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Commenti Vangelo 27 novembre 2016 I Avvento

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Commento di Paola Radif
(uscito su Il Cittadino del 23 novembre 2016)
Vangelo: Mt 24, 37-44

Per i catechisti

Il versetto finale del vangelo di oggi è quello che ci coinvolge di più perché ci riguarda direttamente. Ogni uomo sa che deve morire, ma cerca di non pensarci. Al contrario, qui Gesù esorta a essere molto vigili, sempre pronti a questa eventualità. Non mancano eventi catastrofici, tragici imprevisti vicini a noi che ce lo ricordano.
Nei periodi di maggiore immoralità, la Bibbia presenta delle persone che vivono senza porsi problemi etici, immersi nel vizio o, quanto meno, in uno stile di vita licenzioso. Leggiamo di Noè, ma non di lui in particolare si parla nel vangelo, bensì di ciò che fu preludio al diluvio. La gente, dice Gesù, faceva la sua vita, evidentemente non buona se aveva meritato il castigo, ma senza cambiare nulla nei propri comportamenti sbagliati. L'episodio, citato da Gesù nel vangelo di Matteo, non vuole certamente significare che ogni catastrofe sia castigo, tutt'altro, ma è occasione per creare un parallelo con ciò che accadrà nel passaggio da questa vita all'altra e alla fine dei tempi. Gesù vuole aiutare l'uomo a essere accorto, vigilante nell'attesa di quel momento che, nel piano di Dio, è fissato da sempre.
Alla resa dei conti, quando ogni sovrastruttura cade, la fede resta l'unico baluardo che può sostenerci e accompagnarci senza timore verso la sentenza definitiva.
Ci confortano le belle parole di S. Gregorio di Nazianzo: “Fa' che ci presentiamo a te ben preparati e sereni, non sconvolti dal timore, non in stato di inimicizia verso di te, almeno nell'ultimo giorno, quello della nostra dipartita, fa' che non ci sentiamo come strappati e sradicati per forza dal mondo e dalla vita.” (Discorso 7, per il fratello Cesare)
La Provvidenza ha fatto sì che nessuno conoscesse la data in cui la sua vita si concluderà sulla terra per aprirsi all'altra, ma ciò nonostante, o anzi, proprio per questo, è fondamentale esservi preparati. Con i passi silenziosi di un ladro può accostarsi a noi il momento decisivo che sigillerà tutto quanto è stato compiuto.

Per i ragazzi

Ai ragazzi non è facile né opportuno parlare di morte, nell'ordine naturale delle cose tanto lontana per loro nel tempo. Ma qualche esempio di ragazzi vittime di incidenti, stradali o sportivi, o di malattie ad oggi incurabili, può far pensare a quali imprevisti possano esserci dietro l'angolo delle abituali giornate.
Nello stesso tempo entra in gioco l'importanza di porsi dei perché, di chiedersi quale sia il senso della vita, per quali ideali valga la pena spendere il proprio tempo e per chi vivere. Offriamo ai ragazzi idee forti, suggerimenti per aprirsi alla disponibilità, presentando la bellezza dell'altruismo e dell'attenzione al prossimo. Se impostano le loro giornate rifuggendo dalla superficialità che un po' contraddistingue la mentalità odierna di tanti giovani, molto sarà già stato fatto perché la loro vita scorra sui binari della rettitudine. Il vangelo e la grazia faranno il resto nei loro cuori.
Acquisire uno stile di vita cristiano significa, anche per i ragazzi in giovane età, saper trovare il tempo per una breve preghiera quotidiana, come un affidamento della giornata alla Madonna o un'invocazione all'angelo custode, delegato ufficiale per la nostra protezione che il cielo ci ha donato il giorno della nascita e che tutta la vita sta, metaforicamente, alle nostre spalle. L'iconografia lo presenta con grandi ali e per noi è bello pensarlo così, pronto ad avvolgerci nel suo abbraccio in caso di pericolo.


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