Enzo Bianchi 'La Bibbia, vera via della preghiera'
Famiglia Cristiana - 21 Giugno 2026
di Enzo Bianchi
La relazione con Dio nasce in primo luogo dall’accoglienza delle Sacre Scritture, non da pratiche che rischiano di restare solo esteriori
Oggi più che mai occorre che i cristiani siano vigilanti perché forte è tornata la tentazione di rifugiarsi e bere a cisterne sempre screpolate e torbide piuttosto che risalire con fatica alle sorgenti dove stilla l’acqua pura. Mi riferisco a questo ritorno alle devozioni che dimentica una preghiera che nasce dalla parola di Dio. Eppure Benedetto XVI, e poi Papa Francesco, hanno chiesto con insistenza ai semplici fedeli (non ai chierici) l’assiduità con la Parola mediante la pratica della lectio divina quotidiana, cioè della lettura di una pagina della Bibbia fatta nella preghiera. L’operazione è semplice: si legge un brano, lo si medita, si accoglie l’ispirazione per la preghiera che quel brano suscita!
Baciare le statue dei santi, accendere candele, indossare medaglie, fare altarini casalinghi non è pregare come ci ha insegnato il Vangelo e la grande Tradizione della chiesa perché in queste azioni non c’è spazio per l’ascolto del Signore, ma piuttosto un sentirci protagonisti davanti a lui.
Nella preghiera incontriamo il Signore che ci è Padre, Amico, Fratello, e non è un giudice che va placato e onorato, un Dio che minaccia castighi e per astenersi dall’inviarli chiede prestazioni al cristiano. Cerchiamo dunque di ascoltarlo quando ci parla “cuore a cuore” nella sua Parola e ci fa conoscere i pensieri e i sentimenti di Cristo Gesù, che devono essere i pensieri e i sentimenti del cristiano.
