Enzo Bianchi "Lì dove il Signore si manifesta"
Dio è presente in spirito e verità ovunque, ma in alcuni luoghi o occasioni, come l’adorazione eucaristica, la sua presenza si fa più sensibile.
Purtroppo, nonostante se ne parli tanto e con frequenza, nella vita del cristiano di oggi è poco presente l’adorazione. Anche quelli che pregano intensamente rivolgendosi al Signore con la liturgia, con il Rosario, con diverse iniziative di preghiera, in verità lasciano poco spazio all’adorazione, la comprendono poco e quindi non la praticano. Eppure l’adorazione è nella preghiera cristiana l’azione elementare, semplice: mettersi in silenzio davanti a Dio e riconoscerlo vivente, sentire che Dio è un “tu” davanti al quale si sta con umiltà pronti all’ascolto. Tante volte nella Bibbia ci viene testimoniato che il credente adora, riconosce la divina presenza. Confesso che fin da piccolo fui iniziato a percepire la divina presenza in chiesa, nel tabernacolo, più tardi anche in altri luoghi come la natura nella sua gloria: sempre però ero assalito da un fremito non di paura, non di timore, ma dalla percezione che Dio era presente e che richiedeva il riconoscimento della sua divina presenza. Ancora adesso non riesco ad andare in chiesa o ad attraversarla senza fare un profondo inchino: sì, è la divina presenza che voglio riconoscere! Non ci sono nell’adorazione parole, non ci sono grandi gesti ma un inchino, un sussurrare nel cuore: “Sì, tu sei il mio Dio e io sto davanti a te, alla tua presenza”.
Sempre si può adorare il signore, in ogni momento e in ogni luogo e dall’adorazione possono sgorgare ascolto innanzitutto, fiducia in Dio, intimità con lui. Principio di sapienza è il discernimento della presenza di Dio!
