Vito Mancuso «Riflettere sul Negativo»
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Il confronto con le tante facce che può assumere il Negativo è al centro della nuova edizione del Laboratorio di Etica ideato nel 2019 da Vito Mancuso, al via all'Auditorium Mast lunedì 26 gennaio alle 18,30.
Un ciclo di 4 incontri con biglietti disponibili online da oggi su Vivaticket. Per Il Negativo e le sue forme il filosofo riproporrà la formula consueta per ogni lezione. Con una sua introduzione iniziale, relazioni degli ospiti scelti quest'anno, Paolo Nori, Giovanni Allevi e Roberta De Monticelli, e un dialogo finale.Mancuso, perché la Negatività? Alla fine dell'edizione precedente avevo proposto alle 400 persone del pubblico tre temi: il cibo inteso anche come nutrimento psichico, il Positivo con le varie forme di felicità e gioia e il Negativo. La maggioranza ha votato per quest'ultimo …
Come se lo spiega? L'attenzione al malessere è una costante dell'animo. Da sempre gli esseri umani si sono chiesti da dove venga il male e il pensiero, l'arte, hanno tentato di dare piste di ricerca. Lo scandalo del male è sempre stato avvertito dalla coscienza, è universale. A questo si aggiunge che i nostri giorni sono caratterizzati da una paura crescente che anni fa non c'era. Un senso di insicurezza, la caduta verticale di valori come il diritto internazionale, la religione, le gerarchie sociali. La vita aveva più certezze, adesso ne ha sempre meno e le persone sentono il bisogno di riflettere sul senso complessivo dell'Esserci. Almeno alcune persone.
In che senso? Se anche quest'anno riempiremo l'aula del Mast saremo 400, sembrano tanti ma sono una piccola minoranza. La gran parte delle persone vive allegramente di "panem et circenses", per alcuni al contrario esiste il non volersi rassegnare alla banalità del male in cui siamo immersi, per usare l'espressione filosofica di Hannah Arendt.
Quale sarà la prospettiva utilizzata? Quella del Laboratorio di Etica, che crede profondamente che non siamo al di là del bene e del male ma al di qua, e che occorra avere strumenti intellettuali per riconoscere i fenomeni, valutarli e prendere decisioni in prima persona. Innanzitutto chiamando Negativo il Negativo, con la convinzione che esista un Positivo: il bene, la giustizia, l'ordine, l'armonia.
Il Negativo offre anche possibilità di cambiamento? ll Negativo si dà in molte forme, come la malattia. Ci sono persone che, a partire da esperienze di malattia, proprie o di cari, convergono sul valori essenziali della vita. Il Negativo può trascinare verso l'abisso o può avere anche un valore di rigenerazione, non ci sono ricette al riguardo.
Come è maturata la scelta degli ospiti di questa edizione? Si chiama laboratorio perché qualcosa si fa, come in un'officina dove si entra con una prospettiva e non è detto che si esca con la stessa. Ho chiamato persone con sensibilità diverse, partendo però dagli argomenti. Intanto l'attrazione, il fascino del male per gli esseri umani. Quindi Dostoevskij e così ho pensato a Paolo Nori. Poi il male è anche quello sperimentato in prima persona, che capita a noi. Sono amico di Giovanni Allevi e la sua sarà una testimonianza imperdibile, perché il male non è solo fuori da noi. Infine tornerà il compito della mente che indaga, con l'amica e filosofa Roberta De Monticelli e con l'ultimo incontro in cui sarò da solo.





