Enzo Bianchi 'Tutti noi, un solo corpo nel Signore'
Famiglia Cristiana - 7 Giugno 2026
di Enzo Bianchi
La solennità del Corpus Domini invita i cristiani a vivere l’Eucaristia come incontro vivo con il Signore Gesù e con la comunità dei fratelli.
Noi cattolici dopo aver celebrato il mistero pasquale dal giorno della Resurrezione al giorno della Pentecoste, celebriamo la festa del Corpo e del Sangue del Signore. È una festa che indirizza la contemplazione verso il sacramento più grande, l’eucaristia, ma che purtroppo sovente diventa occasione non di riconoscimento del corpo del Signore ma cosificazione di questo corpo. La ragione del cristiano cede alla tentazione materialista nella quale non si discerne più Colui che è il Signore vivente e veritiero ma qualcosa, non è più il corpo di Cristo che è la comunità dei credenti ma è ridotta a ciò che si vede! Certamente dobbiamo sempre ricordare le parole di Gesù: “Questo è il mio corpo per voi!” (Mt 26,26), ma sempre accanto a quelle dell’apostolo Paolo: “Voi siete il corpo di Cristo” (1Cor 12,27). Il grande padre della chiesa, sant’Agostino, diceva ai cristiani: “Voi vedete sull’altare ciò che voi siete, il corpo del Signore!”. L’eucaristia non è qualcosa ma è il Signore, è noi comunità cristiana, è il Signore con noi e noi con lui. Sì, è cibo e pane vivente che diventa vita in noi affinché noi viviamo della stessa vita di Cristo! Non può dunque essere soggetta a un consumismo sacramentale che la usa come oggetto religioso.
No, il corpo del Signore va riconosciuto, ammonisce Paolo, e chi non lo riconosce nella sua realtà vivente pronuncia la propria condanna e non edifica certo il corpo di Cristo ma lo mutila e lo distrugge.
