“I discepoli di Emmaus” (Carlo Maria Martini)

stampa la pagina

“I discepoli di Emmaus” 

Carlo Maria Martini

"Vangelo in miniatura, è un racconto dove fede ed emozione, ragione e sentimento, dolore e gioia, dubbio e certezza si fondono, toccando le corde più profonde del lettore, sia esso credente o soltanto in ricerca, creando profonde risonanze al desiderio di mettersi in cammino verso Colui che offre la pienezza della felicità.
Di esso sono state offerte numerose letture: quella propriamente biblica, quella catechetica, quella liturgica…ognuna da approfondire. Ora ci focalizzeremo sulla interpretazione del racconto.

In cammino verso Emmaus: la vita sconfitta
Gli avvenimenti a Gerusalemme si sono svolti vorticosamente e crudelmente: il processo,l’agonia, la morte, la sepoltura. Due dei discepoli di Gesù, che hanno assistito a tutto ciò, se ne vanno da Gerusalemme verso un villaggio di nome Emmaus e parlano di tutti gli avvenimenti che si sono susseguiti davanti ai lori occhi… hanno subito lo scacco delle loro proiezioni…E’ LA FUGA DAL CROCIFISSO.

Tra le tante chiavi di lettura del brano, sono interessanti i temi della “strada” e della “parola”.
Gesù ed i due discepoli parlano camminando ed il parlare camminando è importante nell’opera lucana. Infatti è propria di questo evangelista la sezione del “grande viaggio”, ben dieci capitoli (9,51-19,27) nei quali viene raccontato il viaggio di Gesù e dei discepoli verso Gerusalemme, all’interno del quale sono inseriti importanti parabole e discorsi del Maestro.
I due discepoli non riescono ad attribuire significato al momento della morte di Gesù. Per loro la croce è ancora un incomprensibile scandalo. Sulla croce è svanito il sogno di poter realizzare con Gesù un cambiamento concreto nel loro paese (“noi speravamo che fosse lui a liberare Israele”).
E’ vero, continua il racconto, che si è sparsa la voce, alimentata da alcune donne, che egli è vivo, ma i discepoli, in fin dei conti, Gesù non lo hanno visto…
I due hanno dato sfogo a tutto quello che avevano dentro. In loro si vede la differenza tra il sapere ed il credere: hanno proclamato un perfetto credo in Gesù di Nazareth, riconoscendone la qualità di profeta, fino alla affermazione: “Egli è vivo”….ma restano nell’incomprensione. Tutto è stato detto, ma tutto resta oscuro. Tutto è razionalmente raccontato, ma di tutto sfugge il senso profondo.

La Parola interpreta la vita
Ora Luca imprime una svolta al racconto. Pone di fronte alla comunità l’ostacolo che non riusciva a superare: la morte di Gesù. Luca dà il senso totale del Cristo attraverso la spiegazione delle Scritture e la frazione del pane. ..."

Leggi tutto:
stampa la pagina

Ultimi articoli

Post più popolari (ultimi 30 giorni)

Alessandro D’Avenia "Bocciare"

Vito Mancuso "Vaticano e rapporti prematrimoniali"

Alessandro D’Avenia "Maturare"

Il Papa sa che la cristianità è finita

La crisi di Bose «Ritorniamo alle Scritture » intervista a Sabino Chialà

Le novità dal nostro canale Youtube

Post più popolari (ultimi 7 giorni)

Alessandro D’Avenia "Maturare"

Vito Mancuso "Il vescovo, il professore e la Chiesa intollerante"

Paolo Cognetti "Noi, i nemici della natura"

Commenti Vangelo 3 luglio 2022 XIV Domenica del Tempo ordinario

Enzo Bianchi "Vacanza è abitare con se stessi"