Enzo Bianchi "Il posto della donna nella Chiesa"

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La Repubblica 
 12 dicembre 2022
per gentile concessione dell’autore.

Da diverse chiese locali di tutto il mondo sono pervenuti a Roma i resoconti del lavoro di ascolto dei cattolici che si sono impegnati nel processo sinodale, stimolato da Papa Francesco, e di fatto ha indicato temi e riforme per la chiesa di domani. Mai nella storia delle chiese si era vissuto un processo del genere, con il coinvolgimento dei fedeli, ai quali viene riconosciuta la libertà di proporre mutamenti. E si tratta anche di riforme delle strutture e di rilettura della morale cristiana, che è frutto non solo del Vangelo ma anche della cultura umana.

Così, dopo questa prima fase, si vive una incertezza e alcune paure. Temi brucianti, questioni a lungo dimenticate sono emerse con chiarezza teologica, espresse in modo maturo da alcune chiese nazionali, generando timore nella curia romana e in settori ancorati alla tradizione, fino ad abbaiare alla possibilità di uno scisma della chiesa di Germania, che invece resta una chiesa cattolica dotata di doni per leggere teologicamente i problemi con intelligenza. Su un tema soprattutto il rischio è che si generi una frustrazione: il posto della donna nella chiesa.

In una intervista ad America magazine, Papa Francesco, alla domanda se la donna potrà essere ordinata nel ministero, ha ribadito la posizione espressa altre volte, ricorrendo a una formula del teologo H. U. von Balthasar, che legge la chiesa come una polarità attorno a un principio petrino e a un principio mariano. Al carisma di Pietro appartengono l'autorità e il governo, al principio mariano il carisma dell'amore.

A partire da questo paradigma simbolico è facile affermare che la chiesa vive del principio petrino, presente nella gerarchia costituita da uomini che la governano, i pastori, e trova un'immagine speculare in Maria, la madre dei credenti e sposa di Cristo. Così si identifica una donna con la casa, il femminile con l'interiorità, la ricezione e il maschile con la ministerialità, l'autorità, il potere.

Io credo che sia impensabile per un credente accogliere una simbolica così discriminante. Come è possibile paragonare Pietro e Maria che stanno su piani di ordine diverso? Non credo che questa sia la via per motivare il divieto del ministero ordinato alle donne.

So che la tradizione ha sempre escluso una tale ammissione all'ordine e che oggi la chiesa resta impreparata a un'apertura del genere, che la maggioranza dei cattolici non riesce ad assumere una tale novità, e resta un problema ecumenico con le chiese sorelle dell'ortodossia, che non ammettono le donne all'ordine.

Invece di arrampicarci su ipotesi che non hanno rigore teologico e di continuare a ripetere che "non è nella disponibilità della chiesa aprire alle donne il sacramento dell'ordine", meglio essere chiari: oggi non è possibile perché tale scelta non è matura nella chiesa cattolica.

Si continui a cercare come rispondere ai bisogni del popolo di Dio e riconoscere alla donna il posto che le è dovuto senza invocare giustificazioni che non convincono, apparendo ingenue e incongrue e perciò insufficienti.

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