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Enzo Bianchi 'Più forti delle nostre fragilità'

Primo piano di Enzo Bianchi sorridente al microfono per la sua rubrica 'Cristiano, chi sei?' su Famiglia Cristiana.
Famiglia Cristiana - 11 ottobre 2026 

Molto addolorati per la morte di fratel Enzo Bianchi, pubblichiamo, anche per onorarne la memoria, le puntate che ci aveva inviato prima della sua dipartita.

L’amore non è assenza di cadute, ma capacità di attraversarle attraverso il perdono.

Nelle relazioni, nelle relazioni d’amore accade che il male prevalga sul bene, che l’amore sia tradito, venga meno, che si ammali, che sia contraddetto. Nessuna illusione: nell’amicizia, nella storia dell’amore vissuta nel matrimonio, nei rapporti di amore prima o poi avviene una contraddizione. A volte è uno che viene meno, mentre l’altro resta saldo; a volte entrambi i partner dell’amore diventano infedeli l’uno all’altro. 

Sì, accade, e questo va tenuto presente, va assolutamente accolto, come possibilità futura. Non deve però essere così deludente da impedire la relazione d’amore, né essere giudicato quale evento che è soltanto morte dell’amore. Bisogna prepararvisi, bisogna metterlo in conto anche quando ci si promette reciprocamente la fedeltà, il non venire meno. Anzi, occorrerebbe che chi ama metta in contro che l’altro mancherà e, di conseguenza, si impegni a perdonare per ripartire, per ricominciare, fino a dimenticare il venire meno dell’altro. Qui si misura la maturità dell’amore: amore vissuto concretamente, non idealizzato, amore innestato in ciò che io sono e in ciò che l’altro è. 

Ecco perché è decisiva la capacità, la volontà, la responsabilità del perdonare. Perdonare è amare con coraggio, è credere che l’amore che si vive è più forte delle contraddizioni che riceve. Chi ha un cuore che sa perdonare, ha un cuore grande, abitato dall’amore, un amore che sa accogliere dall’altro non solo la bellezza, le virtù, i doni, ma anche i difetti, le fragilità, le cadute, anche le cattiverie. A volte il cammino di chi ama è gravemente ferito, incerto, impossibile da percorrere: i questi casi occorre fermarsi, sostare, non muoversi, restare in attesa dell’altro che si è smarrito… Ci vuole molta pazienza e poi, sì, la capacità di perdonare, di riprendere con sé l’altro e di ripartire nell’amore. Questa è la vittoria dell’amore sulla morte (cf. Ct 8,6) che possiamo sperimentare qui sulla terra!

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