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Casati - 15 agosto 2013 Assunzione della B. V. Maria


Ap 11, 19a; 12, 1-6a. 10ab
1 Cor 15, 20-27a
Lc 1,39-56

La liturgia che celebra Maria di Nazareth, assunta al cielo, ci vede oggi, piccolo gregge di credenti, nella città semivuota, deserta.
Ciò non toglie che ognuno di noi, facendone memoria, provi un sussulto, un trasalimento come Elisabetta, l'anziana cugina incinta, alla voce di Maria, che portava in grembo il Salvatore. Ci hanno introdotto nel mistero testi sacri nel genere letterario della visione-svelamento, l'Apocalisse o del canto-profezia, il Magnificat, della professione di fede, la lettera dell'apostolo Paolo, che mette il sigillo con la sua parola conclusiva a questa fede: "l'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte". Sembrava vincente in Maria, come su quel suo Figlio, è stata annientata. La tomba vuota di Maria, di cui parlano i vangeli apocrifi, come la tomba vuota del suo Figlio, diventano il luogo dello svelamento, lo svelamento di un disegno nascosto che attraverso tutta la storia. Fissa il sudario in cui fu avvolta, dice un poeta, Rainer Maria Rilke, volgi lo sguardo, Tommaso, che ancora una volta sei arrivato troppo tardi. Fissa il sudario: "questa luce da questo puro corpo l'ha reso più chiaro del bagliore del sole". C'è luce in questa tomba vuota, la tomba di Maria, una luce che svela il disegno, il disegno di Dio, attraversa la storia. Nella storia -ecco l'interpretazione contenuta nel libro dell'Apocalisse, che significa appunto "svelamento"- nella storia noi assistiamo dai primi giorni agli ultimi al grande conflitto, un conflitto che ti arriva come un brivido al cuore, tanta è la sproporzione, la sproporzione segnalata con immagini agghiaccianti nel testo dell'Apocalisse. Una donna incinta, che grida per le doglie e il travaglio del parto, da un lato. E dall'altro l'enorme drago rosso del quale -a sottolineare la sproporzione- è detto che "aveva sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi e con la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo, le precipitava sulla terra. La sproporzione del conflitto che ancora oggi attraversa la terra e Ci dice: "il grande mangia il piccolo". E dov'è Dio in questo grande conflitto in cui i grandi sembrano allargare il loro potere non solo sulla terra ma anche nei cieli, e sembrano inghiottire il piccolo, l'indifeso, l'umile, il povero, quel piccolo cucciolo di uomo appena nato, appena nato nei suoi sogni? Dov'è Dio? Il libro, il libro dello svelamento, viene a dirci: la promessa tiene, tiene la promessa di Dio, quella dell'inizio, che suonava come minaccia al serpente antico: la stirpe di una donna ti schiaccerà il capo. Il bambino -dice il libro- che stava per essere divorato, fu sottratto all'enorme drago che sembrava vincente. Il popolo di Israele, che stava per essere divorato dal Faraone, fu sottratto. Gesù di Nazaret, il Messia, morto di croce, fu sottratto alla Morte. l'umile donna di Nazaret fu sottratta alla devastazione della morte, fu rapita in cielo. Légati, légati come una cintura a Dio, alla sua promessa. Sta forte con la tua fede, nonostante tutto. Légati al Dio della promessa, come una cintura aderisce ai fianchi, così tu a Dio. Perché l'immagine della cintura? Mi è ritornato alla mente il racconto di un vangelo apocrifo. Il racconto dice che, dopo avere deposto il corpo di Maria nella tomba, giunse anche Tommaso nella valle del Cedron. Pietro gli disse: "È proprio vero che tu sei sempre lo stesso. A motivo della tua incredulità Dio preferì che tu non fossi con noi alla sepoltura della Madre del Salvatore". Ma Tommaso, che era ancora rivestito dei paramenti sacerdotali, riferì che, mentre stava celebrando la liturgia in India, senza che se ne avvedesse, si sentì trasportato sul monte Oliveto nel momento in cui Maria veniva assunta in cielo con il corpo. La Madonna vide Tommaso e gli donò la cintura del suo abito. Gli apostoli riconobbero la cintura. Insieme tolsero la pietra e trovarono la tomba vuota. Ebbene, nel racconto del vangelo apocrifo la cintura non è un particolare irrilevante. La Madonna sembra lasciare in quella cintura il suo ultimo messaggio. Aderisci a Dio, légati a lui, come una cintura ai fianchi. Sta qui la vera beatitudine della vita: "Beata colei che ha creduto nell'adempimento della parola del Signore". Legato a Dio, alla sua parola, alla sua promessa, dentro il grande conflitto della storia, diventerai, a tua volta, una benedizione, come fu benedizione l'ingresso di Maria nella casa di Zaccaria, la casa sui monti di Giuda.
Fonte:sullasoglia

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