezione della politica come tecnologia razionale del potere. E qui la funzione spirituale dell’immaginazione è di critica e potenziale correzione di concezioni politiche che rischiano la deriva totalitaria.

(...) La creatività è legata alla vita della mente, ma non è una qualità riservata a una élite ristretta di persone superdotate, ai cosiddetti “creativi”. La creatività è un atteggiamento esistenziale, una modalità di rapportarsi al mondo ed è appannaggio di ogni uomo a misura, certo, della sua biografia e delle sue doti, ma è un elemento che ogni uomo potrebbe incrementare e coltivare.

(...) Il coraggio è la virtù di dare ini-zio, è atto creativo, è forza che spezza le corazze difensive della paura e della viltà e osa comincia-re qualcosa di difficile. Il coraggio è un’energia che fa passare dall’intenzione all’atto un gesto rischioso, andando oltre il calcolo razionale delle perdite che esso può comportare.

(...) Dunque, la parola è il prezioso strumento che ci lega a noi stessi (perché non smettiamo mai di parlare a noi stessi) e agli altri: essa è al cuore di tutte le relazioni sociali e politiche.

Indice

7 Introduzione
11 Uno spazio vuoto
17 La vita interiore
25 L’immaginazione
33 La creatività
38 Il coraggio
45 La parola
45 La parola, segno dell’umano
47 Parola e politica
56 Elementi di un’etica della parola
59 La parola della promessa
65 La morte e il desiderio di comunità
65 La politica e la morte
67 La strategia politica di immortalità dell’antica democrazia greca
70 La “com-munitas”
75 La lezione del limite

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