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VII Domenica del Tempo Ordinario (A) – commenti (Undicesima Ora)

 

colore liturgico: verde


PERCORSO ESEGETICO*

Poiché la legge di Mosè non poteva purificare
le coscienze dal peccato e si limitava a frenarne le conseguenze,
Gesù è venuto a portare a compimento la rivelazione antica
donandoci un cuore nuovo, capace di vincere il male.*


DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-21
Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito”. (vv. 5-6)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 15, 1-35
Perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di portare? Noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati e nello stesso modo anche loro. (vv. 10-11)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 3, 1-4, 25
In virtù delle opere della legge nessun uomo sarà giustificato davanti a lui, perché per mezzo della legge si ha solo la conoscenza del peccato. (v. 3, 20)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 7, 1-8, 39
Ora siamo stati liberati dalla legge, essendo morti a ciò che ci teneva    prigionieri, per servire nel regime nuovo dello Spirito e non nel regime vecchio della lettera. (v. 7, 6)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 1-4, 31
Prima però che venisse la fede, noi eravamo rinchiusi sotto la custodia della legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la legge è per noi come un pedagogo che ci ha condotto a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. (vv. 3, 23-24)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 2, 7-29
Ho scritto a voi, figlioli, perché avete conosciuto il Padre. Ho scritto a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti, e la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il maligno. (v. 14)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 24, 1-10
Darò loro un cuore capace di conoscermi, perché io sono il Signore; essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio, se torneranno a me con tutto il cuore. (v. 7)
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 36, 10-36
Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. (v. 26)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 31, 31-40
Ecco verranno giorni – dice il Signore – nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. (v. 31)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 30, 1-20
Il Signore tuo Dio circonciderà il tuo cuore e il cuore della tua discendenza, perché tu ami il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima e viva. (v. 6)


COMMENTO PATRISTICO*

S. PIETRO CRISOLOGO


Dal Sermone 178, 1-4

 
Come mai si dice: Amate i vostri nemici? Non odiare quelli che ti odiano, non perseguitare quelli che ti perseguitano è una virtù ammirevole, e l’animo oppresso dal peso della carne non riesce ad amare i nemici, a pregare per i persecutori. Fratelli, non suscitiamo disperazione parlando così, ma mostriamo la grandezza del precetto celeste partendo dalla impossibilità terrena, come cioè adempierlo non sia un’opera umana, ma un dono divino, con l’autorità di Cristo stesso, quando dice: Ciò che è impossibile per gli uomini, è possibile per Dio (Lc 18, 27). Col suo comando Dio cerca il tuo volere, egli stesso, che dà il comando, concede il potere di adempierlo.
Ma spieghiamo ora che cosa si celi nel presente precetto. Se una pietra sfregata contro una pietra, pur essendo fredda, fa scaturire scintille, i fuochi delle inimicizie, messi insieme, quale discordia possono suscitare! Non è vero che regni, nazioni, popoli, mentre restituiscono le inimicizie ai loro nemici, divisero tutto il mondo e versarono sangue con le guerre? Il mondo era in fiamme mentre infuriava la discordia, e quando il mondo fu distrutto gli incendi della discordia ancora bruciavano. Come l’acqua spegne il fuoco, così l’amore spegne gli incendi delle inimicizie. L’amore, infatti, è un’onda di pace, una rugiada di grazia, una pioggia di carità, un seme di concordia, un virgulto d’affetto, un frutto abbondantissimo d’amore; e, insomma, l’amore è Dio, come dimostra Giovanni, quando dice: Poiché Dio è amore (1Gv 4, 8). Fratelli, Dio non volle con tale comando che i suoi servi fossero soggetti alle inimicizie, ma lo diede per sottrarli ad esse; e volle che dall’amore fosse placato il furore, che fosse soffocato dalla carità, volle scambiare le inimicizie con l’amore. Fratelli, imita Dio chiunque uccide l’ira con l’amore, fa un amico di un nemico, di un avversario un fratello, di un incredulo un santo, di un sacrilego un religioso, di un pagano un cristiano. Ma ciò che diciamo risulta più chiaro da ciò che segue.
Fate del bene a quelli che vi odiano e pregate per quelli che vi perseguitano e vi calunniano, perché siate figli del Padre vostro che sta nei cieli. II Figlio di Dio, che è buono con i cattivi, dà il suo amore a quelli che non lo amano. Cristo, Figlio di Dio, sapeva di essere odiato dal mondo, poiché diceva: Il mondo vi odia, ma prima ha odiato me (Gv 15, 18). Tuttavia, anche se sapeva di essere odiato dal mondo, ascoltiamo quanto bene abbia fatto. Il mondo, per servire gli idoli, dichiarò inimicizia al Creatore, e per non obbedire al solo vero Dio, preferì soggiacere a innumerevoli esseri mostruosi; e in odio al Creatore preferisce amare le spregevoli creature a sé sottomesse, facendo opere non di discernimento, ma di furore. ... Né tuttavia da tale empietà fu vinta la pietà del Creatore che non può essere vinto, perché nell’artefice l’amore per l’opera superava l’ingiuria sacrilega e la predilezione per la creatura fingeva di non vedere le azioni umane, sapendo che recava maggiore gloria perdonare che punire. 

* Dal Sussidio biblico-patristico per la liturgia domenicale, a cura di don Santino Corsi, ed. Guaraldi

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