Enzo Bianchi "La sconfitta del Vangelo"

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La Repubblica - 4 aprile 2022
per gentile concessione dell’autore.

Quello che abbiamo più volte sottolineato riguardo alla conflittualità che come fuoco sotto la cenere covava tra le chiese nelle terre dell’Ucraina si è ormai manifestato in modo incontestabile. Questa ignobile guerra iniziata con un’aggressione del nuovo zar verso un popolo che ha stretti legami fraterni con il popolo dell’occupante è diventata una guerra anche religiosa. Si benedicono le armi degli schieramenti che si combattono, si invocano la Madonna e i santi gli uni contro gli altri, si inneggia a una vittoria che Dio darà sicuramente sul nemico. Le voci delle chiese leggono questa guerra come un’apocalisse che rivela la battaglia tra il bene e il male, tra i figli della luce e quelli del diavolo. Ed è significativo che proprio in questi giorni il parlamento ucraino abbia presentato progetti legislativi che sono chiaramente offensivi della libertà e addirittura persecutori nei confronti della Chiesa ortodossa ucraina in comunione con il Patriarcato di Mosca. Non si dica che non era prevedibile!

            Dagli anni ’90 del secolo scorso, dopo la caduta dell’Urss e il formarsi delle identità nazionali, anche le identità confessionali cristiane si sono risvegliate con la memoria ferita per la persecuzione sofferta sotto il comunismo, e nel ritrovare una soggettività, in particolare le chiese ortodosse e greco-cattolica, proprio perché chiese sorelle gemelle, in tutto uguali per fede, riti, spiritualità, si sono contrapposte in una concorrenza reciproca e quindi in un’assunzione del nazionalismo fino a renderlo inerente alla propria fede…

 È veramente la sconfitta del cristianesimo, si abbia il coraggio di ammetterlo! In un’ora di grave crisi per la diminuzione dei cristiani in tutto l’occidente, per l’indifferenza vigente verso le chiese, e per le difficoltà delle chiese orientali a essere presenti nella contemporaneità, questa sconfitta del Vangelo, questa chiara dimostrazione di come i cristiani non siano capaci di dare il messaggio che loro compete, messaggio di fraternità e di pace, risulta un grave fallimento, un’impotenza che dice quanto poco credibile sia diventato il cristianesimo!

Certamente Papa Francesco, nella consapevolezza della rottura che si è verificata tra chiese ortodosse, ma anche della distanza emersa tra chiesa cattolica e chiesa russa circa la collocazione della chiesa nella società, cercherà in tutti i modi di ricostruire un tessuto di relazioni ecumeniche. Così come nel 2016 si è umiliato accettando di raggiungere il Patriarca Kirill in un’anonima sala dell’aeroporto di Cuba, sarà disposto a umiliarsi per incontrarlo il più presto possibile per non lasciare una chiesa sorella in un vicolo cieco… Il metropolita Ilarion, “ministro degli esteri” del Patriarcato russo, che è un uomo ecumenico, intelligente, e ben conosce le chiese non ortodosse, certamente lavora in questo senso, ma tutto è diventato difficile, anche perché in ogni caso molto difficile sarà per lui operare per la riconciliazione tra Mosca con le chiese slave da un lato e Costantinopoli con le chiese greche dall’altro.

            E intanto purtroppo i simboli religiosi accompagnano le azioni di violenza di questa guerra fratricida e il Vangelo è calpestato: per i non credenti i cristiani sono sempre meno credibili perché si comportano come tutti gli altri e mostrano di cercare nella religione solo uno strumento in più per la loro egemonia, la loro volontà di dominio sugli altri.

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