José Arregi 'La gerarchia della carità'
15 Settembre 2026
Ho trovato tanto sorprendenti quanto tristi le parole che ho sentito alcuni giorni fa dalla bocca di un giovane prete di Ceuta. Jesús Francisco Molina ha detto: «La Chiesa non è un’ONG ». «La funzione principale [della Chiesa] non è quella di prendersi cura del bisognoso; è una delle principali, certo, ma la Chiesa è lì per prendersi cura del suo popolo nei bisogni soprannaturali che deve amministrare: i sacramenti, la predicazione, il sostentamento del popolo di Dio». E ancora: «Dobbiamo aiutare prima il prossimo, il più vicino, il ceautino prima di chi non è ceautino». «È la carità che esige questa gerarchia».
Non riesco a immaginare Gesù di Nazareth che dice cose del genere oggi a Ceuta, a Gaza, a Madrid, in Francia o negli Stati Uniti d’America. Perché il suo messaggio era: «gli ultimi saranno i primi» (Mt 20,16). E perché al suo tempo ha detto: «Non basta dire ‘Signore, Signore’ per entrare nel regno di Dio; bisogna fare la volontà di mio Padre che è nei cieli» (Mt 7,21). E in che cosa consiste la «volontà del Padre che è nei cieli» (il compito principale della Chiesa, quindi)? Consiste nel «dar da mangiare a chi ha fame, dar da bere a chi ha sete, accogliere lo straniero, vestire chi è nudo, curare l’ammalato e il carcerato» (Mt 25, 31-46).
Credo, dunque, che oggi a Ceuta, a Gaza, a Madrid o in Francia e negli Stati Uniti d’America Gesù griderebbe:
«Non avete occhi per vedere che la povertà è la stessa per tutti i poveri, da qualunque parte vengano?
E che tutte le mappe dell’Africa sono state disegnate dall’Europa e che i cosiddetti paesi ‘occidentali’ sono stati coloro che hanno impoverito, sfruttato e svuotato più di chiunque altro il cosiddetto ‘terzo mondo’, fino al punto di rendere la vita lì impossibile?
E che siamo tutti fatti della stessa carne e dello stesso sangue, che siamo sorelle e fratelli della stessa famiglia, cittadini della stessa città universale, esseri umani della stessa umanità?
E che la priorità spetta a coloro che non hanno né pane né casa né popolo, e ai minori senza famiglia e alle ragazze e donne violate, siano europee, asiatiche, americane o africane?
Che, in breve, la priorità appartiene alla sofferenza e alla compassione, indipendentemente da tutti i confini, se è vero che avete un cuore nel vostro petto?»
José Arregi
Aizarna, 7 settembre 2026
