Un anno senza Papa Francesco: l’eredità viva di un pastore universale.


21 aprile 2025: saliva in cielo Papa Francesco, un Papa fondamentale per la mia vita ma, indubbiamente, un Papa che ci ha permesso, a tutta la Chiesa e a tutta l’umanità, di vivere qualcosa di nuovo. 

Prima di tutto parlo di me stesso: sono stato voluto da lui, sono diventato vescovo nel 2015; lui era diventato Papa da poco tempo. 
Ho avuto quindi l’occasione di incontrarlo per ringraziarlo per questo dono che mi ha fatto. Ho avuto con lui numerosi dialoghi, sia quando ero a Genova, legati al mio essere diventato vescovo ausiliare, sia quando sono stato poi trasferito a Rimini, occasione per ringraziarlo ma anche per chiedergli la possibilità di venire nella nostra diocesi di Rimini, in occasione dei cento anni della nascita di Don Oreste Benzi

Indubbiamente, al di là dei fatti personali, Papa Francesco ha avuto un impatto enorme sulla Chiesa e sull’umanità, perché ha aperto scenari che forse non erano stati ancora adeguatamente percorsi. 

Prima di tutto questo tema della fraternità universale, che nella 'Fratelli Tutti' ha trovato alcune pagine veramente che hanno illuminato il mio cuore; così come pure anche nella 'Laudato sì' Papa Francesco ha richiamato il mondo a questa attenzione al creato, che era un tema di dottrina sociale della Chiesa molto presente in tante situazioni, ma che mai come con lui era stato così percorso. 

Soprattutto la prima lettera che lui ha pubblicato, l’'Evangelii Gaudium', è stata più volte richiamata e, come lui stesso ci ha ricordato, era veramente il cuore di quello che lui voleva dire al mondo e alla Chiesa. Ha evidenziato, con una grande potenza, la necessità di una svolta missionaria della Chiesa

In effetti, in questo periodo la Chiesa, specialmente la Chiesa occidentale, viveva un tempo anche di ripiegamento un po’ su se stessa, perché forse i numeri diminuivano, perché bisognava tenere in piedi le parrocchie e le comunità. Ebbene, lui ha avuto il coraggio di dire che non è questo il compito della Chiesa: le comunità esistono per essere missionarie, i cristiani esistono per annunciare la buona notizia di Gesù, che è venuto nel mondo perché ogni uomo e ogni donna possa conoscere l’amore del Padre. 

Un’ultima riflessione che mi ha veramente colpito è stata, a fronte di queste sue tematiche sociali ed evangelizzatrici così puntuali, così precise, così forti: uno dei testi che più mi sono piaciuti è stata la 'Gaudete et Exsultate', in cui ha parlato della preghiera, del discernimento e dell’ascolto dello Spirito Santo come fonte di ogni cosa. 

Ho avuto la possibilità di vivere con il Papa anche tre settimane del Sinodo dei giovani, di conoscerlo, di fare colazione con lui, di parlare con lui durante le pause, di ascoltare i suoi interventi, di osservare la sua modalità, sempre così diretta, precisa e anche così coraggiosa. 

Ricordo anche la sua visita a Genova e gli incontri che abbiamo avuto, anche con tutti i vescovi liguri, in sacrestia e nei vari momenti, ma anche con i giovani alla Madonna della Guardia, con gli operai, con il mondo del lavoro e poi anche la celebrazione in piazzale Kennedy. 

Ringrazio proprio il Signore di aver incontrato Papa Francesco per tutto il bene che ha fatto a me e al mondo intero. Grazie di avercelo donato. 

È bello anche che Papa Leone riconosca la grandezza del Santo Padre Francesco e continuamente riutilizzi le sue riflessioni e il suo stile pastorale. 

Mons. Nicolo' Anselmi - Genovese vescovo di Rimini 


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