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Blasfemia, diritti e libertà

Dopo le stragi di Charlie Hebdo, Mountrouge e Hyper Cacher avvenute a Parigi il 7 gennaio 2015 (e prima della tragica replica del 13 novembre), la Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna, in collaborazione con Reset Doc, si è fatta promotrice presso la sua sede di via San Vitale 114 di una giornata di studio aperta al pubblico sul tema Blasfemia, diritti e libertà. Una discussione dopo le stragi di Parigi, il 12 marzo 2015.
Il colloquio, i cui atti a cura di Alberto Melloni usciranno per i tipi de il Mulino [1], ha cercato di raccogliere le riflessioni di alcuni tra i più importanti studiosi sui problemi storici, teologici e giuridici posti dai delitti e dalla reazione che essi hanno suscitato. Gli assi portanti sono stati le relazioni tra blasfemia e Scritture, tra blasfemia e satira e tra blasfemia e diritto, cercando così di smontare alcuni luoghi comuni, alimentati dalla superficialità delle analisi offerte da certo circuito mediatico (che parla ad esempio di Islam tout court, come un blocco monolitico) e di rendere un po’ più complesse le questioni in gioco.

Dopo l’introduzione di Melloni su Blasfemia, diritti e libertà, il teologo Piero Stefani dell’Università di Ferrara ha moderato la sessione su Blasfemia e Scritture, in cui sono intervenuti Giuseppe Veltri, professore di Jewish Philosophy and Religion all’Università di Hamburg (Sul nome di Dio: la blasfemia, la presenza di Dio e lo scetticismo ebraico), lo storico dei paesi islamici Massimo Campanini (I limiti della Legge: prescrizioni e disobbedienza secondo il Corano) e il teologo Giuseppe Ruggieri (Oltre la tolleranza: 2 Corinzi 5,17-21).

La sessione Blasfemia e satira, introdotta da Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, con la relazione Se la blasfemia diventasse un non-sense. Primato della libertà, educazione al pluralismo religioso, ha visto invece gli interventi dell’ebraista Mauro Perani, La satira blasfema antiebraica, quelli di Lucio Biasori, La satira religiosa in età moderna e di Federico Ruozzi, che ha analizzato la satira religiosa in epoca contemporanea, da Mistero Buffo alla censura televisiva. La relazione Uno sguardo storico sulla caricatura religiosa nella rivista Charlie Hebdo della studiosa francese Marie Levant ha chiuso la mattinata, con la quale la storica francese ha offerto un excursus sulle tipologie, sui significati delle vignette e delle copertine del settimanale, dedicate alla sfera religiosa.

Nella sessione pomeridiana si è invece cercato di affrontare il tema della blasfemia da un punto di vista strettamente giuridico: Mauro Gatti, dottorato in European Union Law dell’Università di Bologna ha così offerto una panoramica sulle leggi sulla blasfemia nel diritto europeo, mentre Cristiana Cianitto, ricercatrice di diritto canonico e diritto ecclesiastico, e Gabriele Fattori, studioso di diritto ecclesiastico comparato dell’Università di Macerata, hanno affrontato rispettivamente il tema: Libertà di espressione e libertà di religione: un conflitto apparente? e L'evoluzione giuridica della blasfemia nell'ordinamento italiano.

Una tavola rotonda ha chiuso il seminario: Alberto Melloni, Luciano Guerzoni, Riccardo Fedriga, Caterina Bori, Paolo Naso, Piero Stefani, Mauro Perani, Giancarlo Bosetti, Vincenzo Pacillo, Massimo Giuliani, Massimo Bernardini e Francesco Margiotta Broglio si sono confrontati a fronte delle sollecitazioni offerte dalle relazioni del mattino e del pomeriggio, problematizzando e andando oltre lo slogan Je suis Charlie.

Note
1. Negli atti saranno presenti anche i saggi di Riccardo Fedriga, Diritto alla memoria e la libera scelta dell’oblio, quelli di Massimo Giuliani, Blasfemie, scomunica e libertà di opinione. La lezione di tolleranza di Moses Mendelssohn e di Paolo Naso, La via mediana del politically correct.

Fonte

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