Riflessioni sulle letture 15 aprile 2012 (Manicardi)

stampa la pagina
domenica 15 aprile 2012
Anno B
Anno B At 4,32-35; Sal 117; 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31



Nella seconda domenica di Pasqua, la cosiddetta “domenica di Tommaso”, le letture presentano la comunità cristiana come frutto dell’evento pasquale, luogo di esperienza della resurrezione, spazio vivibile grazie alla fede nel Risorto.
La comunità cristiana è l’insieme dei credenti: riuniti dalla fede nel Risorto, essi testimoniano tale fede: la comunione materiale, l’abolizione dell’escludente “mio” per passare alla condivisione che sovviene ai bisogni di ciascuno, è elemento centrale di tale testimonianza, diretto riflesso dell’evento pasquale (I lettura). Se la resurrezione è la vittoria di Cristo sul “mondo” (Gv 16,33), la fede del cristiano, immersa nel combattimento spirituale contro gli idoli, può partecipare a tale vittoria (II lettura). La Pasqua di Cristo non crea solo uno spazio nuovo: la comunità dei credenti, ma istituisce anche un tempo nuovo di memoria della resurrezione che è la domenica (vangelo). Il passo evangelico attesta la scansione ebdomadaria della riunione dei credenti (“otto giorni dopo”): la domenica è tempo sacramentale nel quale il Risorto incontra la sua comunità riunita.
Il farsi presente del Risorto ai suoi discepoli la sera del giorno pasquale provoca un cambiamento nei discepoli stessi: un gruppo di uomini impaurito e ripiegato su di sé, che quasi giace in una tomba, in un luogo chiuso simbolicamente assimilabile a un sepolcro, viene fatto risorgere a comunità capace di testimonianza e di annuncio. Il passaggio dalla paura alla gioia dice che incontrare il Risorto è fare esperienza di resurrezione nella propria vita. Il gesto di Gesù che alita sui discepoli è gesto di creazione (cf. Gen 2,7; Sap 15,11), di passaggio dalla morte alla vita (cf. 1Re 7,21; Ez 37,9), dalle tenebre alla luce (cf. Tb 11,11). Incontrare il Risorto significa anche divenire testimoni della resurrezione: il dono dello Spirito con il potere di rimettere i peccati rende i discepoli partecipi di quella vittoria della vita sulla morte che è la resurrezione. La remissione dei peccati è frutto e testimonianza della resurrezione. La chiesa testimonia la resurrezione di Gesù annunciando e attuando tra gli uomini la remissione dei peccati.
La vita comunitaria stessa è luogo di esperienza pasquale. Tommaso, assente durante la prima manifestazione di Cristo (Gv 20,19-23) e presente alla seconda (Gv 20,26-28), non ha bisogno di stendere la mano e metterla nel costato di Gesù per vincere la sua incredulità (Gv 20,24-25): il fatto stesso di essere insieme agli altri nella comunità cambia la sua situazione. La comunità è luogo di esperienza della resurrezione nel passaggio che induce a compiere dall’“io” al “noi”, nel movimento di morte a se stessi per vivere con e per gli altri che essa suscita, nell’evento per cui le negatività e i peccati di uno sono conosciuti, accolti e non giudicati dagli altri. Tommaso, che non ha creduto all’annuncio fatto dai suoi fratelli, è accolto – da incredulo – nel gruppo dei discepoli riuniti otto giorni dopo.
Se la comunità è luogo sacramentale di presenza del Risorto, altrettanto vale per la Scrittura. Il credente incontra il corpo del Risorto nel corpo comunitario e nel corpo scritturistico (e ovviamente nel corpo eucaristico): il libro del vangelo, definito come “segni scritti” capaci di suscitare la fede che conduce alla salvezza, cioè alla comunione di vita con il Signore, appare sacramento della potenza di Dio (“il vangelo è potenza di Dio per chiunque crede”: Rm 1,16). Potenza mostrata nella resurrezione da morte di Gesù e che si manifesta sempre di nuovo nella remissione dei peccati nel nome di Gesù. Comunità e Scrittura sono anche gli ambiti che oggettivano l’azione dello Spirito – grande dono del Risorto ai suoi – mentre ne sono vivificate.
Comunità e Scrittura interagiscono con lo Spirito creando una pericoresi, una circolazione che nella liturgia si esplica pienamente: in essa lo Spirito vivifica il gruppo umano rendendolo corpo di Cristo e resuscita le pagine antiche della Scritture rendendole parola vivente e attuale di Dio per il suo popolo.

LUCIANO MANICARDI
Comunità di Bose
Eucaristia e Parola
Testi per le celebrazioni eucaristiche - Anno B
© 2010 Vita e Pensiero

stampa la pagina

Ultimi articoli

Post più popolari (ultimi 30 giorni)

Alessandro D’Avenia "Bocciare"

Vito Mancuso "Vaticano e rapporti prematrimoniali"

Alessandro D’Avenia "Maturare"

Il Papa sa che la cristianità è finita

La crisi di Bose «Ritorniamo alle Scritture » intervista a Sabino Chialà

Le novità dal nostro canale Youtube

Post più popolari (ultimi 7 giorni)

Alessandro D’Avenia "Maturare"

Vito Mancuso "Il vescovo, il professore e la Chiesa intollerante"

Paolo Cognetti "Noi, i nemici della natura"

Commenti Vangelo 3 luglio 2022 XIV Domenica del Tempo ordinario

Enzo Bianchi "Vacanza è abitare con se stessi"