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Seconda domenica di Quaresima (Paola Radif)

Continua la rubrica Catechisti in cammino con i ragazzi verso la Pasqua”che, facendo riferimento al vangelo della domenica precedente, offrirà alcuni spunti per la riflessione personale e per l’ora di catechismo.

2° domenica di Quaresima 
ciclo liturgico B
Vangelo: Mc 9, 1-9


Nel vangelo di Marco è la seconda volta che Dio Padre s’impegna davanti al mondo nel riconoscere Gesù come figlio amatissimo. Dapprima, al momento del battesimo di Cristo per le mani del Battista, con le parole: “Tu sei il figlio mio prediletto”, fa una dichiarazione solenne, rivolta al Figlio. Poi, per la seconda volta, nel vangelo della Trasfigurazione che oggi viene proposto, il Padre s’indirizza ai presenti, pochi per la verità, solo tre apostoli, ma da loro il messaggio si estende all’infinitamente lontano nello spazio e nel tempo, fino a noi, e oltre. “Ascoltatelo!”: questa è la sintesi. 

Ma prima di questo, si apre uno scenario mai visto prima: Gesù si manifesta a Pietro, Giacomo e Giovanni in un anticipo di paradiso. Ai lati di Gesù, appaiono due personaggi dell’Antico Testamento, Elia e Mosè, segno di continuità nel dipanarsi della storia di Dio che s’intreccia con quella degli uomini. 
“Restiamo qui…si sta così bene” è la proposta di Pietro ed è a volte la tentazione dell’uomo d’oggi: quella di fermarsi senza tendere a qualcosa di più alto, anche se lontano. Non era il momento di fermarsi, allora, perché la Croce aspettava Gesù a Gerusalemme. Per questo era venuto, per sostituirsi agli uomini e riscattarli dal loro peccato, a qualunque costo.

A tu per tu con i ragazzi

Leggiamo il brano della Trasfigurazione. 
Quali sensazioni avranno avuto i tre apostoli nel fare questa esperienza? Vediamole insieme. 
 1. “Li portò in un luogo appartato, loro soli.” Di certo avranno pensato di essere i prediletti, privilegiati, scelti dal Maestro. Saranno stati orgogliosi. 
2. “Le sue vesti divennero splendenti.” Ora forse si spaventano, o forse rimangono abbagliati, non avendo mai visto nulla di simile. 
3. Appaiono Mosè ed Elia. Questo è davvero incredibile! Persone vissute più di mille anni prima! Come se apparisse Dante a parlarci. 
4. Poi “una voce uscì dalla nube”: Dio che parla a loro! E dà una precisa indicazione: ascoltare suo figlio Gesù. Basta mettere in pratica questa esortazione e la nostra vita diventa una perfetta realizzazione dei comandamenti. 

Dunque, prima di scendere dal Monte Tabor, sono tante le sensazioni che si saranno avvicendate nell’intimo dei tre discepoli. Ma su tutto, si stende ora un velo di mistero riguardo a ciò che succederà. Gesù non vuole che si parli di lui finché non giunga la sua ora: solo allora si potranno dire tante cose, se ne capiranno altre non comprese fino a quel momento e, quello che più conta, soprattutto per gli increduli parleranno i fatti.  
Paola Radif


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