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Lucia Vantini e Maria Livia Alga "Lingue di fuoco"



Lucia Vantini e Maria Livia Alga 

Lingue di fuoco

Parole dal cratere del mondo




presentazione online martedì 23 settembre ore 20.30 

info in fondo all’articolo


"In un’epoca di guerre, crisi climatica e disuguaglianze, il fuoco si manifesta ovunque: nelle bombe che devastano le città, negli incendi che divorano le foreste, nella rabbia che infiamma le piazze. Ma esiste un altro fuoco, più antico e segreto, che scalda senza bruciare, illumina senza accecare e fonde il bene per renderlo accessibile a chiunque."

Le Autrici ci guidano in un viaggio poetico e politico alla scoperta delle “lingue di fuoco”: quelle parole capaci di riparare il mondo spezzato, di accendere speranza nei crateri della storia, di tenere vive le scintille di giustizia anche nelle notti più buie.

𝘊𝘰𝘭𝘭𝘢𝘯𝘢 𝘌𝘴𝘩 𝘤𝘰𝘯 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘦𝘤𝘰𝘵𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘢 𝘧𝘦𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘴𝘵𝘢 

******************************************

Lo sforzo delle teologie ecofemministe è di superare il pensiero dualista che divide la realtà in opposizioni del tipo sacro/profano. Si propongono di adottare un “pensiero ecologico” di connessione totale col pianeta secondo il quale noi siamo “dentro” la natura in modo che la “natura” come “una realtà a noi esterna” scompaia. 

Questo libro inizia come un ricamo semplice ma curato, che piano piano prende forma in un’immagine precisa: quella del fuoco. È un’immagine irregolare, dai tratti irrequieti e discontinui. Non è apparsa all’improvviso e senza storia. La troviamo infatti disegnata su un tessuto di relazioni vive, di cui è bene rendere conto fin da subito. 

Tutto iniziò a Camaldoli nell’agosto 2023, durante la settimana in cui il Coordinamento Teologhe Italiane teneva un seminario intitolato Climate Change ed Ecologia Integrale. La cura del mondo alla prova della crisi. Cecilia e Lucia Gabrielli arrivarono lì, mosse dall’interesse editoriale per il tema e per un certo modo di tenere insieme spiritualità, ecologia e femminismi. In quella cornice prese forma la Collana nella quale si inseriscono queste pagine e che sembra quasi la loro dimora naturale: nella lingua ebraica, “ESH” significa infatti proprio “fuoco”.


Alcuni "assaggi"

(...) Come già anticipato, Esh è una parola ebraica che significa fuoco. Questo elemento si trova al cuore della prima parola della Bibbia, Bereshit, solitamente tradotta con in principio. Se la scomponiamo in Ber-esh-it, non possiamo fare a meno di notare che la matrice della creazione si materializza come potente calore divino. Il desiderio di un Dio che da sempre mira a un mondo con cui stare in relazione si lascia dunque ben interpretare attraverso il fuoco, restituendoci un simbolo particolarmente espressivo della sua energia generatrice. 

(...) Il compito che si profila è al contempo decostruttivo e liberante, ma anche costruttivo e orientante. Da un lato, si tratta di smascherare i dispositivi di potere che privilegiano informazioni strumentali e ripetitive allo scopo di plasmare le nostre decisioni politiche, etiche, e di consumo, si tratta di dislocarsi rispetto a certe logiche di schieramento che nei vari conflitti costringono a giustificarsi solo certe categorie di persone: coloro che salvano le vite nel Mediterraneo e non coloro che le lasciano annegare, le donne violentate e non gli stupratori, chi fa ricerca senza nascondere un vissuto di fede e non chi associa qualità accademica e laicismo. Dall’altro lato, si tratta di restituire voce alle differenze e di far risuonare i nomi propri in storie troppo spesso ricondotte a categorie impersonali e caricaturali, utili solo a confermarci nei nostri comodi stereotipi e a giustificarci quando ci teniamo a distanza dalle storie più difficili e perturbanti. 

