Enzo Bianchi 'Non dimenticare chi resta a casa'
Famiglia Cristiana - 2 agosto 2026
di Enzo Bianchi
Il riposo è un dono per molti, ma c’è chi non può partire. Un messaggio, una visita o un gesto di vicinanza possono rendere l’estate meno sola.
Per alcuni questi sono i giorni della vacanza gioiosamente attesa tutto l’anno: attirati dal mare o dalla montagna cercano un luogo di meritato riposo, un luogo di lontananza dal quotidiano, sovente molto faticoso. Ma per altri, anziani, malati, persone sole o povere, continuano i giorni nel caldo afoso delle città e nella solitudine perché impediti di andare in vacanza. Questa situazione non dovrebbe far sorgere pensieri di gelosia o dinamiche di paragone ma essere un’occasione per rallegrarsi che la vita richieda tempi, luoghi, momenti diversi per tutti. L’importante è non lasciare nell’isolamento chi resta a casa, comunicare con lui per dirgli il nostro affetto che non gli deve mai mancare, dargli segni e messaggi che lo portiamo nel cuore anche se distanti geograficamente. E chi sta a casa, se può, non si isoli, non si chiuda in attesa del ritorno dei familiari, ma cerchi di incontrare, accogliere con cortesia ed essere accolto dagli altri rimasti a casa. In questo caso si conosce un alleviamento dei mali di cui si soffre e la compagnia, l’amicizia, la vicinanza vissuta rendono più facile e a volte più gioiosa la vita.
Conosco alcuni paesini che si svuotano di famiglie e giovani in questo mese e rimangono a casa solo vecchi e malati: questi si organizzano per mangiare insieme a gruppi qui e là e stare insieme a dialogare. Si sentono meno soli e pensano che anche questi giorni possano essere vissuti in pienezza di vita.
Dunque vacanze assolutamente sì, ma non si dimentichi chi resta a casa.
