Benigni 'Francesco dimostra che un altro mondo è possibile'
Quella del santo di Assisi, morto ottocento anni fa, è una rivoluzione che riscatta una società violenta contro gli umani, gli animali, la natura. L’anticipazione del monologo del premio Oscar in uscita in libreria e stasera su Rai Uno.
4 ottobre 2026
Tanti si unirono a san Francesco perché esercitava un fascino irresistibile, e questo lo sappiamo. Ma
soprattutto perché il mondo dell’epoca di Francesco è un mondo pieno di violenza: sugli uomini,
sugli animali, sulla natura. Un mondo dominato dall’avidità, dalla sete di potere.
E Francesco dimostra a tutti che un altro mondo è possibile. Francesco propone un mondo alla
rovescia: chi vince perde. Una vera e propria rivoluzione.
Francesco non è «il poverello di Assisi». Francesco ha uno sguardo di fuoco sul mondo.
Francesco che svetta su tutti, Francesco che non ha paura. Anzi, sì. Una paura ce l’ha, una sola,
grande paura: quella di diventare disumano. Cioè nudo di umanità, indifferente al destino degli altri,
degli ultimi. Per questo ordina ai suoi frati di riversare tutto l’amore, la carità, la compassione su
ogni uomo, su ogni donna, su ogni animale, su ogni filo d’erba che incontreranno nel loro cammino.
E tutti lo seguono! Lui parlava con loro e loro lo seguivano. Questo è il più grande miracolo di
Francesco: che lo seguissero! Lui, che si definiva «Unus novellus pazzus», un novello pazzo, un
pazzo!
E chi erano queste persone? Alcune ve le devo dire, sennò uno pensa che sia tutto inventato, una
storia così… ma è tutto vero, ci sono i documenti di ognuno di loro, le prove, le carte d’identità,
proprio!
Tutte persone vere, che seguirono Francesco. Sentite chi erano: no, anche perché uno pensa che i
francescani fossero tutta gente semplice, rustici, ingenui... e invece sentite: venivano quasi tutti da
famiglie benestanti della città, erano quasi tutti nobili.
Era nobile Chiara, santa Chiara. Aveva appena diciott’anni quando, incantata dalle parole di
Francesco, decise di lasciare di nascosto la casa paterna; la notte della Domenica delle Palme
raggiunse Francesco, si fece tagliare i capelli e rinunciò alla sua vita di ricchezze e privilegi.
Era nobile Bernardo di Quintavalle, dottore in diritto, che vendette tutti i suoi beni devolvendo il
ricavato ai poveri per seguire Francesco; era nobile Rufino di Scipione, era addirittura cavaliere
Masseo! E poi venivano dal popolo ricco Pietro Cattani, anche lui stimato giurista, Sabbatino,
Ginepro e tanti altri.
Tutte queste persone, donne e uomini, decisero di cambiare vita per seguire un uomo che metteva in
discussione tutto: la ricchezza, la vanità, il prestigio, il potere, il successo. Un uomo che annunciava
loro una felicità fatta di fame, di freddo, di insulti, di rifiuti, di dolore!
E dovevano chiamarsi «minori», piccoli, ultimi fra gli ultimi. Non potevano toccare denaro, e non
sapevano come procurarsi un sostentamento, perché non era loro consentito possedere niente. «E in
tutte queste privazioni, – diceva loro Francesco, – dovete mostrarvi lieti, sereni, mai tristi o mesti,
dovete irradiare letizia. Tutto attraverso voi deve divenire un contagio di gioia, di allegria: dovete
essere dei giullari, i giullari di Dio».
Capitava spesso che la gente li guardasse con incredulità. Che razza di uomini erano mai quelli?
Non chiedevano niente, ringraziavano tutti, sorridevano e cantavano anche davanti a un rifiuto. Non
si capiva se fossero matti o santi, ma tanti si fermavano ad ascoltarli.
E infatti Francesco era un gran predicatore: quando predicava, non esagero, faceva spettacolo! Lo
raccontano tutti quelli che l’hanno visto e conosciuto. Recitava! Quando raccontava una parabola, la
metteva in scena dall’inizio alla fine, interpretava tutti i personaggi, era straordinario! E usava un
linguaggio semplice, spontaneo, completamente diverso da quello degli uomini di Chiesa: niente
parole complicate, niente dotte citazioni in latino. E così riusciva a farsi capire da tutti, anche da chi
non sapeva né leggere né scrivere.
Insomma, chi incontrava Francesco si sentiva toccato nell’anima. E sempre più persone decidevano
di seguirlo. E in pochi anni quel manipolo di uomini diventerà un mare, un oceano. Comincia a
camminare per le strade del mondo e lo conquisterà.