(...) Il nome proprio diventa così luogo di una tensione fondamentale: da un lato àncora l’identità personale, dall’altro apre a una dimensione di trascendenza e a una missione pubblica che permettono una storia condivisa nella giustizia. Nel nome è dunque racchiuso un segreto legato alla generazione di una vita ma anche di una trama di legami e di una nuova narrazione di eventi,38 in un intreccio inscindibile che richiede continua cura e attenzione per non scadere nella banalità della burocrazia o nell’abuso.  

(...) In un saggio in memoria della sua amica Cristina Campo, Maria Zambrano ci offre l’occasione per soffermarci ancora una volta sul simbolo della fiamma e sulle sue connessioni simboliche e spirituali. Nel suo scritto, la fiamma è immagine plurale: del giorno che si accende, di una perdita, di un vincolo necessario con la causalità, di una domanda che ha già in sé la propria risposta, di un singhiozzo che piano piano si fa silenzio, di un consumo del tempo, di una guida dell’amore autentico, di un pensiero di risurrezione. Non importa quale tra queste declinazioni si assuma o si preferisca, perché tutto dipende dall’intimità che si riesce ad attivare con questo immaginario, dalla lucidità che si acquisisce nel guardare il mondo, da quale lingua si usi per descrivere la luce e il calore, quanto e con quale intensità si riesca a divenire ciò che si sta contemplando. Contemplando una fiamma facciamo una strana esperienza: da un lato questa cresce a dismisura e dall’altro si fa piccolissima fino a «penetrare l’impenetrabile» e ad aprirci veramente gli occhi e il cuore, rendendoci capaci di trasmettere quello splendore. 

(...) Seminare fuoco nel fuoco è il gesto etico, politico e poetico di chi ha scelto la cura nei luoghi del dolore. 
Quello che nascerà non è un frutto immediato, ma il fiore di un immaginario del possibile da cui estrarre nuova speranza e nuova linfa vitale per credere che il male non sia necessario e che il futuro sia ancora aperto alle buone possibilità. 

(...) Osservare gli eventi del mondo dal di dentro fa fremere una parte di noi. Il deterioramento delle relazioni, i livelli di oppressione multipli, riconoscere il nostro stesso ruolo oppressivo, sentire la ferita della Natura, le gabbie del patriarcato, imprigionano il sentimento della vita che comunque palpita ma si sperde e disperde.

INDICE 

INTRODUZIONE 9



LINGUE DI FUOCO, VERSO L’AURORA 15

Un fuoco vissuto 15
Ritorno al fuoco, per raccontare una storia 18
Lingue di fuoco, senza schieramenti 23
Non perdere i nomi propri 31
Per un’ecologia del fuoco 40
La vergogna e il rimorso di Prometeo 44
Angeli del focolare: pane e fuoco 51
Ecoteologie: in dialogo con Elizabeth Johnson 60
Nelle terre di mezzo, la lingua di fuoco vuole la luna 65
Quel che resta del fuoco: parole aurorali e riparatrici 69

Maria Livia Alga

QUALCOSA SI È ACCESO 75

Siamo con voi nella notte 75
Un lessico incendiario: il fuoco della rivolta 80
L’angoscia che il mondo possa finire 87
La “tabula rasa” e il risveglio della forza 95
Passare attraverso il fuoco 100
Ciò che è destinato a durare: fuoco rituale e rigeneratore 110
Colei che riscalda, colei che rischiara:
il fuoco perpetuo e il cuore raggiante 120

Conclusione
PER UNA FIAMMA CHE RISCALDA E RIN-SALDA 131






Presentazione del libro 
Martedì 23 settembre ore 20.30 


🌎 𝗠𝗔𝗥𝗜𝗔 𝗟𝗜𝗩𝗜𝗔 𝗔𝗟𝗚𝗔, antropologa



Evento sul canale YouTube di Gabrielli editori (link) e sulla pagina Facebook (link) in collaborazione con il CTI - Coordinamento delle Teologhe Italiane


 


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