Riflettere sull’Incarnazione di Dio in Gesù

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L’evento dell’Incarnazione di Dio in Gesù di Nazareth, uno dei misteri fondamentali della fede cristiana, troppo spesso trascurato, poco indagato e talvolta ridotto al solo ricordo del “Natale” - festività, peraltro, ormai contaminata dagli aspetti tradizionali, commerciali e di consumo e di pietà popolare -, necessita con urgenza di essere riscoperto e fatto oggetto di una seria riflessione per scorgervi da un lato l’inequivocabile originalità della fede cristiana e dall’altro per rifondare - alla luce del Vangelo - un vissuto di piena umanità, comune ad ogni uomo credente o non credente.
Riflettere sull’Incarnazione significa riscoprire e rifondare l’immagine che noi abbiamo di Dio, perché non sia il prodotto di una proiezione di noi stessi e del nostro ego - una realtà altra, fredda ed esigente al di fuori di noi -, ma perché piuttosto sgorghi dall’ascolto attento del nostro profondo e della vita, come qualcosa di vero, intimo e vitale con cui riconciliarci e porci in armonia.
Riflettere sull’Incarnazione significa riscoprire e porre al centro l’Uomo, la sua dignità, la sua sacralità ed entrare così nel processo continuo della sua progressiva umanizzazione, a fronte di un pur più evidente percorso contrario di disumanizzazione, a cui tutti siamo esposti.

“Ho l’impressione che l’Incarnazione non sempre sia stata presa sul serio,e non solo perché, in nome di una difesa della divinità di Gesù, abbiamo quasi espunto la sua umanità, ma perché non riusciamo ad accettare in pieno lo scandalo di questo Dio che si è fatto uomo, uguale a noi, soggetto come noi alle leggi della crescita, a quelle dell’apprendimento, a quelle della fede in Dio nonostante tutte le tentazioni e le avversità della vita. È questa la carne che il Signore ha assunto, è questa la terra che ha sposato. Allora, dobbiamo imparare che dall’interno della nostra umanità non c’è niente che Dio disdegna.
Si tratta di renderci conto che questo Dio non siamo noi a definirlo, non è un nostro manufatto, non è un idolo. È davvero colui che chiamiamo Abbà, papà. Ma nello stesso tempo è un Dio che non si è vergognato dell’umanità e con essa ha voluto dialogare fino a venire in mezzo a noi tramite Gesù Cristo.”


Enzo Bianchi - dal libro Quale fede? 2002

"INCARNAZIONE E UMANITA'" JOSÈ MARIA CASTILLO


"INCARNAZIONE E CUSTODIA DEL CREATO" Don Albino Bizzotto e Maurizio Pallante


"INCARNAZIONE E MISERICORDIA" Ricardo Pérez Marquez


"L'INCARNAZIONE E IL SACRO" JOSÈ MARIA CASTILLO


"INCARNAZIONE E CENA" ANDREA GRILLO


"INCARNAZIONE E CONDIZIONE DIVINA" Ricardo Pérez Marquez

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