Enzo Bianchi "La carità rende vere fede e speranza"


L’ultima delle virtù teologali fa sì che le altre due siano autenticamente cristiane e non degenerino in facili fanatismi o rovinose illusioni.

Famiglia Cristiana - 3 Maggio 2026 

Abbiamo cercato di comprendere le virtù o meglio le “forze” cristiane per eccellenza, quelle forze o energie innestate nel cristiano con il battesimo e perciò chiamate “teologali”, doni di Dio. 


La fede infatti uno non se la dà, ma la accoglie, e così la speranza genuina nel cuore del credente perché lo Spirito santo la fa nascere e la sostiene. Ma va ricordato che la fede e la speranza sono impensabili senza la carità: la terza virtù dono di Dio, quella dell’amore, viene come ultima perché dà possibilità alle due che la precedono di essere secondo il cuore di Dio, di essere il sentimento di Cristo. Pierpaolo Pasolini, un cristiano senza chiesa che leggeva in profondità il cristianesimo scrisse che “la fede e la speranza senza la carità sono mostruose”. Basti pensare come nel secolo scorso i totalitarismi come il nazismo si nutrivano di fede e speranza senza la carità! Perché la fede può dare origine a fanatismo, la speranza a illusioni che si rivelano falsità. Solo la carità permette alle altre due virtù di essere cristiane. D’altronde è ciò che annuncia anche Paolo nell’inno alla carità, nella Prima lettera ai Corinti: “Se anche avessi una fede da trasportare le montagne se non ho la carità non sono nulla” (1Cor 13,2). 


Ecco perché noi vediamo alcuni che non hanno la fede ma vivono la carità verso i fratelli e le sorelle in umanità. Nel disegno di Dio sarà questo amore che Dio vedrà come causa della loro salvezza, hanno infatti riconosciuto il primato dell’amore.


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