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Enzo Bianchi: Il “bene” ed il “male”


”Si Deus est, unde malum?”. 
Durante questa pandemia abbiamo assistito a scene opposte di straordinaria generosità e di altrettanto straordinario egoismo.
Ci siamo ritrovati sbattuta in faccia la realtà di un'esistenza umana fragile e precaria.
Insieme al nostro ospite Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, vogliamo dunque partire da qui per ragionare sul concetto di “bene” e “male”. 

Giovedì 8 aprile 2021. 


“La pandemia è il risultato di una Terra offesa che non ha perdonato: la Terra offesa non perdona mai. Stiamo vivendo una strage. Tutti, non solo chi se ne va, ma anche chi resta e deve vivere con il dolore”. Per padre Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose, ospite dell'associazione cremasca Rinascimenti, è questione di mancate responsabilità. “Pare che possiamo andare avanti così. Senza cambiare le cose, senza assumerci responsabilità. Io non sono d'accordo. Penso che la pandemia sarà vinta non solo quando il virus sarà distrutto, ma anche quando vi sarà un contagio del bene sul male. Vedete, anche il bene si diffonde. Più amiamo, più si diffonde vita. Più odiamo, più si diffonde morte. Più siamo egoisti, più si diffonde la malattia”.

 

Imparare dalla crisi

Bisogna scegliere. “Quella tra il bene ed il male è una scelta ineludibile, da compiere con consapevolezza. La vita umana è questo. É scandita da aut aut che danno senso al quotidiano. Stiamo vivendo un tempo difficile che ci ha fatto riscoprire fragili, ma dobbiamo vivere con speranza, non lasciando soli gli altri, non creando scarti”. Bisogna avere il coraggio di ricominciare. Da capo. “Non dobbiamo tornare come prima. Le crisi arrivano perché l'umanità non finisca”. Perché reagisca. “Da 30 anni diciamo che il nostro pianeta è malato. Veramente pensavate di scamparla? Di essere esenti? Questa è una forma di difesa che la vita sulla Terra fa di se stessa. Dobbiamo trarre insegnamento dalle crisi. Per non finire peggio”. Senza lasciare la speranza. “Bisogna vivere questo tempo mantenendo la speranza. È una lotta contro il male per il bene”.

 

'Il domani è vostro'

Sulle spalle dei giovani vive la responsabilità più grande: “siete all'inizio della vita piena, il domani è vostro”. Cambia registro padre Bianchi, parla ai ragazzi. Abbatte le distanze. “Progettate la vita, dovete riuscirla, dovete salvarla”. Poi si ferma e precisa: “prima che qualcuno mi corregga, non ho sbagliato la costruzione della frase. Lo ripeto: voi giovani dovete riuscire la vita” ovvero “fare una vita felice, fare della vita un'opera d'arte di legami. Siete chiamati a farlo in un tempo difficile: è complicato sperare quando manca il lavoro, manca una prospettiva e un orizzonte sociale, ma è necessario per non fare della vostra una vita desolata”.

 

Pillole di consapevolezza

Non si ferma alla teoria, dispensa consigli pratici per aiutare i ragazzi a “costruire la consapevolezza”. Sono tre. Il primo: “esercitatevi a pensare. Non restate immobili su un balcone a veder scorrere le vite degli altri. Vivete nel profondo, non in superficie. Fatelo ora”. Il secondo: “non abbiate paura dei legami. Sono un rischio, ma bisogna rischiare”. Il terzo passo “è nell'Amore. Non esiste nulla di più importante nella vita: è ciò di cui abbiamo bisogno per vivere. Non contano il lavoro ed il successo, conta solo l'Amore”. È “ciò che serve per far capire che vi è una lotta contro il male da condurre e la scelta del bene da compiere”. Ogni giorno. “Il male fa parte del creato, spesso è fatto dagli esseri umani. Gli stessi che possono scegliere la vita, la felicità, il bene. Siamo fatti per incontrarci, non per scontrarci, questo è il nostro bene. Costa “fatica e sacrificio”, ma ripaga con “amore, mitezza, tenerezza”. Bisogna scegliere da che parte stare. “Non vi sono alternative: è la vita”. (da cremaonline)


 

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