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Enzo Bianchi 'Europa, oltre ogni declino annunciato'

Primo piano di Enzo Bianchi sorridente al microfono per la sua rubrica 'Cristiano, chi sei?' su Famiglia Cristiana.
Famiglia Cristiana - 28 Giugno 2026 

Dalla crisi del passato alle sfide attuali, il Vecchio continente può trovare l’antico slancio facendo del senso del limite una risorsa per il futuro.

Ero appena entrato nella maturità della vita, negli anni Ottanta, quando ho cominciato a sentire proclamare: “L’Occidente è al tramonto!”. È allora che cominciarono a manifestarsi la crisi delle ideologie, la crisi della civiltà occidentale (crisi economica, finanziaria, culturale, etica) e anche quella cristiana. Una fine, quella dell’occidente, da sempre annunciata ma che non sembra mai concludersi. Verrebbe da dire che l’Occidente va di fine in fine per fini che non hanno fine. 

Comprendiamo bene come l’Occasum, cioè il tramonto, abbiano ispirato il nome delle nostre terre, l’Occidente, dove declina il sole! Di tutto ormai abbiamo dichiarato il tramonto ma sembra che si attardi, sia molto lento. Se è vero che l’Europa conta sempre meno nel mondo e non desta speranze e attese come la Cina, l’India e il Brasile, resta possibile dopo la notte che s’intravveda un nuovo giorno, un’aurora. Perché se facciamo un’anamnesi storica del nostro occidente ci rendiamo conto che tante volte c’è stato un tramonto: quello dell’impero romano, quello del medioevo cristiano, quello del Rinascimento e poi dell’epoca dei lumi… Sì, tante fini per tante rinascite. Noi europei abbiamo sempre saputo reagire alle catastrofi imparando che tutto ha una fine, che ogni cosa ha un suo declino. Per avere imparato questo, l’Europa potrebbe diventare maestra del limite e oggi c’è un grande bisogno di questa consapevolezza, in un tempo in cui certi poteri e certi governi si sentono divini e si fanno idolatrare…

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