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E. Bianchi "Pregare con I Salmi per respirare la vita"

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LONTANO E VICINO
La Stampa - TuttoLibri del 13 ottobre 2018

Quando, quarantacinque anni fa, pubblicai la mia prima traduzione del Salterio, con una breve introduzione e una frase di commento per ogni salmo, volli dedicare “il Salterio – mia pena, mia fatica, mia gioia – ai miei fratelli e alle mie sorelle”, assicurando loro che, se il Salterio fosse stato il libro preferito assieme al Vangelo, sarebbero stati buoni monaci.
Non potevo certo immaginare che un monaco, nato l’anno dopo l’uscita di quel libro, avrebbe un giorno fatto del Salterio – fatica e gioia per ogni credente nel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, nel Padre di Gesù Cristo – anche il proprio lavoro quotidiano per diversi anni, fino a offrire un volume di quasi duemila pagine che costituisce, come afferma il cardinal Gianfranco Ravasi nella sua prefazione, “la più ricca, fresca, limpida e completa lettura dei Salmi”.
Ma ha senso proporre oggi un’opera simile, in una stagione in cui la preghiera dei Salmi appare sempre più negletta all’interno della stessa comunità dei credenti e in una società che non riesce più ad articolare in linguaggio comunitario e condiviso attese, sofferenze, gioie, speranze, una società che si rifugia in espressioni esasperate in positivo o in negativo ma sempre confinate in uno spazio o individuale o di massa, mai in una dimensione di comunità di intenti e di condivisione di aspettative? I Salmi, infatti, sono anche e forse soprattutto questo: la preghiera, il grido, la vita del singolo che nel corso dei secoli e nel mutare dei luoghi si è fatta voce di un popolo, di un’assemblea che ha saputo percepirsi come comunità: nei ghetti ebraici come nelle cattedrali gotiche, nella clausura dei monasteri come nelle chiesette di paese e nelle canoniche più isolate… Di più, se davvero tornassimo a frequentare i Salmi, scopriremmo che possono essere, qui e ora, il respiro dei nostri sensi e dei nostri sentimenti, la carne delle nostre relazioni quotidiane; fino a sperare, attraverso le loro parole poetiche eppure così carnali, una vita oltre la morte.
“Preghiera e vita” è la chiave interpretativa dei Salmi suggerita dal titolo del volume di Monti e a questo binomio, decisivo per il cammino di fede di ogni credente, sono dedicate le pagine che accompagnano la nuova traduzione dei 150 Salmi: due brani patristici che danno il tono della lettura, poi un ricco ed esaustivo commento spirituale e umano che, nella sua originalità, riesce a dar voce alla grande tradizione orante del popolo ebraico e della chiesa universale. Rabbini e padri della chiesa, esegeti e teologi, filosofi e letterati, esperti di umanità sono sapientemente convocati per fare emergere il senso nascosto che queste preghiere millenarie custodiscono come perla nel guscio dell’ostrica. Scuola di preghiera, i Salmi ci aiutano a crescere nella fede e ci rendono più consapevoli della nostra umanità fragile e mortale, eppure destinata alla vita eterna, piena.
Scuola di umanità, i Salmi ci raccontano la vita concreta con tutti i suoi sentimenti, le sue fatiche, le sue domande e le sue ricerche di senso.
Allora può aver senso anche ai nostri giorni l’aver dedicato anni di studio e di lavoro a un’opera di mole imponente ma che, grazie al suo spessore sapienziale, sa ridestare la libertà e l’amore nei quali ciascuno di noi è chiamato a vivere la propria vocazione umana. Leggere questo commento è un appassionante viaggio sulla via della vita (salmo 1), un viaggio a cui ci disponiamo con ogni nostro respiro (salmo 150).

Ludwig Monti
I SALMI: PREGHIERA E VITA
Commento al Salterio
Qiqajon, Bose 2018, pp. 1896, € 60,00



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