clicca per Iscriverti alla newsletter

Lisa Cremaschi "Un lavoro d’amore"

stampa la pagina

20 agosto 2021

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 14,15-21 (Lezionario di Bose)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.  21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».


“Vieni, padre dei poveri, vieni, luce dei cuori, consolatore perfetto, dolce ospite dell’anima”. Bernardo di Chiaravalle di cui la liturgia odierna fa memoria, seppe accogliere nel suo cuore lo Spirito, dolce ospite dell’anima. La tradizione gli attribuì il titolo di doctor mellifluus, dottore della chiesa le cui parole sono come miele. Scrive nel suo commento al Cantico: “Gesù è miele nella bocca, dolce concerto all’orecchio, gioia nel cuore, medicina per i nostri mali” (Sul Cantico 15,6). Le sue parole non vollero essere altro che un’umile eco della Parola di Dio, ascoltata, amata, messa in pratica.

Il passo del vangelo che ascoltiamo quest’oggi nella memoria dei santi fondatori di Cîteaux e di san Bernardo si apre e si chiude con l’esortazione ad amare il Signore e a osservare i suoi comandamenti. È un ammonimento che ritorna come un ritornello nei capitoli 14 e 15 del Vangelo di Giovanni (cf. Gv 14,21.23.24; 15,10.12.17) e, come dirà esplicitamente Gesù, questi comandamenti si sintetizzano nella legge dell’amore. “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15,12). L’amore del Padre che ha donato il Figlio per noi (cf. Gv 3,16), l’amore del Figlio che ha incarnato questo amore donando la sua vita per noi sono la fonte dell’amore nel cuore dei discepoli. È contemplando quest’amore che siamo fatti capaci di amore

Nel quarto vangelo si dice spesso che Gesù è “con i suoi discepoli”; all’inizio di questo capitolo 14 Gesù ha risposto a Filippo: “Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai conosciuto, Filippo?” (Gv 14,9). Ora, dopo la sua partenza, i credenti in lui non sono lasciati orfani. A tutti noi che crediamo “senza avere visto” (Gv 20,29) è promessa la presenza di un altro Paraclito che sarà con noi per sempre (cf. Gv 14,17). Il profeta Aggeo rivolgendosi al popolo di Israele che, rientrato dall’esilio, vede le rovine del tempio distrutto dagli invasori, dice: “Coraggio, popolo tutto del paese! Al lavoro, perché io sono con voi! Oracolo del Signore ... Il mio spirito sarà in mezzo a voi. Non temete!” (Ag 2,4-5). Il profeta esorta a lottare contro lo spirito di scoraggiamento e ad accogliere il suo Spirito, a lavorare per ricostruire la casa di Dio. Per noi cristiani la chiesa è il tempio di Dio edificato su Cristo, fondamento, capo, pietra angolare (1Cor 3,10-17; Ef 2,20) e ogni cristiano è a sua volta tempio di Dio, tempio dello Spirito (cf. 1Cor 3,16; 2Cor 6,16). Di tanto in tanto facciamo di questo tempio un luogo di mercato (cf. Gv 2,13-17) e allora occorre lasciare che il Signore venga a ripulirlo e a ricondurlo alla sua destinazione vera. È quello che ha cercato di fare anche Bernardo nel suo tempo mettendosi “al lavoro” per riformare la vita monastica e la chiesa; è un lavoro cui si deve dedicare ogni generazione in ogni tempo, ogni discepolo del Signore in ogni momento. È un lavoro d’amore, il cui protagonista è lo Spirito accolto, riconosciuto, obbedito. Amare il Signore e amare gli esseri umani, riconosciuti come fratelli e sorelle, amare gratuitamente, senza pretendere risposta. Scrive Bernardo: “Chi ama ama e altro non sa … L’amore basta a se stesso, è premio a se stesso” (Sul Cantico 83,3-4). “La misura dell’amare il Signore è amarlo senza misura” (Sul dovere di amare Dio 1). 

sorella Lisa Cremaschi

Fonte: Monastero di Bose

stampa la pagina

Le novità dal nostro canale Youtube

Post più popolari (ultimi 30 giorni)

Erio Castellucci "Rifare i preti"

Timothy Radcliffe "Cosa significa essere sacerdoti oggi?"

Luigi Maria Epicoco "Mosè afghano"

Enzo Bianchi "Trovare l’amore è difficile"

Lettori fissi

Post più popolari (ultimi 7 giorni)

Erio Castellucci "Rifare i preti"

Francesco Cosentino "Il Vangelo non è stato chiuso"

Timothy Radcliffe "Cosa significa essere sacerdoti oggi?"

Enzo Bianchi "L’enigma della sofferenza"