Chi e cosa trovi: AUTORI e ARGOMENTI
Caricamento...

Paolo Gamberini 'Dio è persona?'

Illustrazione ad acquerello di tre studiosi, due uomini e una donna di diverse età, che discutono animatamente di teologia attorno a un tavolo di legno coperto di libri aperti e tazze di caffè, all'interno di una biblioteca accogliente e ricca di scaffali di libri e in fondo a destra il logo alzogliocchiversoilcielo
1 giugno 2026

A questa domanda un teista classico, un trans-teista e un monista relativo risponderebbero in tre modi diversi.

Il teista classico risponde sì Dio è “persona” poiché è l’essere perfetto. Essendo “persona” una perfezione dell’umano, è inevitabile che Dio è persona. 

Il trans-teista rifiuta di parlare di Dio come “persona”. È antropomorfismo. Dio non risiede nell’alto dei cieli, giudicando e intervenendo nel mondo a suo piacimento. Dio è energia, armonia. Anzi, non si deve nemmeno usare la parola “Dio”. È il Mistero della Vita. 

Il monista relativo è d’accordo con entrambi, ma afferma che è necessario far un cambio di prospettiva. È necessario fare meta-fisica. Senza di questa, si rischia di impantanarsi in caricature reciproche o di incepparsi in giochi linguistici. 

L’essere è l’attualità di tutti gli enti: ogni altra perfezione — la vita, l’intelligenza, la bontà — è tale solo in quanto è atto di essere. 

In questa prospettiva, Dio è definito come “ipsum esse subsistens”: l’Essere stesso, sussistente in sé, senza limitazioni, senza determinazioni. L’atto di essere è infinito e quando si partecipa, è ricevuto come ente finito. 

L’atto di essere è per sua essenza personale (ipostatico), non nel senso di essere circoscritto e soggetto “alla” determinazione (subjectum determinationi), ma soggetto “di” determinazione (subiectum determinationis). Infatti, Dio è atto “creativo” di essere. 

Dio è actus essendi, in quanto eccede ogni determinazione, e soggetto che determina. In questo preciso senso, quindi, si deve dire che Dio è per essenza persona (ὑπόστασις), ma non come soggetto psichico (ego) ma come colui che personalizza la realtà, in quanto tutto sussiste in Dio. 

Per evitare l’ambiguità di identificare la persona di Dio con il soggetto personale (psichico), è preferibile dire che Dio è “trans-personale”. 

Il teismo classico e il trans-teismo hanno ragione, se sanno visitare con maggiore attenzione le proprie convinzioni e le inevitabili implicazioni. 
📩 ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Il nostro cammino in cifre

L'impatto dei nostri contenuti, giorno dopo giorno.

Visualizzazioni