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Paola Radif commenta "Camminare nelle vie dello Spirito". Lettera Pastorale 2009-2010 Card. Bagnasco (5)

lettera pastorale

Capitolo IV
Le sorgenti della vita spirituale
Parte seconda
La preghiera

Perché l’incontro con Gesù si compia – prosegue il Cardinale – non basta ascoltare la sua Parola; bisogna entrare nella preghiera, che esprime il dialogo con Lui e ricevere i Sacramenti che introducono tra le sue braccia. C’è unità tra l’ascolto della Parola e il dinamismo che esso genera conducendo all’incontro con Cristo.
Soffermandosi sul primo punto, la preghiera, l’Arcivescovo scende tra la gente, si fa vicino a ciascuno e indica quale debba essere il ritmo del cammino spirituale. Sarà sufficiente donare alla preghiera un piccolo tempo ogni giorno, da riempire con la recita di qualche preghiera, con la lettura di un brano di vangelo che possa offrire il nutrimento per il tratto di strada che ci aspetta nella giornata.
Non bisogna mai pensare che la nostra preghiera sia troppo povera o semplice ma – continua il Cardinale – l’importante è credere che attraverso di essa la nostra anima va formandosi per opera dello Spirito Santo che la configura a Gesù.
E non bisogna neppure pensare che la preghiera in stato di necessità non sia autentica perché interessata, come l’Arcivescovo rivela di aver spesso ascoltato dai fedeli; anzi, è da ricordare che Gesù non ha mai biasimato la preghiera dei sofferenti; addirittura, in stato di agonia, anche Lui ha rivolto la sua angosciata supplica al Padre. A completamento di queste osservazioni si fa presente, tuttavia, che la preghiera dovrà andare oltre il momento della difficoltà e diventare un sereno ed equilibrato abbandono alla Provvidenza.

L’Eucaristia
Nel grande alveo della preghiera, troviamo l’Eucaristia, la preghiera delle preghiere, il “gesto dei gesti”, che contiene tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, come ricorda il Concilio.
Tutto quello che offriamo di nostro quando partecipiamo alla Messa, in quanto unito al sacrificio di Cristo acquista valore per il tempo e per l’eternità. Attingendo luce e forza dalla partecipazione a questo grande mistero noi impariamo ad amare come Lui ama noi. Nell’Eucaristia, con cui Gesù si dona, egli rende visibile il suo desiderio di essere amato dall’uomo e – come scrive S.Giovanni Crisostomo – “niente spinge tanto all’amore chi è amato, quanto il sapere che l’amante desidera essere corrisposto.”
Davanti al pane eucaristico che rivela un così grande amore, sgorga la preghiera di adorazione, di lode, di benedizione: è riconoscere la sua grandezza, è cantare la gioia perché Egli esiste, è gratitudine per i doni ricevuti.

La Riconciliazione
Un’altra manifestazione della preghiera è quella che si riferisce alla richiesta di perdono e alla certezza, a determinate condizioni, di ottenerlo. È un gesto che riporta all’autorità conferita da Gesù la sera stessa di Pasqua ai suoi apostoli, per riconciliare a sé i peccatori inondandoli della sua grazia per riprendere il cammino.

Il catechista in ascolto
Che cosa suggerisce al catechista questa seconda parte del capitolo IV?

1. Tra i compiti del catechista c’è anche quello di iniziare i suoi bambini alla preghiera, quando questo non sia già stato fatto in famiglia. Creare nei bambini una disponibilità a pregare è una prerogativa del catechista, che già vive la stessa esperienza nel suo intimo. Ognuno ha il suo modo di pregare e di vivere momenti di spiritualità, ma con i piccoli questo non è difficile perché i bambini sono per natura predisposti ad esprimere con immediatezza i loro pensieri e sentimenti. L’aspetto soprannaturale non li meraviglia più di tanto perché nell’animo di tutti c’è una tensione verso qualcosa di più alto, che negli adulti può essere represso, ma nei bambini affiora con semplicità.
2. Eucaristia e Penitenza: ecco due sacramenti che entrano nel capitolo sulla preghiera e ne sono espressione: l’uno contiene Cristo stesso, l’altro il suo perdono.
Accostarsi ai sacramenti non è solo un pregare per alimentare la nostra spiritualità ma è attingere l’aiuto per andare avanti, verso la sorgente stessa della vita spirituale.

Paola Radif

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