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Violenze e abusi ecclesiali: una lettura necessaria

Grafica per il blog AlzogliOcchiversoilCielo che rilancia l'articolo di Sergio Di Benedetto apparso su Vino Nuovo. L'immagine mostra la copertina del libro "Violenze e abusi nella Chiesa" di Maria Elisabetta Gandolfi (Paoline) con una farfalla viola, accompagnata dalla citazione "Per una Chiesa più trasparente e fedele al Vangelo".

Un recente libro, breve ma documentato, analizza il fenomeno tragico dell’abuso nei suoi molteplici aspetti, fino a toccare il nodo dell’immagine di Dio e della necessaria prevenzione. 

Sergio Di Benedetto 
10 Agosto 2026

L’Italia è «fanalino di coda» per quanto riguarda i casi abuso in ambito ecclesiale, poiché, a differenza di altri contesti europei, ancora non è stata avviata una ‘operazione verità’ sul tema, che faccia emergere numeri, portata del fenomeno, errori, complicità, superficialità, inadempienze. Per questo, ogni strumento che aiuta a fare luce, è benvenuto, come accade con il recentissimo agevole libro di Maria Elisabetta Gandolfi Violenze e abusi nella Chiesa. Nessuno può passare oltre (Milano, Paoline, 2026, 80 pagine, € 8). 

Proprio nell’ultimo capitolo del libro, l’autrice parla dell’anomalia italiana, evidenziando come alcuni passi avanti siano stati compiuti, ma come molto ancora c’è da fare per portare luce su un dramma che non può più ammettere alcuna omertà, anche perchè, in questo, è in gioco anche un necessario rinnovamento della comunità cristiana: «Prendere sul serio, con impegno sollecito e fattivo, il tema degli abusi e delle violenze all’`interno della Chiesa, oltre che un doveroso atto di giustizia nei confronti delle vittime e un necessario intervento di prevenzione, potrebbe contribuire a un autentico rinnovamento della comunità cristiana e della sua organizzazione. Inizialmente si potrebbe pensare che gli scandali si moltiplichino. In realtà erano semplicemente nascosti. Col tempo ci si accorgerà che un corretto disvelamento può rigenerare nel profondo la fede e la testimonianza evangelica». 

Nel libro Maria Elisabetta Gandolfi tratta, in modo scorrevole ma documentato e preciso, l’intera tragica questione degli abusi: cause, fenomeni, procedure, prassi, cura delle vittime, azioni verso i colpevoli. Con l’indispensabile nodo «sistemico», ossia ciò che riguarda la struttura stessa della chiesa e dei ruoli in essa, che tocca, quindi, il tema del potere, così come quello della sessualità e della «malintesa sacralizzazione della figura del sacerdote». Dunque, una vera opera di prevenzione, insieme a quella di denuncia, cura, accompagnamento, penitenza, non può non interessare anche il cuore della forma ecclesiale e delle figure che operano in essa, tenendo presente che le forme di abuso non sono solo quelle, più eclatanti, che accadono in ambito sessuale, ma pure in altri ‘sacri’ campi, come la coscienza: di fatto, ogni azione di abuso è sempre un abuso di potere di chi lo detiene verso chi è in una posizione subordinata per vari motivi (psichici, anagrafici, strutturali, etc). 

Da rilevare un capitolo centrale, che coglie un aspetto spesso poco considerato, ossia quello teologico, poiché esistono delle conseguenze fortissime sulla fede dei singoli (vittime o no) che l’abuso genera, e questo non può non essere preso ugualmente in considerazione dalla Chiesa: immagini di Dio, nuclei di fede, esperienze di vita ecclesiale che incidono nel profondo e, ugualmente nel profondo domandano intervento, con pazienza, senza forzare i tempi (ad esempio Gandolfi, riprendendo Julia Feder, sottolinea come è ugualmente abusante una sollecita richiesta di perdono che le vittime dovrebbero concedere agli aggressori, senza far maturare i tempi necessari e umani perché la misericordia sia vera e benefica): «di conseguenza la guarigione è una pratica mistica, perché “coinvolge la restaurazione di una corretta relazione con Dio”; e politica, “perché coinvolge la trasformazione dei contesti sociali e istituzionali che rendono possibile la violenza sessuale”». 

Un libro di argomento doloroso, dunque, ma necessario, perché le ferite di ogni azione di abuso sono radicali, tanto più quando esse sono state negate e rimosse per troppo, troppo tempo. Ed è ora che anche in Italia si faccia luce, senza ‘caccia alle streghe’, senza paure, senza connivenze.
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