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Paolo Gamberini "Dal sosia all’immagine": un cammino di Quaresima

27 febbraio 2026

Il titolo che ho voluto dare a questo percorso è “Dal sosia all’immagine”. Non è soltanto un’espressione suggestiva, ma una direzione precisa: un cammino che ci conduce dentro il mistero più profondo che ci abita. Noi siamo immagine di Dio. Siamo il figlio amato, la figlia amata. Eppure, tra ciò che siamo e ciò che viviamo c’è spesso una distanza, una frattura sottile, quasi impercettibile, che ci porta a vivere come altro da noi stessi. 

È un percorso a tappe. Due settimane fa abbiamo celebrato il Carnevale, ora siamo immersi nella Quaresima. Non si tratta semplicemente di un passaggio liturgico, ma di una cesura simbolica: dal tempo della maschera al tempo del volto, dal travestimento alla verità, dal sosia all’immagine. Entrare nel gioco dell’immagine significa lasciarci introdurre anche nel senso del digiuno, che non è mortificazione sterile, ma spazio che si apre perché emerga l’essenziale. Il cuore dell’invito pasquale, che riceviamo nel Battesimo, è radicale: non sono più io che vivo. È un lasciare il sosia, lasciare la maschera, per entrare nella realtà più profonda del nostro essere figli e figlie di Dio. 

Questo è un cammino di trasfigurazione, un passaggio dalla maschera alla persona, dall’io costruito all’io vero. Saremo invitati a pregare nella luce del Tabor, lasciando che anche alcune parole centrali della grammatica cristiana, come “sacrificio”, vengano illuminate dall’interno. Non per negarle, ma per purificarle. La salvezza con o senza sacrificio non è una provocazione teorica, ma una domanda che tocca il nostro modo di intendere Dio e noi stessi. È un richiamare la grammatica cristiana lasciandola trasfigurare. 

E poi l’ultima tappa allargherà lo sguardo: dall’io al tutto. Come direbbe Teilhard de Chardin, verso il punto Omega. Paolo parla di una creazione che geme nelle doglie del parto. Di che cosa? Di questo stesso passaggio: dal sosia all’immagine di Dio. Non siamo solo noi a essere chiamati a questa trasformazione, ma l’intera creazione. La meta, attraversando anche l’esperienza della croce, è scoprire che viviamo e ci muoviamo in Cristo, fino a poter dire: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.

 
Prima meditazione: Dal Carnevale alla Quaresima

Seconda meditazione: Digiuno Io non più Io.

Terza meditazione: La Luce del Tabor.

Quarta meditazione: Salvezza senza Sacrificio.


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