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Alessandro D'Avenia 'IAA, l'intelligenza artigianale affettiva'

Primo piano di Alessandro D'Avenia per la sua rubrica 'Ultimo Banco' su Corriere della Sera.
21 settembre 2026

Non c’è ricreazione senza cibo. Da bambino scartavo con trepidazione il panino che trovavo in cartella: salame, formaggio, cioccolata? Invidiavo le più seducenti merendine dei compagni che poi, però, affamati, elemosinavano un pezzo della mia merenda in cambio di un morso del loro magro spuntino. E così non solo mi saziavo, ma avevo un dolce sempre diverso. La ricreazione era una festa! Me lo ha ricordato una classe di quindicenni che festeggiano a ricreazione tutti i compleanni con dolci fatti in casa da loro.  

Un gesto rivoluzionario. Primo, perché in un’epoca di ego voraci, per i quali l’altro è o un ostacolo o un mezzo, all’altro loro dedicano tempo e attenzione celebrandone l’origine e quindi l’originalità, prescindendo da meriti e convenienze; secondo, perché cucinare, nell’attuale datificazione della vita e smaterializzazione del corpo, è Intelligenza Artigianale Affettiva, che la macchina non può imitare, perché non conosce la gratuità e le mani. Lievito batte silicio in gioia di vivere, perché l’appartenere è per l’anima ciò che l’abbraccio è per il corpo. Per conoscere la salute di una comunità (famiglia, gruppo, città, nazione...) osservate che cosa celebra e come: la festa è la «fede» (sistema di valori) su cui si fondano quei legami. Quella di compleanno a ricreazione professa questo credo: è bello che tu ci sia, ci unisce! Forse il ragazzo che ha accoltellato in diretta social la sua professoressa, sarebbe uscito dalla sua prigione online se avesse provato una ri-creazione così.

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