'Ministeri istituiti, non solo nuovi compiti per i laici'
Quale contributo possono offrire i ministeri istituiti al rinnovamento delle comunità cristiane? E come valorizzare la corresponsabilità di uomini e donne nella missione della Chiesa? Sono alcune delle domande al centro dell’incontro con Serena Noceti, tra le teologhe più apprezzate in Italia, docente ordinaria di Teologia sistematica all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Firenze, ospitato mercoledì 4 novembre al Polo culturale Vigilianum di Trento.
La serata – moderata da suor Chiara Curzel, docente ISSR, e introdotta dal delegato dell’Area Cultura don Stefano Zeni e dal Referente per Formazione Leonardo Paris – aveva come titolo “A servizio di una Chiesa sinodale e missionaria: i ministeri istituiti“. Di fatto, per il pubblico al Vigilianum e per quello collegato via streaming (a fondo articolo il video per rivedere la serata e le slides proiettate) si è trattato di una preziosa occasione per approfondire il significato del lettorato, dell’accolitato e del ministero del catechista, alla luce del cammino sinodale e delle recenti indicazioni della Chiesa. Occasione offerta non solo ai laici ma anche al clero trentino, incontrato da Noceti in Seminario nella mattinata di giovedì 5 novembre.
Non semplici incarichi, ma una nuova forma di corresponsabilità
Uno dei passaggi centrali della riflessione riguarda l’identità stessa dei ministeri istituiti. Non si tratta semplicemente di assegnare nuovi compiti ai laici o di riconoscere formalmente servizi già svolti nelle parrocchie. Come evidenziato da Noceti, occorre “interrogarsi prima di tutto su chi sono i ministri istituiti e solo successivamente su cosa fanno”.
Il fondamento di questi ministeri è il Battesimo, mentre il rito di istituzione, presieduto dal vescovo, riconosce pubblicamente uno specifico carisma e configura una forma stabile di servizio alla Chiesa. “L’istituzione – precisa Noceti – ha carattere permanente, mentre le modalità concrete di esercizio del ministero sono definite attraverso un mandato”.
È questa una delle differenze fondamentali rispetto ai numerosi servizi già presenti nelle comunità: “i ministeri istituiti richiedono un discernimento, una formazione adeguata e una precisa identità ecclesiale, che va oltre lo svolgimento di singole attività”.
Dal Concilio Vaticano II alle scelte di papa Francesco
Noceti ha ripercorso anche le principali tappe storiche di questo cammino, a partire dal 1972, quando Paolo VI, con il documento Ministeria quaedam, riformò gli antichi ordini minori, riconfigurando il lettorato e l’accolitato come ministeri laicali.
Una svolta significativa è arrivata nel 2021 con papa Francesco: attraverso Spiritus Domini è stata aperta anche alle donne la possibilità di ricevere stabilmente i ministeri di lettrice e accolita, mentre con Antiquum ministerium è stato istituito il ministero del catechista.
Questi passaggi si inseriscono in una visione di Chiesa “nella quale la missione non è affidata esclusivamente ai ministri ordinati, ma coinvolge l’intero popolo di Dio, nella diversità dei doni e delle responsabilità”.
Lettori, accoliti e catechisti: tre ministeri oltre i confini della liturgia
Ampio spazio è stato dedicato dalla teologa alle caratteristiche delle tre figure ministeriali, approfondite anche attraverso i rispettivi riti di istituzione.
Il lettore e la lettrice non sono chiamati soltanto a proclamare la Parola di Dio durante le celebrazioni. Il loro ministero comprende l’annuncio del Vangelo, la testimonianza personale e l’animazione biblica della vita pastorale. È un servizio alla Parola che si estende ben oltre l’assemblea liturgica.
L’accolito e l’accolita esprimono invece il legame profondo tra Eucaristia e carità. Accanto al servizio dell’altare e alla distribuzione della Comunione, il loro ministero richiama l’attenzione verso i poveri, i sofferenti e gli anziani. La partecipazione all’unico pane eucaristico si traduce così nella cura concreta delle persone e della comunità.
Il catechista e la catechista istituiti, infine, assumono una responsabilità stabile nell’annuncio e nella trasmissione della fede. Noceti distingue due possibili figure: il coordinatore della catechesi e dei catechisti, impegnato nei percorsi di iniziazione cristiana e di formazione, e l’animatore di comunità, chiamato a svolgere particolari responsabilità pastorali nelle realtà prive della presenza di un presbitero o di un diacono.
Un’opportunità di rinnovamento per le comunità
Il filo conduttore della riflessione di Serena Noceti è il rapporto tra ministeri istituiti e riforma sinodale della Chiesa. “La loro valorizzazione – annota – non risponde soltanto all’esigenza di affrontare le difficoltà organizzative delle parrocchie, ma apre alla possibilità di ripensare più profondamente la partecipazione dei battezzati alla vita ecclesiale, riconoscendo i diversi carismi e promuovendo una responsabilità realmente condivisa tra ministri ordinati, laici e laiche”.
Un percorso che, come richiamato nella parte conclusiva della relazione, presenta – secondo Noceti -, prospettive innovative ma “incontra anche resistenze e obiezioni”. “La sfida – conclude la teologa ospite a Trento – è fare dei ministeri istituiti non una semplice modifica delle strutture esistenti, ma un’autentica opportunità di rinnovamento della Chiesa in senso sinodale e missionario”.
Scarica le slides
Di seguito è possibile consultare e scaricare le slides integrali della relazione di Serena Noceti, con i riferimenti ai documenti ecclesiali, ai riti di istituzione e una bibliografia per approfondire il tema. “A servizio di una Chiesa sinodale e missionaria: i ministeri istituiti”: versione PDF
