Commenti Vangelo 14 marzo 2021 IV Domenica di Quaresima

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  31. Rito ambrosiano: Marco Bove
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  33. Rito ambrosiano: Qumran2


QUARTA  DOMENICA  DI  QUARESIMA

Vangelo: Gv 3, 14-21

Un confronto su temi importanti, una proposta che apre orizzonti nuovi e alti, tutto questo troviamo nel vangelo di oggi. Due sono i personaggi: davanti a Gesù c'è un membro autorevole del Sinedrio che, proprio per la sua posizione, non può esporsi troppo e si reca perciò nascostamente da lui. Ci sono già malumori, critiche, una certa insofferenza a Gerusalemme nei confronti del profeta venuto dalla Galilea che si proclama addirittura Figlio di Dio. Per questo Nicodemo va di notte ad incontrarlo, al riparo da occhi indiscreti, per chiarire con Lui i punti della sua rivoluzionaria buona novella. E' un colloquio a porte chiuse. Sono avvolti dall'oscurità, eppure illuminati da una prospettiva piena di speranza.

Il destino del Cristo è quello che si sta gradatamente profilando a un orizzonte già molto vicino: il Figlio di Dio viene ad offrire se stesso al mondo che attraverso di Lui potrà salvarsi dall'abisso del peccato. Il destino dell'uomo nel progetto di Dio redentore non è di essere sottoposto a giudizio ma di abbracciare quella proposta di vita eterna che scaturisce dal sacrificio di Gesù. Farsi nuovi per cogliere una precisa offerta di salvezza. Ma ci vuole una nuova nascita: e Gesù lo dice proprio allo stesso Nicodemo, in un passaggio precedente al vangelo di oggi. Bisogna nascere di nuovo, non dal grembo di una madre terrena, ma dall'alto. Nicodemo, esperto di letture bibliche, conoscitore di minuziose norme che il buon ebreo deve rispettare, non comprende bene a cosa Gesù alluda. Intanto il discorso si fa sempre più difficile. E' strano, le parole sono chiarissime ma pur con buona volontà la mente non riesce subito a coglierne il senso. Ripensiamo, per esempio, ai tre discepoli, solo due settimane fa, di ritorno dal Tabor, che si chiedevano che cosa significasse risorgere dai morti. Eppure avevano appena vissuto un'esperienza trascendente, ma è proprio vero che le cose grandi sono tanto fuori dalla nostra portata che stentiamo a comprenderle. Poi Gesù richiama l'episodio di Mosè che per liberare gli israeliti dall'invasione di serpenti velenosi nel deserto aveva alzato un'asta con l'immagine di un serpente di rame e li aveva salvati. Così, dice il Signore, accadrà anche per il suo popolo, che si salverà grazie alle sue braccia tese verso il cielo nell'estremo sacrificio. Morte e resurrezione suggellano il percorso di un Dio che per non perdere l'uomo, sua creatura tanto amata, ha voluto farsi Figlio dell'uomo, con tutto quello che ciò ha comportato, anche il rifiuto.

Ritroveremo Nicodemo, sempre nel vangelo di Giovanni, divenuto evidentemente discepolo, con Giuseppe d'Arimatea al momento della sepoltura di Gesù. E troviamo anche il suo volto dolente, probabile autoritratto dello stesso Michelangelo, in una delle ultime Pietà da lui realizzate, dove al vertice di una composizione piramidale, egli tiene tra le braccia Gesù esanime, che sembra ormai sfuggirgli. Ma non gli sfuggirà, ora che l'ha trovato.

Un flash da conservare

E' bello avere dei punti di riferimento sicuri, come il nord della bussola per chi naviga in mare aperto. Sono i genitori, i maestri, gli educatori dei nostri anni di scuola, e poi gli amici, i colleghi. Si fanno tanti incontri in ambienti diversi, ma a volte non è facile distinguere chi ci vuole davvero bene, ed è quindi sincero, da chi invece parla forse per interesse personale. In linea di massima chi ha a cuore che noi diventiamo migliori è un vero amico a cui si può chiedere consiglio, comprensione e aiuto. Ma nelle scelte decisive chi più di ogni altro può indicarci la giusta direzione è Gesù, come è accaduto a Nicodemo, che non ha chiesto consiglio ai farisei, né al governatore romano di Gerusalemme, né ai frequentatori del tempio ma si è rivolto ad un uomo, sconosciuto ai più, venuto da Nazareth. Ha capito che puntando la bussola della sua vita in quella direzione non avrebbe corso il rischio di perdersi.

                                                                                                       Paola  Radif

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