Papa Francesco, don Primo Mazzolari e i preti di campagna

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Si è svolto sabato 6 aprile 2019 l’incontro di studi organizzato dalla Fondazione Mazzolari per il 60° della morte del sacerdote cremonese. Pisarra, Paronetto, Trionfini e Maraviglia parlano delle connessioni spirituali e pastorali tra don Primo Mazzolari, Papa Francesco, di don Tonino Bello, don Lorenzo Milani e don Zeno Saltini.

La mattinata si apre con i saluti del Sindaco di Bozzolo, Giuseppe Torchio e del vescovo Antonio Napolioni che ringraziando la Fondazione Mazzolari e i ricercatori che, in particolare in questo anno del 60° della morte del prete cremonese, contribuiscono alla conoscenza e alla riscoperta della sua figura e del suo messaggio. Mons. Napolioni ricorda però anche la radice profonda del pensiero di don Primo che – sottolinea – “derivano dall’attualità del Vangelo” e invitano “alla meditazione e all’impegno, da cui devono scaturire buoni progetti di vita”. La conoscenza di don Primo – conclude il vescovo – “deve scuoterci tutti e rinnovarci nel profondo”.

Introdotto dal professor Giorgio Vecchio, presidente del comitato scientifico della Fondazione, è poi don Bruno Bignami a introdurre l’incontro di studio nel contesto delle celebrazioni del 60° della morte che vedranno, nella giornata di domenica 7 aprile, la solenne celebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Matteo Maria Zuppi arcivescovo metropolita di Bologna e concelebrata da mons. Napolioni e dai sacerdoti della Zona pastorale V.

Don Bruno richiama alla memoria il 20 giugno 2017, quando Papa Francesco ha fatto visita alla tomba di don Primo, a cui hanno fatto seguito quelle ai luoghi di don Tonino Bello e don Milani. E sono proprio queste figure, “Papa Francesco, don Primo Mazzolari e i preti di campagna” – come recita il titolo del convegno – i protagonisti degli interventi dei relatori.

Il primo intervento, dal titolo “Fuori dal campo. Francesco e i preti di frontiera” è quello di Piero Pisarra, giornalista, scrittore e sociologo, che individua alcuni fili conduttori della ricerca del pontefice sulle orme dei sacerdoti “di frontiera”: “Fra le assonanze che troviamo c’è una parola che torna: è la parola ‘fuori’, ripetuta più volte nella preghiera di don Primo citata proprio a Bozzolo da Bergoglio. È la parola che definisce la ‘Chiesa in uscita’ indicata dal Papa”. Una riflessione sulla figura e sul ruolo del prete seguendo un “gioco di rimandi” tra i testi mazzolariani e citazioni di Bergoglio.

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“Tonino Bello e Primo Mazzolari, l’inquietudine creativa della pace” è invece il tema dell’intervento di Sergio Paronetto, direttore del centro studi Pax Christi Italia, che individua i tratti che accomunano questi due grandi sacerdoti “conciliari” che hanno attraversato fasi decisive della storia ecclesiastica e della storia italiana: “Fede, amore per i poveri e per la pace, e la fedeltà alla chiesa: sono due personalità di grande cultura: concreti e sognatori, legati alla loro terra ma che respirano con il mondo”. Al centro della riflessione proposta da Paronetto l’impegno per la pace che si spinge ad andare con coraggio controcorrente. “La profezia e la politica sono sorelle”, osserva il relatore, richiamando la scelta radicale della non-violenza dei due preti di frontiera, tra Bozzolo e Molfetta, che nel suo intervento definisce “padri della Chiesa contemporanea” sottolineando “la totale sintonia con Papa Francesco”, emblemi di “un clero non clericale” secondo la definizione del Papa.

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Dopo una breve pausa la parola passa al professor Paolo Trionfini, membro del Comitato scientifico della Fondazione Mazzolari e direttore dell’istituto per la storia dell’Azione Cattolica italiana, che mette a confronto le figure di Mazzolari e di don Zeno Saltini, fondatore della comunità di Nomadelfia, in un intervento dal titolo “Uomini al servizio della Chiesa”, titolo di un articolo in cui Mazzolari parla proprio del fondatore di Nomadelfia esprimendo per lui una sincera ammirazione. La relazione è il racconto di un rapporto a tratti anche conflittuale, tra due uomini appassionati del Vangelo che vivono un rapporto intenso, anche sofferto, con la Chiesa. Nei tanti tratti comuni e nelle differenze caratteriali che li hanno distinti.

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L’ultimo intervento è quello di Mariangela Meraviglia, un’altra voce del Comitato scientifico della Fondazione Mazzolari che pone in relazione il prete di Bozzolo con un altro prete di campagna, don Milani, con “un dialogo a due voci per dare la parola ai poveri”: l’uno nella sua attività pastorale in parrocchia, l’altro sul fronte educativo e della formazione. Entrambi, però, con una preferenza per i poveri, i piccoli, quelli a cui il mondo non si preoccupa di dare la parola.

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