Bisogna diventare consapevoli di una nuova presenza
26 Ottobre 2026
Condividiamo alcuni intensi pensieri di Antonino Minieri, counselor professionista e già parroco a Sorrento, espressi in occasione dei funerali del suo amato papà Cataldo: spunti interessanti nella settimana che ci porta alla festa di Tutti i Santi e alla Commemorazione dei fedeli defunti.
Desidero prendere in dono ancora un po’ del vostro prezioso tempo non tanto per parlarvi di Cataldo, di papà, ma per provare ad essere il suo portavoce, a tradurre in parole quello che lui vuole dirci, adesso, senza parole, attraverso una presenza invisibile ma reale.
Cataldo ci dice sostanzialmente tre cose: “Io sono sempre con voi”, “Sto bene” e “Vi voglio bene”.
“Io sono sempre con voi”.
Anche se oggi onoriamo il suo corpo, attraverso il quale, durante la sua vita, ha potuto concretizzare l’amore che aveva dentro, sappiamo però che, da oggi in poi, il suo corpo non è più la sede della sua reale presenza.
Sicuramente andremo al cimitero, ci fermeremo qualche istante in silenzio, davanti alla sua tomba, ma solo per comprendere che, per poterne percepire la presenza, bisogna guardare in direzione opposta di quella della tomba, mettendosela alle spalle. Nel vangelo di Giovanni si racconta, dopo la resurrezione, l’incontro tra Maria e Gesù (20, 11-18). Egli inizia a dialogare con lei, la quale, però, lo vede, lo incontra in pienezza solo quando si volta, si gira, si converte, mettendosi la tomba vuota alle spalle. Finché è rivolta verso la tomba non può vedere Gesù, mentre quando si gira si riconoscono vicendevolmente, chiamandosi per nome.
Quanto più saremo capaci di muoverci “in direzione ostinata e contraria” rispetto alla tomba, quanto più sapremo costruire le nostre vite in nuovi slanci, progetti, percorsi da disegnare e realizzare giorno per giorno, con costante impegno, tanto più potremo incontrare Cataldo e tutti i nostri cari che sono nati per la seconda volta
Mettersi alle spalle il loro passato non significa dimenticarli o addirittura tradirli, ma, al contrario, trovare un modo per percepire la loro nuova presenza, per sentirli accanto e utilizzare ancora la loro energia d’amore per tutti gli orizzonti che ci stanno a cuore.
“Sto bene”.
La morte è l’unica certezza della vita – lo sottolinea anche un detto popolare -, ma è l’esperienza che porta con sé più domande, alle quali non si riesce a dare risposte esaustive, ma si può solo balbettare qualcosa.
Una di queste è: “Dov’è ora Cataldo, dopo la sua morte?”, e la risposta abbiamo cercato di balbettarla: “Io sono sempre con voi”. E poi ancora: “Come sta adesso Cataldo?”.
La risposta è semplice: “Sto bene”. Cataldo sta bene perché la morte lo ha introdotto in una vita nuova, infinita, come dice un antico adagio dei primi secoli: “Non si muore, ma si nasce due volte, e la seconda è per sempre”.
Ciò che di bello ha vissuto su questa terra, ora lo rivive alla massima potenza, senza nessuna di quelle inevitabili resistenze all’amore che caratterizzano la vita di ogni essere umano, seppur con intensità molto variabili. Lui sta bene e non desidera altro che ognuno di noi stia bene, viva nel maggior benessere possibile.
È naturale ricordare Cataldo e tutti i nostri cari con tristezza, con le lacrime, con il dolore dovuto ad un senso di vuoto. Ma si può fare di più, si può andare oltre e imparare a gioire con lui, perché adesso è nella gioia senza fine.
Quando ci sentiremo felici, soddisfatti per quello che stiamo facendo, alleniamoci a pensare: “Non sto togliendo nulla al ricordo di Cataldo, non sto svalutando la sua mancanza, ma sto entrando sempre di più in sintonia con lui, perché sta bene e non vuole altro che io stia bene e cresca sempre di più nel benessere”.
“Vi voglio bene”
La terza domanda fondamentale che la morte porta con sé è questa: “Ma Cataldo continua a volerci bene? O è finito tutto?”.
Sì, il flusso del bene continua, e da questo momento sarà ancora più scorrevole, ancora più intenso. Cataldo si è agganciato per sempre alla Fonte dell’Amore, e da lì l’amore scorre sempre in sovrabbondanza.
Lui ci aiuterà, con la sua preghiera, a diventare sempre più consapevoli di questa energia che sempre circola nel nostro intimo, nel nostro centro, e che possiamo utilizzare come sinergia in tutte le nostre scelte, i progetti che prendiamo a cuore e che ci spronano a trafficare con i nostri talenti.
Inoltre, Cataldo è diventato trasparenza di un amore che è capace di tutto comprendere e tutto perdonare. Ci assicura che non resteranno, in relazione alla sua vita terrena, carichi sospesi: se ci sono state incomprensioni, sono state risolte, se ci sono state mancanze, sono state colmate, se c’era da fare ancora qualche passo insieme, adesso il traguardo comune è stato raggiungo.
Se per qualche motivo, rispetto ai nostri cari defunti, non ci fossimo perdonati per qualcosa, adesso è il momento di farlo: tutto è stato sanato, perché loro ci comprendono molto di più di quanto ci comprendiamo noi stessi.
Ripetiamoci ogni tanto, magari ogni giorno, queste tre consapevolezze:
Io sono con voi sempre!
Sto bene!
Vi voglio bene!
Ci aiuterà ad allenarci, assieme a tante altre buone pratiche, per metterci alle spalle le tombe, guardare con slancio di passione al domani e, in questo salto gioioso, sentire che Cataldo e tutti i nostri cari sono vivi, custodi di quello slancio, tifosi del nostro essere artefici della nostra vita.
